INAUGURAZIONE CURVY PRIDE POINT: 24 SETTEMBRE A CIAMPINO (RM)

Ci siamo!

Non mancate all’inaugurazione del nuovo CURVY PRIDE POINT!!!

Il 24 Settembre 2016 il Salotto della Moda… su Misura, viale Kennedy n° 84, presso SPECIAL DAY’s a Ciampino (RM) – Zona Commerciale, aprirà le porte all’Associazione CURVY PRIDE!!!

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La stilista e proprietaria dell’Atelier è una nostra carissima amica: la generosa, solare, stupenda ELISABETTA VICCICA!

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Ideatrice insieme a Romina Diana del Concorso Bella in Carne,

Presidente dell’Associazione Amarsi un po’,

Stilista di abiti e lingerie, … e non solo!

Un vulcano di idee e un tornado di passione per la vita e per le Curvy!!!

 

Non mancate! Sarà una giornata ricca di eventi:

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Vi aspettiamo Sabato 24 Settembre 2016 insieme a Elisabetta Viccica e a Marianna Lo Preiato, Presidente dell’Associazione Curvy Pride!

NON MANCATE!

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CURVE ITALIANE: TRE RAGAZZE CURVY ALLA SCOPERTA DELL’ITALIA… A PIEDI!

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  • Presentatevi, chi siete?

Martina: Sono Martina, ho 33 anni, praticante avvocato e vengo da Napoli. Proprio come la mia città, sono forte e vulcanica, a tratti pensierosa e malinconica. Insomma, un fiume in piena.

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Francesca Salvatore: Francesca 30 anni, nata a Taranto e vivo a Lecce. Metà accademico, metà scrittrice. Due cose che assieme fanno “la ragazza con la valigia”, come mi chiamano tutti.

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Francesca Galici: sono Francesca, ho 28 anni, nata a Cagliari ma vivo a Como. Il mio mondo è fatto di parole e di fotografie.

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  • Come vi siete conosciute?

Martina, Francesca S. e Francesca G.: Ci siamo conosciute grazie a Travelweare, il magazine di viaggio con cui collaboriamo.

  • Come nasce il progetto “CURVE ITALIANE”?

Martina, Francesca S., Francesca G: Curve Italiane nasce dalla nostra comune passione per i viaggi, maturata lavorando insieme per circa due anni e, soprattutto, dall’amore per la storia e la cultura di un Paese incredibilmente ricco di tesori, spesso anche nascosti, come l’Italia.

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  • Quali obiettivi si prefigge?

Martina, Francesca S., Francesca G:  Il viaggio a piedi, da sole e a costo zero delle Curve Italiane si propone di raccontare l’Italia nella sua veste più spontanea e genuina. In parole povere, più vera. Lontane dalla modernità e dal caos delle grandi città cercheremo di respirare un’aria nuova, raccontando un’Italia efficiente e operosa, quella degli agricoltori, dei viticoltori e degli artigiani. Racconteremo di un’Italia differente, vista attraverso gli occhi di chi ha lasciato tutto per inseguire un sogno e di chi ha fatto del turismo ecosostenibile una ragione di vita. E’ questo il Belpaese di cui vogliamo parlare.

  • Il prossimo viaggio quando inizia?

Martina, Francesca S., Francesca G: Il primo viaggio delle Curve Italiane partirà il 19 settembre e terminerà il 26 settembre a Perugia. Il nostro punto d’incontro sarà a Firenze: due delle “Curve” partiranno da Napoli, l’altra da Milano. Insieme prenderemo il treno che ci porterà prima a Siena, poi in Val d’Orcia, prima vera tappa del viaggio.

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  • Qual è l’itinerario?

Martina, Francesca S., Francesca G: Dovendo percorrere circa 150 km il nostro viaggio non poteva che essere suddiviso in tappe, con giorni in cui cammineremo per circa 20 chilometri. Saranno in tutto sei le tappe, che ci condurranno da Castiglione d’Orcia a Perugia, attraversando Montepulciano, Pienza, Paciano, Panicale, Magione, Corciano e Resina. Ogni tappa sarà raccontata nel dettaglio, come un minuzioso diario di bordo, corredato di fotografie e filmati.

  • Quanto costerà?

Martina, Francesca S. e Francesca G.: Praticamente nulla. Il nostro, infatti, sarà un viaggio a piedi, da sole ma, soprattutto, a costo zero. Saremo ospitate da osterie, aziende vinicole, bed & breakfast e agriturismi che, accogliendo con gioia il progetto, metteranno a disposizione delle Curve Italiane le proprie strutture.

  • Tre “Donne” “Curvy” “A Piedi”: una sfida contro i pregiudizi?

Martina: Questo sì, sicuramente. Soprattutto negli ultimi tempi, si è radicata forte la convinzione che una ragazza non possa viaggiare da sola. Ma perché? Per quale motivo? I pericoli si annidano ovunque, è ovvio. Ma questo non può e non deve essere un limite. La voglia di viaggiare, di incontrare nuove persone e scoprire nuovi luoghi deve essere superiore a qualsiasi paura.

Francesca S.: certo. Innanzitutto per dimostrare che per fare un viaggio a piedi e andare lontano non serve essere degli atleti; poi, per promuovere uno stile di vita ed un modo di viaggiare salutare di cui beneficeremo noi stesse in primis. E poi perché, nell’immaginario collettivo, il viaggatore zaino in spalle è tradizionalmente uomo. Noi vogliamo promuovere la cultura delle backpakers donna.

Francesca G.: Senza alcun dubbio. Purtroppo è radicata l’idea che una persona con un fisico più tondo non possa essere capace di grandi imprese, e noi nel nostro piccolo dimostreremo il contrario. Inoltre, c’è la comune convinzione che per raccontare un viaggio epico si debba necessariamente valicare il confine: niente di più sbagliato! L’Italia ha un patrimonio straordinario che aspetta solo di essere scoperto e valorizzato.

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  • A chi dedicate questo viaggio?

Martina: Sicuramente a me stessa. E non per orgoglio o vanità. Ma perché questo viaggio rappresenta la prima, grande sfida della mia vita. E voglio goderne ogni istante. E poi lo dedico a loro, alle mie compagne di loro, perché senza la nostra sinergia, tutto questo non sarebbe stato possibile.

Francesca S.: A tutti quelli che ci hanno creduto, comprese noi stesse. Perché quello che era il sogno di una vita grazie al lavoro costante, alle notti insonni e ad un pizzico di follia, sta diventando realtà!

Francesca G.: Lo dedico a me stessa e a quelli che non hanno creduto possibile la realizzazione di questo progetto. In tanti hanno pensato fosse solo un modo “furbo” per fare una vacanza, ma dovranno ricredersi. Sono convinta che saranno numerosi quelli che fino a pochi giorni fa non pensavano possibile tutto questo o lo consideravano come un capriccio, una volta concluso questo primo viaggio faranno in modo di contattarci.

  • Qual è il vostro sogno più grande?

Martina, Francesca S., Francesca G.: I sogni personali, li teniamo chiusi all’interno di un cassetto. E, per scaramanzia, non li sveliamo a nessuno. Del resto, che sogni sarebbero? Come Curve Italiane, invece, ne abbiamo tanti. Se dovessimo pensare ad un unico sogno da realizzare, vorremmo far crescere ancora di più questo progetto, dargli una visibilità continua. Solo in questo modo, infatti, potremmo raccontare ogni angolo d’Italia e nel nostro piccolo contribuire a diffonderne la bellezza.

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Le foto sono state realizzate da Francesca Galici.

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SEGUITELE! Sono ragazze F A N T A S T I C H E ! ! !

GO CURVE ITALIANE!

 

TODOS PODEMOS SER SEXY!

 

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L’ASSOCIAZIONE CURVY PRIDE è approdata anche in SPAGNA!

Vi presentiamo le nostre stupende amiche di GRANADA!

Sono solari, allegre, con tanta voglia di vivere e di divertirsi.

Il loro motto è #TodosPodemosSerSexy.

Guardate il loro video: è S P E T T A C O L A R E ! ! !


 

 

Capitanate da BKE FOTOGRAFIA & MODELS, si mettono in gioco con estrema simpatia per aiutare tutte quelle donne che, oppresse da stereotipi e complessi, non riescono a uscire dal loro guscio e … VIVERE!

Grazie GRANADA! Grazie SPAGNA! A PRESTISSIMO!!

#TodosPodemosSerSexy

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LA DISCIPLINA OLIMPIONICA DELL’IMMAGINE

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CURVY CONFIDENTIAL – UNA RUBRICA A VOSTRA DISPOSIZIONE

La riflessione
di Susanna Zandonà

“Il trio delle cicciottelle sfiora il miracolo olimpico”, titola così  l’inserto de Il Resto del Carlino dell’ 8 Agosto, alla sua pagina del Quotidiano Sportivo. I commenti si sprecano. E cadono le prime teste, tra cui quella del direttore, Giuseppe Tassi. Ma non manca chi ricorda che quattro anni fa (precisamente il 30 Luglio 2012), il più celebre quotidiano sportivo italiano, La Gazzetta dello Sport, titolava: “Gli arcieri extralarge conquistano Londra”, riferendosi al trio Michele Frangilli, Mauro Nespoli e Marco Galiazzo (Link: http://archiviostorico.gazzetta.it/2012/luglio/30/Gli_arcieri_extralarge_conquistano_Londra_ga_3_120730004.shtml?refresh_ce-cp)

Si accusa di eccesso di femminismo, si urla alla spettacolarizzazione della circostanza e qualcuno ci specula perfino sopra. Ma allora perché le dinamiche in questi casi paiono tanto diverse?
Partiamo dal presupposto che nessun giornalista, pur in buona fede che sia, dovrebbe permettersi di affibbiare nomignoli denigratori a qualcuno, tantomeno a degli atleti di fama internazionale. Ma quello che desta più preoccupazione e che giustamente deve essere contestato, è il fatto che l’essere umano debba obbligatoriamente adempiere ad un bisogno innato di etichettare e catalogare l’altro. Perfino nell’ assurda presunzione di generare empatia. Sì, perché io me lo immagino questo direttore. Uno che autorizza un titolo simile lo fa peccando di zelo. La sua non è vera e propria meschinità, ma l’inconsapevolezza tipica di chi non ha mai vissuto una situazione sulla propria pelle. E che forse è perfino peggio della crudeltà del bambino che si permette di additare il compagno ed esclamare ingenuamente: “ciccione”. Perché uno così idiota, non lo si deve nemmeno prendere in considerazione. E comunque a me hanno sempre insegnato che se uno è grasso può anche dimagrire, ma se uno è stupido lo rimane. Mentre un giornale ha la pretesa di raccontarci la verità e non può nemmeno schermarsi dietro alla coltre dell’ignoranza. Così, il titolo giunge come una stoccata. Vanifica gli sforzi, il tempo, i tanti allenamenti e i sacrifici compiuti da queste tre donne coraggiose: Guendalina Sartori, Claudia Mandia e Lucilla Boari, che chissà quanti scogli avranno dovuto superare prima di giungere a Rio de Janeiro. Ma che purtroppo devono sentirsi “inadeguate” e “giudicate” da una società di cui il giornale si rende comunicatore, la quale, invece che giustamente valutarle col metro del talento, di fregiarsi del fatto di avere a disposizione tre signore del loro calibro, le valuta col metro dell’ apparenza e dello stereotipo. E ci sono caduti anche all’estero. Corey Cogdell-Unrein, statunitense medaglia di bronzo nel tiro sportivo, è stata presentata dal Chicago Tribune come la moglie del difensore dei Bears. “La moglie di”. Ma di cosa stiamo parlando?
Purtroppo in questo processo i personaggi pubblici sono quelli più esposti, divenendo carne da macello da buttare sulla griglia mediatica. In una società dedita al culto dell’immagine, in cui invece di sport si parla di bellezza esteriore, forma fisica e prestanza, dove, all’indomani delle gare si stilano le classifiche degli atleti più attraenti e dei loro rispettivi fidanzati e fidanzate, si parla più di apparire che di performance agonistiche. Dimenticandosi il vero spirito sportivo che dovrebbe essere quello di accomunare, unire nelle diversità, fare squadra, rispettare l’avversario. Esattamente quello che andrebbe fatto nella vita di tutti i giorni.

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Susanna Zandonà è appassionata di moda, beauty e arte contemporanea.
Nel tempo libero ama scrivere e viaggiare, la sua passione. Si definisce una persona curiosa per natura.
Per conoscerla meglio seguitela sul suo blog Oh my … Rock Style!

L’ASSOCIAZIONE CURVY PRIDE CERCA CURVY PRIDE POINT IN TUTTA ITALIA!

L’Associazione CURVY PRIDE cerca CURVY PRIDE POINT in tutta ITALIA!

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L’Associazione CURVY PRIDE promuove la cultura della pluralità dei modelli di bellezza e vuole diffondere il suo messaggio su tutto il territorio nazionale.

Gestisci un esercizio commerciale? Condividi la cultura della pluralità dei modelli di bellezza?  Vuoi lanciare un messaggio a Donne e Uomini sul diritto di essere felici a prescindere dalla taglia che si indossa? Sostieni la lotta contro i disturbi del comportamento alimentare?

Allora, cosa aspetti! Diventa un CURVY PRIDE POINT!

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L’Associazione CURVY PRIDE cerca negozi di abbigliamento, bar, caffetterie, librerie, lidi balnearishowroom, parrucchieri, pasticcerie, scuole di danza, ecc. gestiti da persone che condividano i valori dell’Associazione e desiderino essere un punto di riferimento per donne e uomini intenzionati a riappropriarsi del rapporto con il proprio corpo senza essere condizionati dal giudizio degli altri per vivere con gioia e pienezza la propria vita.

L’obiettivo è creare dei punti di incontro “fisici” e non più solo “virtuali” dove conoscersi, scambiarsi idee e consigli, organizzare corsi ed eventi, … vivere!

Allora, cosa aspetti! Diventa un CURVY PRIDE POINT!

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Chi può diventare un CURVY PRIDE POINT? Qualsiasi tipologia di esercizio commerciale che condivida i valori dell’Associazione CURVY PRIDE e sottoscriva LA FILOSOFIA DEL QUI.

Cos’è la FILOSOFIA DEL QUI? E’ il decalogo redatto dall’Associazione Curvy Pride a cui ogni esercizio commerciale deve attenersi:

       Filosofia del QUI (decalogo)

  • QUI la bellezza non ha taglia;
  • QUI si sostiene la lotta contro i disturbi del comportamento alimentare;
  • QUI ogni persona è unica, speciale;
  • QUI gli stereotipi non possono entrare;
  • QUI si lavora per l’autostima e si nutre l’orgoglio;
  • QUI non è il peso a definire chi siamo e a influenzare i nostri giudizi;
  • QUI si osa;
  • QUI prima si sorride, poi si saluta;
  • QUI accettarsi è una parola da scrivere insieme;
  • QUI puoi sostenere il progetto CURVY PRIDE ed esserne protagonista!

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Dove trovo il CURVY PRIDE POINT più vicino a me? L’elenco dei CURVY PRIDE POINT è disponibile sul sito www.curvypride.it

Quanti CURVY PRIDE POINT è possibile trovare in ogni città? Nei piccoli centri un solo esercizio commerciale; nei centri medi 1/2 esercizi commerciali per quadrante/municipio (a insindacabile discrezione dell’Associazione CURVY PRIDE).

Cosa è possibile fare nei CURVY PRIDE POINT? Nei CURVY PRIDE POINT sarà possibile iscriversi all’Associazione Curvy Pride, ritirare la maglietta del CURVY PRIDE e organizzare insieme all’Associazione CURVY PRIDE eventi e manifestazioni ufficiali.

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Come si richiede di diventare un CURVY PRIDE POINT? E’ semplicissimo: basta scrivere a curvypride@gmail.com indicando i recapiti e la denominazione dell’attività. Verrai subito ricontattato!

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