QUANDO A GIUDICARTI È LA TUA FAMIGLIA

Riproponiamo questo articolo del 2021 scritto dalla nostra socia e Coach Fabiana Sacco. Mai come in questo periodo il giudizio ha un impatto devastante sulla vita di molte persone. E se questo giudizio arrivasse proprio dalla nostra famiglia e da chi amiamo di più?

Ti è mai capitato di sentirti bullizzata dalla tua famiglia? Strano a dirsi, eppure è possibile! Forse non ci viene mai in mente che a volte i primi atti di discriminazione li abbiamo vissuti proprio in quello che dovrebbe essere il nostro nido sicuro. Se ci pensi un attimo e guardi indietro, sono certa che troverai almeno un’occasione in cui avresti voluto che i tuoi familiari ti fossero più vicini, che cercassero di capirti, che prendessero le tue difese a spada tratta o che, semplicemente, ti abbracciassero in silenzio perdonandoti qualunque cosa avessi fatto.

Troppe volte i figli si sentono giudicati dai genitori o dalle persone care

Nessuno è perfetto, non nasciamo col famoso libretto delle istruzioni! Quando diventiamo genitori ne avremmo disperatamente bisogno perché è facile sbagliare. Pensa a quante volte hai detestato un certo comportamento di tua madre o tuo padre e di come ti sei ripromessa di non diventare mai come loro, oppure di come hai visto quella mamma viziare in modo vergognoso il suo bambino e poi, dopo anni, ti sei ritrovata a fare esattamente la stessa cosa, con gli occhi traboccanti d’amore e di indulgenza per il tuo pargolo specialissimo!

Ti ci ritrovi? Io credo di sì. Forse non del tutto, forse in maniera non così eclatante ma comunque sai perfettamente di cosa parlo.

Ti racconto cosa è successo a Silvia, una mia cliente, quand’era ragazza (tranquilla, mi ha dato il permesso di raccontarlo): tra lei e sua mamma c’è sempre stato un grande amore ma lei ricorda che, fin da piccola, la mamma le diceva continuamente che avrebbe dovuto dimagrire, che sarebbe stato meglio mangiare meno e perdere peso. Quando aveva circa 12 anni Silvia si prese l’influenza, stava male e non si alzava dal letto. Dopo due o tre giorni la mamma arrivò in camera e Silvia pensava che fosse salita per portarle un po’ di brodo o per vedere come stava, INVECE AVEVA IN MANO LA BILANCIA.

“Dai, vieni che guardiamo quanto hai perso!” Trillò la mamma, e nonostante non si sentisse per niente bene e avesse la mente annebbiata, Silvia obbedì alla madre e si pesò. Pesava esattamente come prima. “Ma non è possibile, tre giorni che non mangi e non hai perso neanche un etto!” Tutto quello a cui riusciva a pensare la madre in quel momento era quell’ago che non si muoveva, mentre lei stava male. Quella frase la mortificò e la fece sentire in colpa, anche se lei di colpe non ne aveva affatto.

“Mangia di meno, devi dimagrire!” Quante volte Silvia si è sentita ripetere queste frasi da chi amava.

Quell’episodio la ferì profondamente e per molto tempo Silvia si è chiesta come la madre avesse potuto pensare al suo peso mentre lei era febbricitante da giorni. Era una fissazione, un pensiero costante, pretendeva dalla figlia qualcosa che neanche lei riusciva ad ottenere: la magrezza.

Lei sa che sua mamma non voleva affatto farla stare male, non aveva intenzione di ferirla, desiderava solo che lei fosse più magra. Oggi, a quasi quarant’anni, Silvia è una donna di forme generose e, nonostante abbiano un bellissimo rapporto, si sente scrutata e giudicata ogni volta che indossa un vestito un po’ più corto o qualcosa che ALLA MAMMA non piace. La mamma è convinta che certi abiti mettano in evidenza una parte del corpo di Silvia che non rispecchia i canoni di magrezza e che LEI nasconderebbe.

Ecco dove sta il punto: la mamma tende a proiettare i SUOI desideri, le SUE aspettative e le SUE convinzioni sulla figlia. Questo lo facciamo un po’ tutti noi genitori, chi più e chi meno; siamo fermi sulle nostre idee e siamo certi di fare il bene dei nostri figli dicendo loro chi devono essere, come devono comportarsi e cosa provare di fronte al mondo, ma così facendo imprimiamo in loro quello che pensiamo noi. E noi siamo noi, con le nostre storie, le nostre paure e i nostri gusti personali; i nostri figli sono un’altra cosa, pensano a modo loro e vogliono vivere secondo i loro valori!

Chissà se anche per te è stato così, se ancora oggi ti porti dietro le conseguenze di ciò che hai vissuto da piccola, se con i tuoi figli sei la fotocopia della tua mamma brontolona o se invece sei riuscita a tirare fuori la parte di te che ti serve per essere la mamma che vuoi!

Ti lascio con un’ultima riflessione: sappi che le persone agiscono per ciò che conoscono, si comportano al meglio di come possono fare in quel momento.

Silvia ha lavorato molto sulla sua autostima e l’ha trovata nonostante la sua mamma non le abbia reso le cose semplici. Oggi è una donna molto serena e sicura di sé, non biasima sua madre per quello che le ha detto e che ancora oggi le fa capire tra battutine e sarcasmo. Lei sa che l’ha sempre amata tantissimo, solo che lo esprime così, in un modo non costruttivo.

Quello che sicuramente possiamo fare noi, generazioni più giovani, è informarci e fare il possibile per crescere figli che non debbano sentirsi continuamente sotto esame, per chi sono e per come appaiono. Questo è uno dei valori fondanti dell’ Associazione Curvy Pride- APS: siamo persone, non siamo taglie e non siamo perfette: così come non lo è la mamma di Silvia che ha agito per amore, così come non lo sono io, né tutte voi che state leggendo. Ognuna di noi fa del suo meglio per le sue possibilità e quando c’è bisogno di aiuto, di confronto, di crescita e di unione c’è Curvy Pride.

Fabiana Sacco, Curvy Coach (ed ex mamma brontolona).

Se l’autostima, la crescita personale e la ricerca dei tuoi talenti sono argomenti che ti interessano, non perderti le Zoom di Fabiana: si intitolano I DIFETTI CHE FANNO LA DIFFERENZA e sono appuntamenti mensili gratuiti, liberi a tutti, in cui ci conosciamo e parliamo di noi e ci aiutiamo a superare le difficoltà. Trovi il calendario delle Zoom QUI.

Questo articolo è stato scritto dalla socia e staff Fabiana Sacco che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una Coach e il suo lavoro è aiutare tutte le donne a ri-trovare la loro autostima e sviluppare i loro talenti, indipendentemente dalla fisicità.
“Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo!”
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e su IG https://www.instagram.com/faby_the_curvy_coach/?hl=it

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IO, LA MAMMA DELLA BAMBINA CONGELATA, TI RACCONTO IL MUTISMO SELETTIVO

Angela e Flavio si trovano in difficoltà con la loro bambina. Non riescono a comprenderla fin quando non scoprono che è affetta da mutismo selettivo.

Questa è una storia vera. Una di quelle che non sentirai al telegiornale, non troverai nei libri di storia e per questo tanto preziosa. Conosco Angela in una libreria, durante un circolo di lettura. È una persona composta, delicata nei gesti e nelle parole, ogni volta che ci incontriamo percepisco il suo bisogno di parlare. Un giorno scopro che ha una figlia e la invito a uno dei miei incontri con i bambini, ma Angela, in tono confidenziale, mi dice che la bambina non ama la confusione. Quella frase rimane appesa tra noi, così decido d’ incontrarla in libreria, scegliamo un angolo appartato e ordiniamo una tisana (sono fantastiche le librerie con la sala da tè!).

E se come mamma non sono in grado di capire mia figlia?

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CIMETTOLIMPRESA – Valentina Carpanese Immobili, mutui e…femminilità

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Di origini venete ma nata e cresciuta a Roma, Valentina Carpanese ha quattro uomini: Nicolas, Mattia, Leonardo e Simone. Sarà il ricordo delle loro continue “marachelle” il motivo principale di quell’immancabile sorriso sul suo viso?

Per l’intervista ci diamo appuntamento davanti scuola: io accompagno mia figlia Marzia (10 anni) alle elementari, Valentina porta Leonardo (5 anni, il più piccolo dei suoi tre figli) all’asilo. Ci sediamo a un tavolino di un bar e iniziamo a chiacchierare.

Valentina, di cosa ti occupi?

Sono un’agente immobiliare. Lavoro nel settore residenziale e commerciale: compravendite, locazioni e cessioni di aziende (F1Servizi  Immobiliari Roma viale Europa, 98 Roma – Rea n. 1067351 CCIAA – uff. 06.62289.663 cell. 347.06.455.60).

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Come è iniziata la tua carriera di imprenditrice?

E’ iniziata nel 2004, quasi per caso, come collaboratrice di un’azienda che si occupava di prestiti e mutui. In seguito ho deciso di mettermi in proprio e ho avviato l’attività di mediatore creditizio (prestiti personali, cessioni del quinto e mutui) affiancando anche l’attività immobiliare ma mirata solo alle aste giudiziarie. Adesso mi sono specializzata e mi occupo esclusivamente del settore immobiliare.

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Quali sono, oggi, i problemi del settore immobiliare?

Sono molti. Il settore immobiliare risente in primis di una crisi legata al settore creditizio. La mancata concessione di mutui per politiche creditizie molto ristrette (spesso anche cavillose) impedisce al cittadino medio-piccolo di acquistare un immobile. Se vuole comprare casa deve poter contare solo sull’aiuto della famiglia. Il discorso è differente per il settore lusso che risente meno della crisi. Il cittadino agiato non ha problemi di erogazione di mutui o disponibilità in contanti, ma gestisce l’acquisto di un immobile con molta attenzione per evitare di finire sotto la lente del fisco. Gli stranieri, al momento, non considerano interessante il mercato italiano, soprattutto a causa dell’incertezza della tassazione. Altro problema sono i prezzi che nell’ultimo decennio, soprattutto a Roma, sono lievitati in maniera esorbitante. Oggi si assiste a un ridimensionamento dei prezzi, ma i proprietari non riescono ancora ad accettare questa realtà.

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Consigli per chi acquista casa?

Tenere gli occhi aperti. Pretendere sempre chiarezza dall’agente immobiliare. Non tutti gli operatori del settore sono uguali, cercare sempre di affidarsi a professionisti seri, preparati e trasparenti. Prestare attenzione alle provvigioni, che devono essere congrue al lavoro svolto.

In quanto donna, ti sei mai trovata in una situazione imbarazzante con un cliente (proprietario e/o acquirente).

Per fortuna non ho mai ricevuto proposte indecenti durante l’attività lavorativa. Probabilmente perché non faccio acquisizioni tramite porta a porta. Io vengo segnalata da conoscenti ed ex-clienti e, quindi, difficilmente posso trovarmi in situazioni imbarazzanti.  

Come gestisci il lavoro di imprenditrice, di moglie e di mamma?

E’ molto impegnativo. Sicuramente i miei figli risentono dell’assenza di una madre a tempo pieno. E’ vero che come agente immobiliare posso pianificare gli appuntamenti di lavoro, ma vista la difficoltà del mercato siamo tutti costretti a lavorare anche il sabato, la domenica, a fare tardi la sera, cercando di andare incontro il più possibile alle esigenze della clientela. Fortunatamente ho un marito che mi appoggia e mi supporta nella gestione quotidiana dei figli.

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Cos’è per te la femminilità?

Per me la femminilità non è legata alla perfezione dei lineamenti ma si comunica con i gesti, con il curare il proprio aspetto fisico, con il gusto nel vestirsi. Una donna che emana femminilità non è mai sciatta o trasandata.

Quanto conta per te essere femminile?

Una persona non curata non ispira fiducia e professionalità. Secondo mia sorella, da quando svolgo l’attività di agente immobiliare sono più attenta all’abbigliamento, metto sempre i tacchi, curo con particolare attenzione le mani. In effetti cerco di essere sempre in ordine, nel lavoro è importante. Ci si vende con l’immagine. Essere piacevole, curata è una buona presentazione. Non sono, però, ossessionata dalla bellezza, che poi è altro rispetto alla femminilità.  

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Quanto tempo dedichi a te stessa come donna?

Sempre troppo poco!

Nel tuo ruolo di donna quanto tempo dedichi a tuo marito?

(ride) Tra il lavoro, tre figli, suocera e un appartamento di medie dimensioni i momenti di intimità con mio marito sono centellinati. E’ molto complicato (ride di nuovo).

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Una mamma deve essere femminile?

Io vedo i miei figli guardare le mamme dei loro amici. Quando ne vedono una curata, gradevole, attenta al look la notano subito. Come notano immediatamente una mamma sciatta, vestita male, disinteressata alla femminilità. E, cosa ancora più importante, COMMENTANO.

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Valentina, cosa ci metti nella vita?

L’amore per quello che faccio. Tutto si fa per amore. Se ciò che fai lo fai con amore, tutto riesce. Image

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