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“Bodypositive” cat walk Laura Brioschi Project – Onlus

3 Marzo 2019
Duomo di Milano.

Qui si è svolto il Flash Mob #BODYPOSITIVE più importante d’Europa, con lo scopo di unire uomini e donne di diversa  forma fisica, età, etnia, orientamento sessuale ed eventuali deficit per trasmettere positività ed accettazione verso se stessi.
“Ci spogliamo dai pregiudizi”, dice Laura Brioschi, modella curvy ed infuencer da quasi 500K che ha ideato ed organizzato la manifestazione.
Questo evento ha ufficialmente inaugurato la nascita dell’Associazione Body Positive Catwalk, organizzazione NO-PROFIT in tutela dei diritti del cittadino, istituita da Laura ed il suo compagno Paolo Patria con lo scopo di creare eventi internazionali che aumentino la consapevolezza di se stessi ed il senso di aggregazione così da abbattere sempre più ogni tipo di discriminazione ed il bullismo.
E’ possibile entrare a far parte di questa già solida e numerosa community iscrivendosi tramite questo link: DONATE BodyPositiveCatWalk ONLUS 

Comunicato Stampa in pdf: ITA – CS BPCW 19 – Body Positive Catwalk

Su instagram oltre al profilo @bodypositivecatwalk è possibile vedere l’evento sotto gli hashtag:

  • #bodypositivecatwalk
  • #onlusbpcw
  • #laurabrioschiproject
  • #patriosky.

Tra le ragazze di Curvy Pride hanno partecipato:

  1. Valentina Parenti: nik ig “momincolors”
  2. Silvia Corradin: nik ig “sharonsly15”
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Valentina Parenti fotografata da Red Beard Hp

Valentina Parenti, 34 anni oggi, socia Curvy Pride da Settembre 2018 proveniente da Parma, selezionata, ha deciso di partecipare per un riscatto personale, reduce da un’intervento maxxillo facciale post incidente stradale all’età di 6 anni in cui ricorda che i medici le dissero “non farà la modella”, un seno prosperoso in cui nell’adolescenza non sono mancate le critiche tipo “hai un bel viso ma dovresti dimagrire (anche se era una 42/44)” e due cesarei che le han cambiato l’estetica pensa che bisogna accettarsi per come si è senza troppe ossessioni.

“E’ Stata un’esperinza davvero emozionante che ha riportato alla luce un po’ di timidezza, ma davvero rigenerante per l’autostima. E’ Bellissimo sapere che 150 ragazze/i abbiano esposto le proprie imperfezioni per condividere che non devono esserci canoni  di bellezza giusti e sbagliati ma è proprio l’essere “D I V E R S I ” che ci rende unici e meravigliosi”.

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Valentina Parenti mentre viene fotografata da Rodney Pedrosa

Silvia Corradin di bologna anni quasi 45 ha partecipato all’evento di Laura Brioschi.

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Silvia Corradin

“La cosa bella è stata ritrovare (oltre ad alcuni visi conosciuti che fanno parte anche di Curvy Pride) persone di diverse etnie, problemi fisici differenti e alcuni particolarmente gravi, ma tutti/tutte con il sorriso sul volto e fiere di ciò che volevamo trasmettere! È stata veramente una bella emozione e esperienza”

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Silvia Corradin

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#Educareallafelicità, da bambini

I bambini felici, da grandi, diventano adulti felici che cresceranno altri bambini felici, un circolo virtuoso che si ripete all’infinito

Per contrastare il bullismo in Danimarca hanno adottato nelle scuole il “monitoraggio del benessere” che consiste in un sondaggio grazie al quale è possibile comprendere l’ansia sociale generata dall’accettazione degli altri.

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Il benessere a scuola è fondamentale, non si può imparare se si ha paura, se non ci si sente accettati, dal gruppo del pari e degli adulti, protetti, riconosciuti, stimati.

E’ una sensazione devastante quella di non sentirsi accettati dagli altri, è quindi fondamentale cercare di insegnare ai bambini fin dall’età prescolare il rispetto e l’amore reciproco.

Per questo motivo avevo partecipato a un contest nella mia città (PARMA) proponendo il “Festival della Felicità” , un’evento con lo scopo di diffondere l’accettazione di sé e degli altri in tutte le sue forme, cercando di cambiare la percezione visiva che porta a comportamenti pericolosi per se e gli altri.

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poster per il contest – IDEA FESTIVAL

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poster per il contest – IDEA WORKSHOP

Le motivazioni che mi hanno portato a questa idea è basata sulla discriminazione di genere, razziale, di peso, di colore, di nome. Fin da bambini abbiamo la percezione deviata di ciò che è bello. Cresciamo pensando di essere DIVERSI. Diversi e sbagliati.Sarebbe interessante se fin da piccoli ci educassero alla felicità con l’obiettivo futuro di più relazioni sane, amicizie, condivisioni con mente e cuore aperti.

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“MAMMA sei l’allegria” – cit. mio figlio 4anni e 1/2

Una ricerca mondiale analizza i dati di felicità/infelicità e l’italia nel 2018 aveva Net Happiness Index (NHI) pari al 47%,  collocandosi a metà classifica.

Uno dei parametri utilizzati è lo stato di istruzione: le persone con un più alto livello d’istruzione dimostrano una felicità maggiore. Questo dovrebbe farci pensare ulteriormente; pensate se a scuola fosse possibile apprendere con la risata. Ricerche dimostrano che quando ridiano emaniamo endorfine capaci di farci apprendere più velocemente.

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dal libro “Educare alla felicità, nuovi paradigmi per una scuola felice”

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Nella mia esperienza la felicità è proprio un MODO DI ESSERE, si pensa sia effimera ma io credo che sia anche nell’accettazione di quello che si è, nella realizzazione della vita (lavoro, famiglia ecc).La felicità non è una meta ma è in tutto il percorso.Imparare ad apprezzare ogni giorno come se fosse l’ultimo, essere grati di quello che si ha, aiuta il nostro benessere psico-fisico.Insegnamo ai bambini le emozioni, la consapevolezza emotiva, l’AUTOSTIMA e ad apprezzare ed amare la vita.20160425_120944(0)     Valentina Parenti

ESSERE SE STESSI NEL MONDO DEGLI STEREOTIPI

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Per me tornare a scrivere per il blog di Curvy Pride è veramente una gioia e quale argomento migliore se non quello di cercare di essere se stessi in questo mondo colmo di stereotipi.

Dal 2016 (quindi dall’ultima volta che ho scritto) ho iniziato a guardarmi un po’ in giro più di quello che facevo già, ho iniziato ad analizzare il comportamento delle persone di fronte a qualcosa di diverso.

E non parlo solo di una persona con un corpo non considerato “perfetto” (che poi potrei scrivere anche sul valore di questo termine di questi tempi).

Parlo del diverso in generale che va da una persona con una gamba sola, alla persona che ha un colore di pelle diverso.

Vi chiederete perché parlo di questo argomento.

Ne parlo perché essere guardati da capo a piedi non è bello, ti senti quasi un animale da circo rinchiuso in una gabbia, ma quella gabbia non è fatta di ferro ma bensì di persone che sono pronte a punzecchiarti con i loro bastoni fatti da commenti cattivi.

Sono fatte da persone che come se tu fossi una merce ti etichettano e decidono cosa sei e cosa farai.

Tutte/i noi lo sappiamo bene che dalle etichette è difficile staccarsi perché finisci per credere che sei così veramente.

Per questo essere se stessi nella società moderna è un’impresa difficile.

Per gli altri è facile dirti “Ah ma così non va bene, dovresti essere così”, “Perché non fai un po’ di dieta hai un viso così bello e lo stai sprecando con un corpo del genere”. (L’ultima cosa l’ho sentita spesso).

Una persona che sente questi giudizi e non è consapevole dello splendido essere umano che è, tende a rinchiudersi in una bolla e ripeterà tutti i giorni guardandosi allo specchio “Tu non ce la farai mai”, “Cosa vuoi farne della tua vita, tu non sei come gli altri”.

Metterà i suoi sogni in un cassetto, lo chiuderà e butterà la chiave nella spazzatura.

Poi magari riesce a diventare quello che gli altri volevano ma cosa rimane alla fine?

NULLA!

Sei solo un’altra vittima del mondo, della società e delle malelingue, anche perché una volta che diventi il burattino perfetto e infelice che tutti volevano troveranno altri difetti e tu non sarai mai all’altezza di niente per nessuno e ti punteranno ancora il dito contro.

Anch’io avevo paura del giudizio degli altri, anch’io avevo paura di non essere mai abbastanza e che probabilmente non sarei mai andata da nessuna parte.

Poi invece con il passare del tempo ho scoperto che non era così e che non ero sola e che se lo desideravo davvero potevo anche scalare l’Everest perché c’era una persona importante a fare il tifo per me… E sapete chi è questa persona? SEMPRE IO.

Ho ritrovato la chiave del cassetto dove avevo rinchiuso per sempre i miei sogni e l’ho riaperto, ho iniziato a guardarmi allo specchio e dirmi “Cavolo dolcezza oggi sei proprio stupenda”.

Alle occhiate cattive della gente rispondo con un sorriso perché è quello che innaffia il fiore che sboccia dentro la mia anima.

Non bisogna mai lasciarsi abbattere perché quando lo fai significa che ti sei arresa/o ed è proprio ciò che vogliono.

Che tu sia magra/o, grassa/o, alta/o, bassa/o, che tu abbia una gamba sola o un braccio solo, non importa se la tua pelle è scura, chiara, verde, gialla, azzurrina o rosa pallida TU SEI TU.

Con i tuoi pregi e per fortuna i tuoi difetti perché sennò saresti una macchina.

Innaffia quel fiore che hai dentro e fallo sbocciare, sorridi, ama principalmente te stessa/o e poi gli altri e alla società che ti vuole in un determinato modo urla “NO, GRAZIE”.

Se ti accetti con te stesso sei già un passo avanti nello scalare la montagna e guardando l’orizzonte potrai vedere che la vita non è solo spine e oscurità.

Estela Regina Baroni


Uno spirito libero e avventuriera. Con la passione per la recitazione che sogna ogni sera il suo discorso per quando riceverà l’Oscar. Follemente innamorata della vita e amante delle sue curve.“Mai smettere di sognare e combattere per ciò che vuoi, metti i tuoi sogni in tasca e portali sempre con te e questo ti ricorderà che sei ancora vivo”. 

Estela Regina Baroni

POVER(P)ANZA. QUANDO DISUGUAGLIANZE, POVERTÀ E OBESITÀ VANNO A BRACCETTO

La nostra Caterina Argentieri ci sottopone un nuovo tema come spunto di riflessione e di confronto. Per spingerci oltre la superficie e aprire un dibattito. Voi cosa ne pensate?

Stai sciupato a nonna” tra poco potrebbe diventare il miglior complimento che tua nonna possa mai farti.

L’obesità, come ben sappiamo, è una patologia che va affrontata sotto diversi aspetti; tra questi quello medico, nutrizionale, e psicologico. Soprattutto. E, per quanto possa sembrare strano, anche economico. Non sono pochi gli studi condotti nel mondo, con finanziamenti più o meno importanti e “blasonati”, come l’OMS, in cui viene sottolineato il legame tra reddito e obesità. Senza scomodare il coefficiente di Gini, usato in statistica per misurare la diseguaglianza del reddito o della ricchezza, l’obesità va a colpire proprio le fasce più deboli della popolazione: i cibi sani hanno un costo mediamente più elevato di quelli considerati poco salubri (per modalità di conservazione, dovuta ad additivi non sempre salutari), o per le modalità di preparazione (non sempre si sa cucinare), il  basso livello di istruzione, la precarizzazione e la parcellizzazione del lavoro concorrono a dipingere un quadro non esattamente a tinte vivaci.

Dici obesità e pensi agli Stati Uniti: errore. Tali ricerche sono state fatte un po’ in tutto il mondo, anche in Italia, patria della dieta mediterranea: tanto per fare un nome, possiamo citare il progetto  “Cuore”, dell’osservatorio epidemiologico cardiovascolare dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che ha preso in esame un campione di popolazione nel periodo 1998/2012, arrivando a constatare un aumento dei casi di obesità nel campione in oggetto.

In genere, il leitmotiv “mangia meglio – fai sport” delle tradizionali campagne di informazione non ha prodotto risultanti incoraggianti, proprio perché , secondo “The Lancet”, si trascura il fattore economico dietro l’obesità, si offrono «soluzioni da ricchi a problemi da poveri».

L’articolo in oggetto, oltre ad analizzare i fattori economici che si celano dietro l’ascesa dell’obesità, pone dei punti importanti utili per combattere l’obesità, quali: 1) rendere accessibili economicamente i cibi considerati più salutari; 2) ridisegnare concretamente e con convinzione le politiche attive del lavoro e del welfare.

Spesso si accusano gli obesi di essere pigri, lamentosi e di essere la causa della loro stessa disgrazia. Ad analizzare i dati economici la verità sembrerebbe essere invece un’altra. O almeno una parte di essa.

Caterina Argentieri

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Chi è Caterina: sognatrice come i Pesci, inarrestabile come il Capricorno, che è il mio ascendente. E che panorama che si vede da quassù! Dopo mille e una battaglia, riapro il cassetto dei miei sogni, li tiro fuori, e mi preparo a realizzarli. Uno ad uno. 

UNO SFONDO BLU, UNA CURVY CHE VESTE ALLA MARINARA… ED È SUBITO “STELLE MARE E CURVY”

Perché sono importanti i “CurvEventi”? Ce lo spiega la nostra Caterina Argentieri prendendo spunto dal racconto di “STELLE MARE E CURVY“, un evento in tema Anni50 per promuovere la pluralità dei modelli di bellezza.

 

Stelle Mare e Curvy” è l’evento legato al Mondo Curvy e agli anni ’50, che si è tenuto nella splendida cornice di Termoli (CB) lo scorso 12 Agosto 2018, organizzato dall’Associazione Curvy Pride, con la collaborazione di Maddalena Tricarico ed Emiliana Di Muccio, e col patrocinio del Comune di Termoli, che in passato ha più volte espresso la sua sensibilità su tematiche quali il bullismo, specie verso chi non è esattamente un’acciughina.

Per una curiosa coincidenza, il 3 e il 4 Agosto era anche la ricorrenza del Santo Patrono di Termoli, San Basso: le luminarie erano ancora montate in città, contribuendo a rendere più magica e più “a tema anni ‘50” non solo la città, ma l’intero evento. A tratti sembrava di vedere alcune delle pubblicità di D&G, ambientate nella Sicilia delle ricorrenze religiose, in cui il sacro della celebrazione si fonde e si sublima nel profano della moda, accogliendo sia il turista che l’emigrante che torna a casa per le vacanze, stringendoli in un unico caloroso abbraccio.

 

Ed è così che mi piacerebbe si intendessero gli eventi legati al mondo curvy: un caloroso e accogliente abbraccio, che avvolga tutti senza discriminazioni.

Spesso gli eventi legati al Mondo Curvy  (plus e over size, diciamola tutta) vengono travisati, e considerati come celebrazione dell’obesità, cosa che in realtà non vuol proprio essere, anzi: è un modo per dire “amati per quello che SEI” . E amarsi è il primo passo per affrontare con cognizione di causa e (perché no?) dare anche un bel calcio all’obesità. Per quanto possa sembrare strano, tali eventi sono una sana e salutare iniezione di autostima, un modo per uscire da quel guscio fatto di circoli viziosi e sensi di colpa in cui più o meno inconsciamente ci si infila. E se servono anche per dare un meritato (purtroppo solo in senso figurato) calcio nel sedere al bulletto di turno o strappare una ragazzina dalle grinfie di gruppi pro-ana… ancora meglio!

Ma tutte queste parole sono superflue per spiegare l’importanza e il valore dei “CurvEventi”: basta l’accoglienza festosa con cui siamo stati accolti a Termoli al nostro passaggio a cavallo di vespe e 500!

Volevo ringraziare  il Vespa Club Thermularum, il Club 500 d’amare, le manine d’oro di La Roia Angela di Studio A Parrucchieri, e Angelo Tullio, che ci ha aiutato a fissare con i suoi scatti la magia di questo evento. Oltre ovviamente a tutti gli sponsor che hanno reso maestoso questo evento.

Con un immenso Vi Voglio Bene alle ragazze che stanno percorrendo questa strada con me!

Caterina Argentieri

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Chi è Caterina: sognatrice come i Pesci, inarrestabile come il Capricorno, che è il mio ascendente. E che panorama che si vede da quassù! Dopo mille e una battaglia, riapro il cassetto dei miei sogni, li tiro fuori, e mi preparo a realizzarli. Uno ad uno. 

Nasce CURVY PRIDE CONFIDENTIAL

Nasce il gruppo “Curvy Pride Confidential un gruppo di incontro/confronto tra noi donne per parlare del rapporto con il nostro corpo, delle nostre paure, per farci forza vicendevolmente. Un’esperienza tutta in FUCSIA, per conoscere meglio noi stesse e per fare nuove amicizie, per far emergere i nostri talenti e per aiutarci a realizzare i nostri sogni.

Insieme, con coraggio e con tanti pizzichi di buonumore!

L’idea nasce dall’ingresso all’interno dell’Associazione Curvy Pride della psicologa Emanuela Scanu, prendendo spunto da un suo consolidato progetto: il “gruppo delle Silfidi”, nato inizialmente come gruppo di confronto per persone con problemi di peso, era aperto al confronto e alla condivisione di temi al femminile. Il gruppo era guidato dalla dott.ssa Scanu, che provvedeva a far sì che tutti avessero lo spazio necessario a raccontarsi e condividere e aveva il compito di creare le conclusioni e da quelle ispirare il tema su cui lavorare il successivo incontro.

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Sulla base di questa esperienza di successo si è deciso di avviare “Curvy Pride Confidential”,  un incontro mensile tra donne di tutte le età, per una preziosa circolazione di esperienze, di modi di pensare che si traducono nella opportunità di ampliare i confini delle proprie prospettive.

Questi incontri saranno sapientemente supervisionati dalla dott.ssa Emanuela Scanu che ne sarà coordinatrice, favorendo lo scambio dei vissuti e la valorizzazione delle competenze individuali e collettive, in libertà e… con il buonumore.

Il primo incontro si svolgerà a Roma Sabato 10 novembre 2018 dalle ore 10:00 alle 12:00 in Piazza dei Giureconsulti (Fermata Cornelia metro A).

Contributo di partecipazione € 5,00

Per iscrizioni e/o informazioni contattateci su curvypride@gmail.com e sui nostri social o al numero 3478264983.

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L’AUTOSTIMA E’ UNA COSA SERIA

Vi amate? Vi rispettate? Sapete valorizzarvi come persone? L’autostima non è cosa di poca importanza. Quanto più vi amate e vi rispettate, migliore sarà la qualità della vostra vita. Ricordate che le emozioni e i pensieri possono influenzare la salute e quindi impariamo a volerci bene: un passo alla volta… otto per l’esattezza” di Emanuela Scanu – Psicologa e Coach Alimentare

Le PILLOLE DI AUTOSTIMA “prescritte” dalla dott.ssa Scanu durante CURVY PRIDE WALK&JOY del 21/10/2018

PRIMO PASSO – Imparate a rivolgervi verso voi stessi in modo positivo e smettetela di dirvi cose come: nessuno mi accetta, sono brutto/a, non sono capace. L’importante è che cominciate ad acquisire la consapevolezza di come comunicate: siete sicuramente giudici impietosi con voi stessi. Nulla andrà per il verso giusto se le prime critiche provengono a voi!

SECONDO PASSO Fate le cose che vi rendono felici. Prendere le vostre decisioni in base ai vostri desideri. Non aspettate l’approvazione degli altri. Non lasciate la vostra autostima in mano agli altri. Sebbene sia giusto desiderare che amici e familiari ci accettino e ci vogliano bene non potete dipendere dalla loro approvazione per essere felici.

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TERZO PASSO – Smettete di lamentarvi per ciò che credete manchi alla vostra vita, per il lavoro, il vostro fisico, valorizzate quello che avete. Smettete di pensate che i vostri difetti siano enormi o che siete in una posizione di svantaggio rispetto a chi vi circonda. Imparare ad accettarvi per quello che siete. Le vostre caratteristiche, le vostre qualità e i vostri difetti sono ciò che vi rende unici.

QUARTO PASSO – Imparate ad essere grati per quello che avete che si tratti del lavoro, la vostra famiglia, gli amici o le cose che possedete. A volte, basta cambiare punto di vista per essere felici, guardate da un’altra prospettiva: attorno a voi ci sono persone per le quali sarebbe un sogno avere ciò che avete voi.

QUINTO PASSO – Socializzate, ma solo a patto che vi circondiate di persone positive. Avere una rete di supporto è molto importante per l’autostima così come è importante chiacchierare con gli amici, condividere esperienze e creare ricordi che dureranno tutta la vita. Tenevi strette le  persone che vi sostengono e vi vogliono bene, allontanate le relazioni tossiche che portano a critiche negative fine a se stesse perché sono i grandi nemici della vostra autostima.

SESTO PASSO – Parola d’ordine: valorizzate le vostre qualità, imparate ad essere generosi con voi stessi. E’ uno dei compiti più difficili da portare a termine, ma quando riuscirete a guardarvi con affetto e ad accettare chi siete, la vostra autostima migliorerà. Potete cominciare con una lista di tutte le vostre qualità. In un primo momento, avrete difficoltà a trovarle. Se non riuscite a sbloccarvi, chiedete aiuto ad un amico oppure a un membro della vostra famiglia alla fine avrete chiaro ciò che vi rende unici.

SETTIMO PASSO – Abbasso la perfezione. Nessuno è perfetto, tutti sbagliano. Cercare di eliminare tutti i difetti e cercare di fare tutto perfettamente non farà altro che rendervi infelici. Se vi concentrate troppo sui difetti, con il tempo comincerete a vedere la vostra vita da quella prospettiva. Questo modo di vedere la vita non è sano e non vi farà per niente bene.

 

OTTAVO PASSO – Imparate a darvi dei limiti. Quando dovete pianificare qualcosa non cercate di andare oltre le vostre possibilità, concentratevi piuttosto a vivere. E’ giusto migliorarsi ed accettare le sfide, ma solo se questo vi diverte e vi fa stare bene. Un’autostima sana è la base di una bella vita. Cercate di impegnarvi per migliorare la vostra autostima e fatelo per voi stessi. Se doveste avere la sensazione di non fare la vita che invece desiderate, fate di tutto per cambiarla, ma fatelo in modo tale da vivere a pieno ogni momento.

ULTIMO CONSIGLIO – ripetete ogni giorno:

“Oggi decido che il resto della mia vita sarà la parte migliore”

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Dott.ssa Emanuela Scanu

Psicologa e Coach Alimentare

www.emanuelascanupsicologa.com

Cell. 333 84 67 496

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