Etichettato: LOVEYOURLIFE

BEATRICE BETTONI – MODELLA PER #DECIDOIO TAMPAX

Beatrice Bettoni è la splendida ragazza di cui ci siamo tutti innamorati ammirandola nella pubblicità #decidoio di Tampax. Ma oltre alla bellezza c’è di più: concreta, solare, affatto superficiale, piena di voglia di VIVERE. Di quelle persone che ti riempiono il cuore. Grazie Bea!

Chi è Beatrice Bettoni?
Beatrice, Bea per gli amici, è una ragazza di 22 anni, solare, semplice e molto positiva. Studentessa di Relazioni Pubbliche a Milano, modella curvy e nel tempo libero pittrice. 

Sei stata scelta come co-protagonista dello spot #decidoio di Tampax? Raccontaci l’emozione iniziale.

Ero felicissima, non ci credevo! Andare a Roma per girare una pubblicità è stato un sogno diventato realtà. Quando ero più piccola il mio film preferito era “Lizzie McGuire – Da liceale a popstar”, avventura di una ragazza comune in vacanza a Roma diventata popstar per caso. Mi sono sentita un po’ lei quando mi han detto che avrei girato lo spot di Tampax! Sono sempre molto felice quando mi scelgono per un lavoro ma questa volta è stato speciale. 

#decidoio Tampax – un spot che ha un profondo messaggio socio-motivazionale. Cosa stai provando a essere diventata un esempio per milioni di donne, soprattutto per tantissime adolescenti?

E’ un’emozione grandissima, inaspettata!! Tantissime ragazze mi hanno scritto sui social bellissimi messaggi pieni d’amore. Alcune ragazze mi hanno addirittura fermato per strada (non scherzo) per complimentarsi con me. Mi sento bene e fiera di me stessa per dove sono arrivata e mi riempie il cuore di gioia sapere che posso aiutare molte ragazze che non hanno la mia stessa sicurezza! Non l’avrei mai pensato che da ragazzina insicura ed impacciata sarei diventata un esempio da seguire.

“Nella vita di una donna ci sono tanti ostacoli. Ma nessuno di questi è un motivo per fermarsi…” condividi questo slogan? Quanto è affine alla tua filosofia di vita?

Condivido a pieno! Nella vita di tutti ci sono tanti ostacoli ma delle volte sono ostacoli irreali, ostacoli superficiali creati da noi stessi. Quando mi trovo davanti ad un ipotetico ostacolo la prima cosa che faccio è esaminarlo e domandarmi se davvero è da considerarlo tale. Facendo una lista delle priorità, delle cose davvero importanti e magari difficili della nostra vita, la metà degli ostali svanisce, si annulla. Spogliarsi in spiaggia davanti ad altre persone se si è insicuri può essere difficile ma quando troviamo un po’ coraggio ci mettiamo meno di un minuto a metterci in costume. Secondo voi i veri ostacoli della vita si possono risolvere in meno di un minuto? 

Quanto è importante sognare?

Sognare è importante ma Fare lo è di più! Secondo me esistono due tipi di sognatori: Il sognatore da divano, ovvero chi passa le giornate sul divano e fantastica sulla propria vita, e I sognatori in movimento ovvero chi sogna ma nel mentre fa tantissime cose e non si ferma mai. Secondo me è molto importante sognare ma fare “cose” allo stesso tempo per avvicinarsi a realizzare i propri sogni. 

“Bea modella” quando è nato il sogno e come sei riuscita a realizzarlo?

E’ un sogno nato un po’ per caso.. Era l’estate dei miei 18 anni e lavoravo come promoter al mare. La mia migliore amica mi ha parlato dell’esistenza delle modelle curvy insistendo che io sarei stata perfetta perché molto fotogenica e dovevo assolutamente provare. Appena tornata a casa tra insicurezze e timidezza ho mandato la candidatura alla mia attuale agenzia senza dire niente a nessuno (non ci credevo per niente). Mi hanno contattato e ho fatto il mio primo casting, mi ricordo che ero emozionantissima. Dopo poche settimane mi hanno chiamato e.. ero stata presa!! 

Molte ragazze vorrebbero entrare nel mondo delle “modelle”, quali consigli daresti loro o vorresti fossero stati dati a te qualche anno fa?

Prima di entrare nel mondo delle “modelle” bisogna capire che fare la modella è un lavoro, un lavoro a tutti gli effetti. Un lavoro stimolante, divertente, “figo” ma pur sempre un lavoro. Come tutti i lavori bisogna avere i requisisti obbligatori ed essere portati. Le agenzie di moda non valutano soltanto la bellezza ma molte altre caratteristiche. Per chi vuole diventare modella la scelta migliore è affidarsi ad un’ agenzia. Consiglio: no timidezza e siate al 100% voi stesse! 

Bea cosa si aspetta nel suo futuro? 

Per il mio futuro ho grandi aspettative, sto studiando e lavorando sodo per realizzare i miei progetti. Essendo giovane mi focalizzato sul futuro “vicino” quindi per ora la Laurea è uno dei miei punti principali. Fortunatamente ho una vita imprevedibile e sicuramente lo saranno anche gli anni avvenire! 

Un messaggio per tutte le amiche di Curvy Pride?

Sto cercando di trasmettere il più possibile il messaggio che nella nostra vita dobbiamo creare storie, ricordi, esperienze. Il tempo che perdiamo purtroppo non ce lo ridà nessuno. Ripeto sempre che quando avrò un figlio vorrò raccontargli di come la sua mamma ha girato il mondo, di come aveva la valigia sempre pronta tra un aereo e l’altro, di come si è divertita con gli amici. Gli racconterò tutte le mie avventure folli e di tutte le persone che ho conosciuto, vorrò farlo sognare ad occhi aperti. A lui, di certo, non gliene fregherà nulla se ero una taglia 40 o 46, se ero bassa o alta, o se avevo la cellulite. Dobbiamo imparare a focalizzarci sulle cose davvero importanti!

Annunci

CAMBIAMENTI DI VITA E PROGETTI LUMINOSI

Era da un po’ di tempo che non scrivevo sul blog ma molte cose sono cambiate nella mia vita.

Il Paese è la prima cosa, ora vivo in Inghilterra sono venuta solo ed unicamente per cercare di realizzare i miei sogni che non ve li posso raccontare perché quelli sono segreti.

Comunque torniamo a parlare di cose serie.

Fin da quando ero ragazzina ho sempre voluto fare qualcosa per aiutare gli altri non sapevo ancora cosa anche perché credevo di essere parecchio inutile.

Ho pensato anche di studiare medicina, insomma chi meglio dei dottori per aiutare gli altri no? però avevo paura di fare del male più che aiutare quindi decisi che non era proprio la carriera adatta a me.

Per qualche anno ho accantonato questa idea di cambiare le cose perché non ero sicura di me stessa e delle mie capacità come ho detto prima credevo di essere parecchio inutile  e il fatto che non mi sentivo a mio agio con il mio corpo ha influenzato molto tutto questo perché mi guardavo allo specchio e mi vedevo esattamente come le altre persone mi descrivevano “grassa” “brutta” e così via non sto qui ad elencarli tutti perché sono troppi ma noi li conosciamo bene uno per uno.

Poi da qualche anno a questa parte sono cambiata tantissimo ed ho iniziato a vedermi diversa, ovviamente ho fatto tanti cambiamenti nella mia vita, tra cui quello di lasciare il mio ex fidanzato che più che aiutarmi mi metteva giù di morale con violenza non tanto fisica ma psicologica e quella ti distrugge dentro proprio come una bomba atomica.

Scriverò anche su questo prossimamente ma ora passiamo alle cose che contano davvero.

Torniamo a parlare dello specchio e voglio delle risposte sincere da parte vostra.

Quanti hanno desiderato almeno 1 volta spaccarlo?

Io dai miei 5 anni ai miei 18 tutti i giorni avevo questo desiderio perché lui faceva vedere quello che consideravo la peggior parte di me.

Poi come ho detto tramite cambiamenti il mio rapporto con lo specchio è migliorato e non per essere narcisista ma mi piace quello che vedo, so che non sono come tutti vorrebbero ma io sono estremamente felice e fiera di me stessa che non riesco a vedere niente di negativo, solo di positivo.

Quello che per me prima era un fardello è diventato un vanto e ne vado fierissima.

Ora voglio parlarvi di progetto, che mi sta veramente a cuore e prima vi spiego com’è nato.

Un bellissimo giorno ero sdraiata a letto che pensavo a delle cose (che non erano inerenti al pensiero che mi era venuto dopo) e mi capita di guardare appunto lo specchio e di come in realtà la maggior parte dei nostri complessi nasce proprio da quel riflesso dove noi accuratamente cerchiamo mille difetti e la prima frase che ci viene in mente è “Se avessi…”.

Ognuno ha il suo “se avessi” e sono sicura che mentre leggerete questa frase vi verrà in mente il vostro.

E questo è un discorso generale che comprende tutte le categorie e non ne esclude neanche una, nemmeno Kate Moss si salva questa volta.

Quindi ho concluso che è il primo nemico di qualsiasi persona è lo specchio perché è tramite lui che poi diventiamo noi stessi nostri nemici.

Si nostri nemici perché poi iniziamo i mille discorsi in testa, usciamo di casa e ci sentiamo inadeguati e così via ed è solo una piccola parte di quello che poi ti porterà ad una voragine e da questa voragine non sono in pochi a salvarsi in tempo purtroppo.

Ecco che allora ho pensato “Ma forse la nostra battaglia per cambiare le cose inizia proprio a casa nostra… Forse prima di combattere la società dovremo combattere contro la nostra immagine riflessa, dovremo combattere contro lo specchio”.

Dobbiamo metterci davanti a quella che per noi è un ordigno del male ed iniziare ad elencare non i nostri difetti ma bensì le nostre qualità e dobbiamo iniziare anche a prenderci un po’ in giro perché fidatevi questo fortifica tanto e sapete perché; Perché quando una persona vi prenderà in giro o dirà qualcosa sul vostro corpo lo farà con cattiveria e cosa c’è di meglio di mettersi a ridere e fare una battuta su se stessi?

Per prima cosa sicuramente vincerete in simpatia ed in seconda cosa la persona che aveva cattive intenzioni penserà due volte prima di aprire bocca ancora per cercare di criticarvi perché sarete così splendidamente pieni di voi stessi che quello che è l’opinione altrui vi entra da un orecchio e vi esce dall’altro.

Ed è così che è nato prima l’hashtag #fightagainstthemirror (lotta contro lo specchio) su Instagram e poi la pagina con lo stesso nome che vi lascio qui tra parentesi (fight_against_the_mirror_)

Non vi potete sbagliare il logo della pagina è questo.

Comunque, perché l’ho fatto?

Perché ho voglia di raccontare esperienze di persone che sono riuscite a sconvolgere la loro vita e sono rinate, voglio far vedere che diverso è bello è splendido e che ognuno è un’opera d’arte a modo suo.

Ma non voglio solo raccontare, io voglio aiutare, voglio ascoltare e voglio stendere la mano alle persone che ne hanno bisogno e che non hanno nessuno con cui parlare perché hanno paura di essere giudicati o paura di non essere capiti.

Credo e voglio fare la differenza, in questo mondo dobbiamo sempre essere pronti ad aiutare il prossimo noi siamo anime non corpi.

Siamo luce e dobbiamo illuminare chi è nel buio finché non arriva alla fine del tunnel e trova la sua stessa luce.

Oggi vi lascio con questo pensiero: Prendete per mano e illuminate la vita di qualcuno perché basta guardarvi attorno per vedere che ci sono tante persone che vivono nel buio.

Quella luce che donerete all’altro vi tornerà indietro perché la vita è un cerchio e tutto quello che si fa ritornerà in versione doppia nella vostra vita.

Non posso definirmi una persona molto cristiana ma c’è una frase nella bibbia con cui mi trovo molto d’accordo e la condivido con voi e vi lascio liberi di interpretarla come volete

“Voi siete la luce del mondo: non si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone”.

Un abbraccio e non dimenticatevi di accendere la vostra luce interiore.

Estela

Uno spirito libero e avventuriera. Con la passione per la recitazione che sogna ogni sera il suo discorso per quando riceverà l’Oscar.
Follemente innamorata della vita e amante delle sue curve.
Mai smettere di sognare e combattere per ciò che vuoi,metti i tuoi sogni in tasca e portali sempre con te e questo ti ricorderà che sei ancora vivo”.
Estela Regina Baroni

STRIKE A POSE – curve, casting e passerelle.

elle-sex-in-the-city-road-kill-1508444938

Sfilata di Carrie Bradshaw in Sex and the City: un “break  a leg” (lett.”rompiti una gamba”, ovvero il nostro “in bocca al lupo”) preso un po’ troppo alla lettera… Da https://www.ternechave.net/moda-2/sarah-jessica-parker-su-quell-infame-carrie/

Estate 1999: “Ciao magre” e ” Che fai, mangi salame?” “Non han mai fatto male tre fette di salame, Levoni manda al mare la moda alimentare” (pubblicità salumi Levoni del 1998) sono stati i primi timidi tentativi di invertire alcune tendenze del mondo della moda. Lentamente, ma incessantemente, come la più testarda delle gocce cinesi, hanno lavorato ai fianchi del mondo della moda, provvedendo ad arrotondarli. Come donna comanda.

Sebbene al momento si sia presa un periodo sabbatico, “Ciao Magre” è stata la prima vera agenzia italiana di modelle curvy, lanciata del brand Elena Mirò nel 1999 (e a cui la scrivente non partecipò per 5 centimetri del piffero – Grrr). In 20 anni ha provveduto a rimettere in discussione il canone 90-60-90 (anche meno), introducendo modelle che ora chiameremo curvy (e anche plus size), a “ingentilire” anche i capi dedicati alle taglie non esattamente “canoniche”: anche se la strada è ancora lunga, e siamo ancora distanti da paesi come gli Stati Uniti, in cui concetti come inclusività e diversità fanno parte del bagaglio culturale di ogni studente di moda, si potrebbe affermare che…eppur si muove: basta fare la più banale ricerca Google, e vedere quanti annunci ci sono per la ricerca di modelle curvy, anche da parte delle aziende di intimo (i più maliziosi potrebbero obiettare che è in realtà tale ricerca viene fatta per evitare l’effetto “busta di patatine”).

Le motivazioni per fare un casting (una sfilata o un concorso) possono essere diverse: dallo scoprire lati di sé che non si conoscevano, al vedersi sotto una nuova luce per qualche ora, fino a scoprire che un gioco può anche diventare una professione: allora perché non provarci? Perché non vivere l’ebrezza della passerella (o di un casting) per un giorno?  Avendo sempre in mente però che c’è anche il rovescio dark di tutte quelle pailettes luccicose, che “comandare è fottere” non è solo il libro scritto dall’ex direttore della LUISS, Pier Luigi Celli, e che ci sono tanti guru, ma anche tanti paraguru.

Per il resto…buona fortuna! E divertitevi!

Caterina Argentieri

casting-ciao-magre-600x307

Logo agenzia “Ciao magre” (1999). http://www.ciaomagre.com/

Caterina Argentieri
#CurvyPrideBlogger

Chi è Caterinasognatrice come i Pesci, inarrestabile come il Capricorno, che è il mio ascendente. E che panorama che si vede da quassù! Dopo mille e una battaglia, riapro il cassetto dei miei sogni, li tiro fuori, e mi preparo a realizzarli. Uno ad uno.

“Bodypositive” cat walk Laura Brioschi Project – Onlus

3 Marzo 2019
Duomo di Milano.

Qui si è svolto il Flash Mob #BODYPOSITIVE più importante d’Europa, con lo scopo di unire uomini e donne di diversa  forma fisica, età, etnia, orientamento sessuale ed eventuali deficit per trasmettere positività ed accettazione verso se stessi.
“Ci spogliamo dai pregiudizi”, dice Laura Brioschi, modella curvy ed infuencer da quasi 500K che ha ideato ed organizzato la manifestazione.
Questo evento ha ufficialmente inaugurato la nascita dell’Associazione Body Positive Catwalk, organizzazione NO-PROFIT in tutela dei diritti del cittadino, istituita da Laura ed il suo compagno Paolo Patria con lo scopo di creare eventi internazionali che aumentino la consapevolezza di se stessi ed il senso di aggregazione così da abbattere sempre più ogni tipo di discriminazione ed il bullismo.
E’ possibile entrare a far parte di questa già solida e numerosa community iscrivendosi tramite questo link: DONATE BodyPositiveCatWalk ONLUS 

Comunicato Stampa in pdf: ITA – CS BPCW 19 – Body Positive Catwalk

Su instagram oltre al profilo @bodypositivecatwalk è possibile vedere l’evento sotto gli hashtag:

  • #bodypositivecatwalk
  • #onlusbpcw
  • #laurabrioschiproject
  • #patriosky.

Tra le ragazze di Curvy Pride hanno partecipato:

  1. Valentina Parenti: nik ig “momincolors”
  2. Silvia Corradin: nik ig “sharonsly15”
  3. nik ig blondy_curvy

IMG-20190304-WA0337

Valentina Parenti fotografata da Red Beard Hp

Valentina Parenti, 34 anni oggi, socia Curvy Pride da Settembre 2018 proveniente da Parma, selezionata, ha deciso di partecipare per un riscatto personale, reduce da un’intervento maxxillo facciale post incidente stradale all’età di 6 anni in cui ricorda che i medici le dissero “non farà la modella”, un seno prosperoso in cui nell’adolescenza non sono mancate le critiche tipo “hai un bel viso ma dovresti dimagrire (anche se era una 42/44)” e due cesarei che le han cambiato l’estetica pensa che bisogna accettarsi per come si è senza troppe ossessioni.

“E’ Stata un’esperinza davvero emozionante che ha riportato alla luce un po’ di timidezza, ma davvero rigenerante per l’autostima. E’ Bellissimo sapere che 150 ragazze/i abbiano esposto le proprie imperfezioni per condividere che non devono esserci canoni  di bellezza giusti e sbagliati ma è proprio l’essere “D I V E R S I ” che ci rende unici e meravigliosi”.

53208722_2209206095784603_1583648463164276736_n

Valentina Parenti mentre viene fotografata da Rodney Pedrosa

Silvia Corradin di bologna anni quasi 45 ha partecipato all’evento di Laura Brioschi.

image2-1

Silvia Corradin

“La cosa bella è stata ritrovare (oltre ad alcuni visi conosciuti che fanno parte anche di Curvy Pride) persone di diverse etnie, problemi fisici differenti e alcuni particolarmente gravi, ma tutti/tutte con il sorriso sul volto e fiere di ciò che volevamo trasmettere! È stata veramente una bella emozione e esperienza”

image4

Silvia Corradin

#Educareallafelicità, da bambini

I bambini felici, da grandi, diventano adulti felici che cresceranno altri bambini felici, un circolo virtuoso che si ripete all’infinito

Per contrastare il bullismo in Danimarca hanno adottato nelle scuole il “monitoraggio del benessere” che consiste in un sondaggio grazie al quale è possibile comprendere l’ansia sociale generata dall’accettazione degli altri.

20160505_184004.jpg

Il benessere a scuola è fondamentale, non si può imparare se si ha paura, se non ci si sente accettati, dal gruppo del pari e degli adulti, protetti, riconosciuti, stimati.

E’ una sensazione devastante quella di non sentirsi accettati dagli altri, è quindi fondamentale cercare di insegnare ai bambini fin dall’età prescolare il rispetto e l’amore reciproco.

Per questo motivo avevo partecipato a un contest nella mia città (PARMA) proponendo il “Festival della Felicità” , un’evento con lo scopo di diffondere l’accettazione di sé e degli altri in tutte le sue forme, cercando di cambiare la percezione visiva che porta a comportamenti pericolosi per se e gli altri.

THINKBIG_PARENTIVALENTINA

poster per il contest – IDEA FESTIVAL

CMYK base

poster per il contest – IDEA WORKSHOP

Le motivazioni che mi hanno portato a questa idea è basata sulla discriminazione di genere, razziale, di peso, di colore, di nome. Fin da bambini abbiamo la percezione deviata di ciò che è bello. Cresciamo pensando di essere DIVERSI. Diversi e sbagliati.Sarebbe interessante se fin da piccoli ci educassero alla felicità con l’obiettivo futuro di più relazioni sane, amicizie, condivisioni con mente e cuore aperti.

Scan

“MAMMA sei l’allegria” – cit. mio figlio 4anni e 1/2

Una ricerca mondiale analizza i dati di felicità/infelicità e l’italia nel 2018 aveva Net Happiness Index (NHI) pari al 47%,  collocandosi a metà classifica.

Uno dei parametri utilizzati è lo stato di istruzione: le persone con un più alto livello d’istruzione dimostrano una felicità maggiore. Questo dovrebbe farci pensare ulteriormente; pensate se a scuola fosse possibile apprendere con la risata. Ricerche dimostrano che quando ridiano emaniamo endorfine capaci di farci apprendere più velocemente.

Senza titolo-1

dal libro “Educare alla felicità, nuovi paradigmi per una scuola felice”

IMG_20190206_143146_046

Nella mia esperienza la felicità è proprio un MODO DI ESSERE, si pensa sia effimera ma io credo che sia anche nell’accettazione di quello che si è, nella realizzazione della vita (lavoro, famiglia ecc).La felicità non è una meta ma è in tutto il percorso.Imparare ad apprezzare ogni giorno come se fosse l’ultimo, essere grati di quello che si ha, aiuta il nostro benessere psico-fisico.Insegnamo ai bambini le emozioni, la consapevolezza emotiva, l’AUTOSTIMA e ad apprezzare ed amare la vita.20160425_120944(0)     Valentina Parenti

ESSERE SE STESSI NEL MONDO DEGLI STEREOTIPI

da9e209414780ca32922c2418631bbdc1312357557.jpg

Per me tornare a scrivere per il blog di Curvy Pride è veramente una gioia e quale argomento migliore se non quello di cercare di essere se stessi in questo mondo colmo di stereotipi.

Dal 2016 (quindi dall’ultima volta che ho scritto) ho iniziato a guardarmi un po’ in giro più di quello che facevo già, ho iniziato ad analizzare il comportamento delle persone di fronte a qualcosa di diverso.

E non parlo solo di una persona con un corpo non considerato “perfetto” (che poi potrei scrivere anche sul valore di questo termine di questi tempi).

Parlo del diverso in generale che va da una persona con una gamba sola, alla persona che ha un colore di pelle diverso.

Vi chiederete perché parlo di questo argomento.

Ne parlo perché essere guardati da capo a piedi non è bello, ti senti quasi un animale da circo rinchiuso in una gabbia, ma quella gabbia non è fatta di ferro ma bensì di persone che sono pronte a punzecchiarti con i loro bastoni fatti da commenti cattivi.

Sono fatte da persone che come se tu fossi una merce ti etichettano e decidono cosa sei e cosa farai.

Tutte/i noi lo sappiamo bene che dalle etichette è difficile staccarsi perché finisci per credere che sei così veramente.

Per questo essere se stessi nella società moderna è un’impresa difficile.

Per gli altri è facile dirti “Ah ma così non va bene, dovresti essere così”, “Perché non fai un po’ di dieta hai un viso così bello e lo stai sprecando con un corpo del genere”. (L’ultima cosa l’ho sentita spesso).

Una persona che sente questi giudizi e non è consapevole dello splendido essere umano che è, tende a rinchiudersi in una bolla e ripeterà tutti i giorni guardandosi allo specchio “Tu non ce la farai mai”, “Cosa vuoi farne della tua vita, tu non sei come gli altri”.

Metterà i suoi sogni in un cassetto, lo chiuderà e butterà la chiave nella spazzatura.

Poi magari riesce a diventare quello che gli altri volevano ma cosa rimane alla fine?

NULLA!

Sei solo un’altra vittima del mondo, della società e delle malelingue, anche perché una volta che diventi il burattino perfetto e infelice che tutti volevano troveranno altri difetti e tu non sarai mai all’altezza di niente per nessuno e ti punteranno ancora il dito contro.

Anch’io avevo paura del giudizio degli altri, anch’io avevo paura di non essere mai abbastanza e che probabilmente non sarei mai andata da nessuna parte.

Poi invece con il passare del tempo ho scoperto che non era così e che non ero sola e che se lo desideravo davvero potevo anche scalare l’Everest perché c’era una persona importante a fare il tifo per me… E sapete chi è questa persona? SEMPRE IO.

Ho ritrovato la chiave del cassetto dove avevo rinchiuso per sempre i miei sogni e l’ho riaperto, ho iniziato a guardarmi allo specchio e dirmi “Cavolo dolcezza oggi sei proprio stupenda”.

Alle occhiate cattive della gente rispondo con un sorriso perché è quello che innaffia il fiore che sboccia dentro la mia anima.

Non bisogna mai lasciarsi abbattere perché quando lo fai significa che ti sei arresa/o ed è proprio ciò che vogliono.

Che tu sia magra/o, grassa/o, alta/o, bassa/o, che tu abbia una gamba sola o un braccio solo, non importa se la tua pelle è scura, chiara, verde, gialla, azzurrina o rosa pallida TU SEI TU.

Con i tuoi pregi e per fortuna i tuoi difetti perché sennò saresti una macchina.

Innaffia quel fiore che hai dentro e fallo sbocciare, sorridi, ama principalmente te stessa/o e poi gli altri e alla società che ti vuole in un determinato modo urla “NO, GRAZIE”.

Se ti accetti con te stesso sei già un passo avanti nello scalare la montagna e guardando l’orizzonte potrai vedere che la vita non è solo spine e oscurità.

Estela Regina Baroni


Uno spirito libero e avventuriera. Con la passione per la recitazione che sogna ogni sera il suo discorso per quando riceverà l’Oscar. Follemente innamorata della vita e amante delle sue curve.“Mai smettere di sognare e combattere per ciò che vuoi, metti i tuoi sogni in tasca e portali sempre con te e questo ti ricorderà che sei ancora vivo”. 

Estela Regina Baroni

POVER(P)ANZA. QUANDO DISUGUAGLIANZE, POVERTÀ E OBESITÀ VANNO A BRACCETTO

La nostra Caterina Argentieri ci sottopone un nuovo tema come spunto di riflessione e di confronto. Per spingerci oltre la superficie e aprire un dibattito. Voi cosa ne pensate?

Stai sciupato a nonna” tra poco potrebbe diventare il miglior complimento che tua nonna possa mai farti.

L’obesità, come ben sappiamo, è una patologia che va affrontata sotto diversi aspetti; tra questi quello medico, nutrizionale, e psicologico. Soprattutto. E, per quanto possa sembrare strano, anche economico. Non sono pochi gli studi condotti nel mondo, con finanziamenti più o meno importanti e “blasonati”, come l’OMS, in cui viene sottolineato il legame tra reddito e obesità. Senza scomodare il coefficiente di Gini, usato in statistica per misurare la diseguaglianza del reddito o della ricchezza, l’obesità va a colpire proprio le fasce più deboli della popolazione: i cibi sani hanno un costo mediamente più elevato di quelli considerati poco salubri (per modalità di conservazione, dovuta ad additivi non sempre salutari), o per le modalità di preparazione (non sempre si sa cucinare), il  basso livello di istruzione, la precarizzazione e la parcellizzazione del lavoro concorrono a dipingere un quadro non esattamente a tinte vivaci.

Dici obesità e pensi agli Stati Uniti: errore. Tali ricerche sono state fatte un po’ in tutto il mondo, anche in Italia, patria della dieta mediterranea: tanto per fare un nome, possiamo citare il progetto  “Cuore”, dell’osservatorio epidemiologico cardiovascolare dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che ha preso in esame un campione di popolazione nel periodo 1998/2012, arrivando a constatare un aumento dei casi di obesità nel campione in oggetto.

In genere, il leitmotiv “mangia meglio – fai sport” delle tradizionali campagne di informazione non ha prodotto risultanti incoraggianti, proprio perché , secondo “The Lancet”, si trascura il fattore economico dietro l’obesità, si offrono «soluzioni da ricchi a problemi da poveri».

L’articolo in oggetto, oltre ad analizzare i fattori economici che si celano dietro l’ascesa dell’obesità, pone dei punti importanti utili per combattere l’obesità, quali: 1) rendere accessibili economicamente i cibi considerati più salutari; 2) ridisegnare concretamente e con convinzione le politiche attive del lavoro e del welfare.

Spesso si accusano gli obesi di essere pigri, lamentosi e di essere la causa della loro stessa disgrazia. Ad analizzare i dati economici la verità sembrerebbe essere invece un’altra. O almeno una parte di essa.

Caterina Argentieri

bty
se_curvy_pride

Chi è Caterina: sognatrice come i Pesci, inarrestabile come il Capricorno, che è il mio ascendente. E che panorama che si vede da quassù! Dopo mille e una battaglia, riapro il cassetto dei miei sogni, li tiro fuori, e mi preparo a realizzarli. Uno ad uno.