MAMMA RAPPRESENTANTE IN QUARANTENA

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Ho scelto di essere rappresentante dell’ultimo anno di materna di uno dei miei 2 figli, il primogenito (Il più piccolo frequenta un’altra scuola).

Mi ritrovo ad essere uno dei tre punti di riferimento tra i genitori e le maestre di una delle 3 sezioni. La scuola è organizzata in classi miste con bambini dai 3 anni ai 6. La didattica è pressappoco la stessa nei tre anni di frequentazione fatto eccezione per laboratori aggiuntivi per i bambini età prescolare, ovvero chi dovrà iniziare l’anno successivo la scuola elementare.

Nella loro didattica IN SEDE puntano sull’autonomia, la condivisione, e l’aiuto del più piccolo. Valori molti importanti e adattabili nel contesto della scuola stessa ma discutibili in quarantena, avendo a seconda di età, esigenze diverse.

Fortunatamente nella chat di mamme non ci sono polemiche, mi limito ad inoltrare, a fare da tramite tra l’input creativo delle maestre e il lavoretto eseguito dei bambini. Mi interfaccio quasi quotidianamente con l’insegnante di riferimento nell’invio di audio, video ed esercitazioni. Nel materiale ricevuto si chiede soprattutto di fare disegni, la lettura di fiabe, o pillole di inglese. Su 22 genitori la partecipazione è di circa 1/2/3 bambini anche se da febbraio sta ormai scemando a 0.

La chiusura delle materne è avvenuta nella quarta settimana di febbraio ma Il materiale è iniziato ad arrivare a metà marzo, nelle prime settimane ho creato una pagina contenitore (Mamme Rappresentanti) alla quale non hanno aderito in molti. Dentro a essa inserisco (tranne i files delle insegnanti) tutte la pagine creative di ogni tipologia: da bigliettini in cartoncino, a forbici e colla, cartoncini colori, audio storie, inglese, pregrafismo, matematica ecc… che possono aiutare genitori come me che non sono educatori ma si improvvisano, per amore dei lori figli, tali.

Non è facile per nessuno.

Mi sono trovata a lavorare in smartworking dopo tre settimane di assunzione e in formazione; e allo stesso tempo a fare da insegnante, a gestire un uragano emotivo di urla, disagi, paure e insicurezze dei miei figli. Disagio anche a mostrare attenzione e interesse in un video con le loro insegnanti.

“ok mamma è finito? Posso andare a giocare?”

A un certo punto mi sono dovuta reinventare, a volte con difficoltà anche nel gestire la rabbia e la pazienza di me stessa nel trovare soluzione per il benessere dei miei bambini.

Poi, vedendo il materiale didattico dell’altro figlio di 3 anni, mi sono accorta che il fratello prossimo alle elementari avrebbe gradito un approccio diverso, e così ho chiesto aiuto alle maestre dell’altra scuola, ricevendo esercitazioni di pregrafismo e matematica oltre che a giochi da costruire e l’interesse è aumentato. Forse a voler ben guardare è cambiato anche il suo atteggiamento, magari si è sentito più grande e importante perché ha proposte adeguate a lui.

La sola richiesta:”Fammi un disegno, disegnami una tartaruga, disegnami il tuo cibo preferito, disegnami un arcobaleno” aveva tolto in lui la voglia di disegnare.

Essere rappresentante significa dover mediare e non poter condividere le proprie frustrazioni. .. come può un video di 2min o un vocale di 27 secondi sostituire una giornata con gli amici di 8 ore?

Siamo a fine maggio, a poche settimane dalla chiusura dell’anno scolastico 2019-2020. Avremmo dovuto organizzare la bancarella per la festa della mamma, il materiale per la festa dei laboratori, organizzare la gita, la cena di classe e invece ognuno sarà nelle proprie case.

Anche la festa di fine anno per salutare le insegnanti e sentire cantare i nostri bambini saprà di amaro. Saprà di tempo perduto che non potremo rivivere. Saprà di un saluto frettoloso su zoom o meet di mezz’ora perché il contatto è proibito. Non danno alternative di sicurezza.

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Allora ho pensato: “Cerchiamo un mini pensierino per ogni famiglia (da 07cent/1€)” per trasmettere la solidarietà, la vicinanza, l’amore al prossimo ma mi è stato domandato quale fosse il significato pedagogico di un regalo?

Il REGALO “senza motivo” può insegnare l’altruismo, la generosità nei confronti degli altri e può rimanere un pensiero positivo nel ricordo di un momento difficile.

Bisogna che ci sia sempre una ragione per un regalo?

 

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e membro dello staff Valentina Parenti che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

 


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Valentina Parenti (@momincolors ) sogna un mondo senza stereotipi di genere, positivo e attento all’integrazione sociale per questo è membro Curvy Pride, BodyPositiveCatWalk e da poco ha creato @FelicitàFormosa su Parma.

Valentina educa i suoi figli ad una “vita a colori” ed è il segreto della felicità #educareallafelicità.

contatti: parentivalentina85@gmail.com o qui

 

 


 

Una ciambella tra i fenicotteri

Piscina.

Per me un incubo l’idea di andarci a passare anche solo mezza giornata. Vuoi perché odio l’estate, vuoi perché non so nuotare, vuoi soprattutto per l’ansia da prova costume.
Anzi, togliamo pure le altre opzioni, potrei affogare tranquillamente nella calura estiva se però avessi un fisico da bikini.
L’ho schivata per anni, ma con il pargoletto cresciuto, le sue martellanti e, vi assicuro, convincenti richieste mi hanno portata ad accompagnarcelo.

Trovare un costume che costasse poco “perché NON CE LI SPRECO € PER UNA ROBA CHE FARO’ UNA VOLTA NELLA VITA a dir tanto” e che potesse coprire quella portaerei di fondo schiena che ho e le bocce che fanno capoluogo di provincia non è stato semplice.
Tutto questo perché NON HO UN FISICO DA BIKINI.
Ma quale mai sarebbe questo fantomatico corpo che può permettersi di essere esposto in luogo pubblico dotato di acqua?
Da quando ne ho ricordo, le pubblicità di costumi da bagno ci hanno abituati a corpi magri, adolescenziali, eterei. Donne che in costume a triangolo corrono sulla battigia con lunghe falcate senza quasi toccare la sabbia. Cosa che se lo facessi io cadrei tipo dopo due secondi inciampando in un paguro.

Per anni questa era pertanto la mia idea di fauna tipica di una piscina, così il pensiero di dovermi confrontare con le Dee del cloro non mi allettava molto.
Ma mi son fatta coraggio, cuore di mamma.
Ed arrivata in piscina ho avuto un’epifania.
Siamo passati prima davanti alla piscina grande, e qui ecco il catalogo di gnocca al mare. Bellissime, magrissime, fisici acerbi.
Poi siamo arrivati (in realtà sono stata trascinata) alla piscina dei bimbi.
E qui la rivelazione. Le mamme con i bimbi erano normali, simili a me, e permettetemi la vanità non ero manco tra le “messe peggio” per quelli che erano i miei parametri fino a quel momento.

Ho riguardato verso la piscina grande: quei fisici acerbi che tanto invidiavo erano realmente acerbi. Erano ragazzine. A far tanto 16/17 anni.
E che diamine faccio, mi metto in competizione con fisici di 20 anni in meno?
Ci siamo talmente tanto abituati a corpi di ragazzine nelle pubblicità che ormai siamo convinti sia quello il corpo di una DONNA. Ma non è così.
Ci ostiniamo a tentare di ritornare indietro di anni tra diete e creme, quando invece dovremmo semplicemente essere consapevoli che c’è il momento di essere la gnocca in costume e c’è il momento di essere semplicemente in costume.
Perché per ognuna di noi in realtà c’è sempre il momento giusto.
E allora freghiamocene dei paragoni.
Sarò la ciambella in una piscina colma di fenicotteri rosa, ma non per questo non degna di galleggiare pure io.

Silvia Massaferro è un’appassionata di fotografia, antiquariato e…piante grasse, alla quale si sente molto affine! Osserva la vita da un punto di vista tutto suo, con ironia ed un tocco di sarcasmo.


IMMAGINA UNA VITA A COLORI: è il segreto della Felicità

Valentina Parenti è entrata nella nostra vita grazie a Pizza e Curve e ringraziamo ogni giorno il cielo per questo prezioso dono.

Oggi ha voluto aprire il suo cuore, colmo di tanta sofferenza ma anche di immenso amore.

Il suo messaggio per tutte noi: “La vita si può e si deve VIVERE A COLORI“!

“Nella Vita di ogni persona ci sono momenti difficili ma bisogna trovare la forza per andare avanti, degli spunti positivi, degli obiettivi da raggiungere.

Specialisti esterni ti possono aiutare ma il lavoro maggiore bisogna farlo noi in prima persona.

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Sono mamma di due bambini maschi (2014 e 2017) che mi hanno colorato la vita ma nel maggio 2018 ho perso la III gravidanza.  Nonostante sia già mamma, è stato per me molto difficile realizzare questa perdita un po’ perché speravo nell’arrivo di una bambina un po’ perché non sono brava negli addii in generale.

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A un certo punto, colpa anche di un’estate impegnativa a rincorrere due piccole pesti, ho realizzato che era giunto il momento di pensare anche a me, e di essere un po’ egoista.  Doveva essere il momento per mettersi in gioco e lavorare su stessi per essere più positivi, felici, ogni giorno incondizionatamente.

La felicità però si trova nelle piccole cose. Non è una destinazione ma un percorso. È accettare le difficoltà e trovare in esse crescita personale per essere persone migliori sempre.

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Gli ultimi 5 anni la vita mi ha riservato delle sfide: la malattia di una persona cara, un lutto, gravidanze complicante, problemi di salute, di cuore ma ne sono sempre uscita a testa alta. Ci sono sempre i momenti di crisi e di sconforto ma l’importante è, grazie al tempo, alle persone care, e alle nostre risorse nascoste, uscirne positivamente arricchiti.

L’incontro con Curvy pride è stato un’ulteriore ventata di aria fresca, ho scoperto donne combattive con storie da raccontare in ricerca costante di miglioramento per sé e per il futuro di tutti.

Negli anni il mio corpo a subito cambiamenti a fisarmonica ma ho sempre cercato di curarmi. Per me in primis ma anche per i miei figli. Cerco di educarli alla felicità, all’autostima e al rispetto ma non è sempre facile. Accettarci e accettare gli altri sono insegnamenti importanti fin da piccoli (#educareallafelicità).

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Sogno una società attenta al benessere degli altri. In un presente discriminante, con percezioni deviate di bellezza, sogno relazioni sane, amicizie, condivisioni con mente e cuore aperti, diffondendo che la diversità è bellezza.

… E se ci si sente belli si è anche più felici.

Voglio consigliare a ogni #girlpower che leggerà:

– Sorridi, ridere è contagioso!

– Scegli di essere sempre gentile.

– Sì positiva, sempre; ne gioverà anche la salute.

– Essere felici è una scelta!

– Essere felici è il miglior cosmetico!

Dedicato a Ginevra, a tutte le figlie, alle donne di ogni età”.

Valentina #momincolors

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Valentina Parenti è

“una mamma sempre attenta alle novità, le piace leggere, fotografare, sperimentare con la grafica e vestire floreale. Prova ad educare i suoi figli ad una vita felice e colorata. Immaginare che la vita sia un’enorme tela da dipingere!”

MANGIA, PICCINA MANGIA.

O-5 ANNI… Milla Luna

Il primo dono che tua madre ti fa nel momento che vieni al mondo, è il tuo primo pranzo (o cena a seconda dell’ora in cui decidi di bussare). Questo da solo basterebbe a chiarire quanto importante sia il cibo e ciò che rappresenta per chi lo dà e chi lo riceve.

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Fra te e la tua mamma, è il primo momento di condivisione reale, quando non sei più una sfocata immagine che galleggia nell’amniotico limbo acquoso del pancione, ma una personcina viva e palpitante da amare… E nutrire.

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E questo mia mamma ha fatto con zelo! Mai visto un omogeneizzato quando il boom economico riempiva i primi supermercati di prodotti per l’infanzia di ogni genere, bensì frullati di filetto, minestrine iperproteiche al doppio-parmigiano, pescetti spinati fino allo sfinimento, verdurine di prima qualità cotte nei metodi più sani del tempo… Ed ecco che nelle foto della mia infanzia, una pargoletta rotonda come una mela con rotoli e rotoli di gambette guardava curiosa e felice la macchina fotografica mentre mia mamma orgogliosa e adorante, osservava le mie bellissime guanciotte e le mie manine piene di fossette… Bei tempi!

Milla Luna

Milla Luna condividerà con noi le sue emozioni, i suoi ricordi, parte della sua vita. Un gesto generoso, il regalare se stessi agli altri per aiutare ed essere aiutati.

Seguitela sul nostro blog.

#MyCurvyPride: ALICE

Alice è la creatrice del Blog MAMMA FOR DUMMIES “quelle che se arriva sera ed è ancora vivo è già un successo”!

Chi sei? Mi chiamo Alice, ho 32 anni. Sono impiegata dalle 8:00 alle 16:00 e mamma e moglie per il resto del tempo. Ho un bambino di quasi un anno, Luca. Un concentrato di carica ed energia: il mio personale trainer personale.

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Che cos’è per te Curvy Pride? Credo che il Curvy Pride sia una sorta di pace interiore: una consapevole accettazione, senza compromessi, di ciò che si è. Per quel che mi riguarda è il mio personale patto di non belligeranza tra il mio aspetto e la mia testa.

Ti sei mai sentita/o discriminata per la tua fisicità? No, mai. Mi sono sentita discriminata sul lavoro in quanto donna, ma questa è tutta un’altra storia!

Come hai reagito? Semplicemente ho tirato fuori le palle. Ho dimostrato che a parte la forza, non ho davvero niente in meno rispetto agli uomini.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Fin da ragazzina, durante l’età più complessa sotto questo punto di vista, ho sempre cercato di avere dei modelli di riferimento REALI. Una volta cresciuta poi ho sempre cercato di attirare l’attenzione o farmi notare più per la testa che per l’aspetto… La situazione credo mi sia sfuggita un po’ di mano: infatti sono perennemente in scarpe da tennis e jeans! Ma anche su questo lavorerò!

Che cos’è la bellezza? E che peso ha nella tua vita? Sono un’esteta per tutto ciò che mi circonda, in particolare gli ambienti, la casa, i luoghi dove vado… Mi piace circondarmi di cose belle; invece per ciò che riguarda le persone sono totalmente ammaliata da chi sorride. Senza troppa retorica credo infatti di poter affermare che la vera bellezza per me è la felicità.

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Qual è la figura maschile o femminile che più rappresenta il tuo ideale di bellezza e perché? Se devo scegliere una persona in particolare che tutti possano conoscere direi Malika Ayane: una bellezza non convenzionale, una donna piena di talento ed interessi sempre sorridente. Ha una grazia innata.

Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? Un grande successo del Curvy Pride sicuramente potrebbe essere cambiare i canoni di bellezza a cui si ispirano le ragazzine. Ci sono momenti davvero delicati sia per la costruzione della propria autostima che della propria percezione di se stesse che spesso vengono compromessi da riferimenti sbagliati: modelle troppo magre o bellezze artefatte irraggiungibili.

Qual è la curva che ami di più del tuo corpo? Perché? Sul lato sinistro del ventre ho una piega bruttissima, dovuta al cesareo. Esteticamente è terrificante, ma la porto con fierezza perché da lì è uscito il mio bambino (nrd. cesareo).

Se ti dico Curvy Pride qual è la prima cosa che ti viene in mente? Un gruppo di donne intelligenti che hanno deciso di volersi bene.

Una frase che ti rappresenta? Non è una mia frase, ma la frase della mia ex coinquilina, una sera di qualche anno fa parlavamo tra single ovviamente di uomini e per spiegarmi il fatto che non fosse troppo presa dal ragazzo con cui stava uscendo mi disse:”vedi, il fatto è che io non riesco a desiderare un uomo come un piatto di pasta al ragù!”