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SU MISURA WEDDING: L’ABITO DEI TUOI SOGNI e non solo!

La scelta dell’abito da sposa è un momento toccante, delicato ed emozionante.

Affidare un simile tesoro al nostro Curvy Pride Point, l’Atelier Barbara Colombo, vuol dire avere la certezza di trovare dolcezza, professionalità e tanta, tantissima passione in grado di creare dei veri capolavori Su Misura per ogni sposa.

Stilista di eccellenza e fondatrice del progetto Su Misura Wedding, Barbara Colombo è una professionista unica ed inimitabile, pronta a realizzare con la sua creatività l’abito da sposa perfetto.

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Assieme al Su Misura Team da lei fondato ha creato un vero e proprio network di professionisti dedicati al mondo del matrimonio e dal 2016 porta avanti il progetto di creare Open Day in Location di eccellenza proprio come il Castello Malaspina di Varzi (Piazza Umberto I – Vicolo Odetti).

Il Su Misura Wedding Open Day è un evento unico e imperdibile per scoprire un team di professionisti che hanno fatto del matrimonio su misura per gli sposi, un’arte e una passione.

In occasione dell’apertura del Castello, sarà possibile prenotare, una prova TOTALMENTE GRATUITA assieme a Valentina Guarnieri MakeUp Artist & La Petineuse Acconciature.

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Uno stupendo cadeau omaggio firmato Su Misura Wedding attenderà i graditi ospiti.

Vivete il sogno di un giorno speciale in una cornice magica e da favola.

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Ecco il programma della giornata:

🔹14:00 ONCE UPON A TIME: Il Castello apre le porte agli ospiti

🔹14:30 BRIDE BEAUTY: MakeUp Artist & HairStylist

🔹18:00 WEDDING CAKE DREAM

🔹20:00 HAPPILY EVER AFTER: Il Castello chiude le porte fino alla prossima favola

Per info e prenotazioni:

sumisurawedding@gmail.com

+39 3462718174

FB: @sumisurawedding

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Pensi… Peggio di così! E invece LA MIA STORIA INIZIA ORA

Un susseguirsi di ecografie… Incontri con la genetista a capire quale delezione, quale cromosoma si era preso gioco di noi… dopo GRANDI SPERANZE… Che non è il libro… Di corsa mi invitano per la MIA sopravvivenza a fare quanto prima possibile il percorso devastante, rischioso e doloroso di un’interruzione di gravidanza perché di lì a poco, quel cuore così forte avrebbe smesso di battere… arrivata ormai quasi a otto mesi in tutto questo susseguirsi di emozioni e di scosse ormonali… io mi trattengo e cerco altre risposte, forse un’illusione, altri farmaci… Ma niente da fare finisce tutto con un’ecografia, il cuore non batte più… Vi erano segni evidenti di mega addome e sofferenza fetale… Ricovero… Quattro giorni di Travaglio FARMACI E STO PER SCOPPIARE DI TUTTO, RABBIA DOLORE… Rischio la vita… vi voglio risparmiare un dolore materialmente fisico che non si può spiegare, quando poi finisce tutto… Pensi… Peggio di così! E invece LA MIA STORIA INIZIA ORA.

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La Gravidanza… Io mi sono sposata più di dieci anni fa, non mi chiedete la data sono una frana… Ma questa gravidanza non arrivava mai, mi chiedevano “sei tu che non lo vuoi un bimbo oppure non viene”, e io dicevo… NON VIENE… mia madre una donna forte che ha sacrificato la sua vita per la famiglia… Una donna intelligente, Teologa… Non si dava spiegazione, una famiglia di medici… ma niente da fare, la malattia che vent’anni prima si era presentata ad un certo punto bussa di nuovo alla porta di casa mia, ma questa volta non dà scampo alla mia peccerella…, così chiamavo mia mamma, e verso il termine di un crudo calvario, si era convinta che aspettavo un bambino, qualche giorno prima di andarsene convinta di una mia gravidanza… Lo chiamò anche per nome… Insomma la peccerella chiude gli occhi, e con lei anche la voglia di fare un figlio…

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In tutto ciò non vi ho raccontato che la mia attività lavorativa almeno… andava bene… È sempre andata a gonfie vele… Io sin da bambina volevo fare la GIORNALISTA e grazie a chi ha creduto in me, e al fatto che IL MIO ASPETTO FISICO ERA IL PRIMO BIGLIETTINO DA VISITA, soprattutto in età matura, avendo in passato lavorato molto anche nei locali come organizzatrice cantante animatrice di serate, avevo assimilato un modo tutto mio di fare giornalismo, la linea editoriale era prevalentemente ironica, quando potevo esprimere tutta me stessa erano fuochi d’artificio… Io continuo questa corsa come autrice produttrice conduttrice e chi più ne ha più ne metta… SPALLEGGIATA DA TUTTI IN FAMIGLIA E DA MIO MARITO… Insomma perché uno deve piangersi addosso… Questa è una cosa che non mi appartiene. 

L’unica mia interruzione lavorativa di vent’anni di attività avviene per una circostanza bizzarra. Io ad un certo punto senza aiuto di fecondazioni assistite e varie… dopo l’emergere di una stanchezza insistente e GONFIORE AI SENI… ed ecco che il corpo cominciava a prendere l’aspetto di una prorompente curvy, vado in farmacia e dopo aver acquistato due test di gravidanza mi accorgo… Che aspetto un bambino… Gioia stupore disperazione paura rammarico di non poter comunicare questa gioia a mia madre… Ma in fin dei conti stava accadendo una cosa bellissima, tutto ormai passava in secondo piano.

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Ma come ogni scontato racconto che a volte finisce male… A volte bene… Allo scadere del quarto mese l’ecografia fa emergere un problema renale, che in letteratura medica… Il novanta per cento delle volte si risolve alla nascita, generalmente anche in utero, a dimenticavo… Era una bimba che si muoveva come una matta, lo specialista che stava seguendo il caso afferma che non ha mai sentito un battito così forte a quattro mesi, quando ci ha detto che era una bimba… Io non ho guardato subito lei, ho guardato gli occhi di Cristiano, il padre, mio marito, non avevo mai visto occhi così belli in vita mia…

I giorni passano ma per fortuna c’è il progesterone… miglior amico delle MINACCE D’ABORTO… Ma  vigliacco intruglio contro SENO FIANCHI, VISO… Quando poi a tutto questo aggiungiamo una massiccia dose di CORTISONE… Pensi Vabbè BASTA BERE MOLTO… Almeno questo mi è stato detto… Poi comunque tra allattamento e passeggiate al parco facendo fitness con il neonato… piano piano si ritorna in forma.

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Ma tutti questi farmaci sono solo la punta dell’iceberg, perché il tutto condito con una buona dose di giornate a letto fatte di TV e solitudine, di navigazione selvaggia su tutti i social, ma poi la ricompensa… Brodo brodo brodo… Perché con la minaccia d’aborto il rischio è dietro l’angolo, quindi puoi dimenticarti di andare in bagno… E tu intanto in maniera silenziosa… Cambi… E il tuo corpo cambia… Però pensi… In fondo c’è una ricompensa, la gioia assoluta, LA VITA, tu generi una vita che ha il tuo odore, le tue espressioni, e che formerà insieme a te la geometria perfetta.

Lo stato attuale è un sovrappeso importante POST ABORTO. E si post aborto perché la gravidanza miracolosamente, e anche con qualche sacrificio mi aveva fatto prendere un solo chilo al mese… Aspetta aspetta… Ma ho parlato di aborto… di gravidanza…

Tutto… certo se le cose fossero andate bene… Ma neanche a dirlo la mia storia non finisce bene.

Ho iniziato rivolgendo il mio primo pensiero ad una DONNA ALLO SPECCHIO, la classica immagine raccontata da scrittori, rappresentata da pittori, è un’immagine senza età anche un po’ sfocata. Ragazze questa qui non mi piace. Perché quella sono io con molti chili in più, con abiti che non mi valorizzano, con i capelli faccio gesti strani nella speranza che la media chioma ad un certo punto possa giocare a mio vantaggio nascondendo un ODIOSO doppio mento, ma come si può mi sono ridotta così, anzi mi hanno ridotta così, e io non ho potuto e non ho fatto nulla per cambiare queste cose.

Intanto il mio corpo si trasformava silenziosamente senza far rumore, quasi di nascosto, il MIO CORPO SI TRASFORMAVA MA LA PANCIA NON SI VEDEVA, allora io facevo tenerezza, si lo so me lo dico da sola ma è così, cercavo il pretesto quando incontravo persone per dire che ero in attesa… Finalmente dopo anni e anni e anni… Ma da subito i sintomi erano quelli che mai una donna in attesa vuole affrontare… LA SUBDOLA MINACCIA D’ABORTO… In cosa consiste la minaccia d’aborto… Oltre che a perdere un bambino e trovarsi nel cuore della notte in un lago di sangue urlando dai dolori… La minaccia d’aborto si affronta dal primo segnale con DOSI MASSICCE DI PROGESTERONE…

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Mi chiamo Anna Cicalese.

Sono una Giornalista, mi occupo di musica e spettacolo, sono autore e conduttrice TV, mi occupo di arte a 360 gradi, da sedici anni sono ufficio stampa, conduttrice e autrice format per una delle accademie più grandi al sud, conta circa quattrocento iscritti, l’organizzazione si occupa di produzioni discografiche e non solo.

E da oggi in prima linea con Curvy Pride per me stessa e per tutte noi.

 

AAA… CERCASI SPOSE CURVY

KIMERA PRODUZIONI cerca SPOSE CURVY che andranno a sposarsi tra giugno e settembre di quest’anno, per un programma che andrà in onda in autunno su Mediaset (La5).

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Il programma è intitolato “IL PADRE DELLA SPOSA”.

Il programma non è invasivo e rispetterà la privacy e l’intimità della cerimonia.

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Per informazioni potete contattare direttamente la redazione al numero 3452251619 oppure scrivere a curvypride@gmail.com

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#SCHIACCIAMOGLISTEREOTIPI con GIOIA!

Gioia Lestingi è una forza della natura! Laureata con lode in Filosofia (Estetica), testimonial della linea Wedding Curvy Collection dello stilista Franco Ciambella, Sport nel DNA (la sua famiglia vanta campioni nel nuoto) e tantissimo altro. E adesso anche ambasciatrice della nostra nuova campagna #SCHIACCIAMOGLISTEREOTIPI (approfittiamo per un ringraziamento speciale alla ASD PALLAVOLO CIVITAVECCHIA e a MITICA BOUTIQUE per il loro sostegno).

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Gioia, parlaci di te. Ciao! Mi chiamo Gioia Lestingi. Civitavecchiese di nascita, pallavolista da sempre in campionati di livello nazionale e regionale, allenatrice volley di Primo Grado Secondo Livello Giovanile, modella Curvy professionista e presentatrice TV. Una passione smodata per gli animali, gatti in particolare e per lo sport. Oltre l’amore per la pallavolo, mi cimento con il nuoto e il Beachtennis, partecipando a tornei FIT regionali.
Insomma, una vita rock come la musica che accompagna le mie giornate!

Come nasce la tua passione per la pallavolo? La mia passione per la pallavolo, considerato lo sport di gruppo per eccellenza, è nata all’età di quattordici anni. I cartoni animati dell’epoca presentavano questo sport quale protagonista tra i protagonisti.
Un ruolo di rilievo, inoltre, lo ha giocato la scuola media che frequentavo nella quale veniva proposto quale attività principale durante le ore di educazione motoria. Non a caso per diversi anni, dopo la laurea, ho curato un Progetto Volley Scuola con i bambini delle elementari insegnando loro la propedeutica a questo sport.

Quando e come sei diventata modella curvy? Da diversi anni lavoro quale modella Curvy per cataloghi, shooting, trunk show, sfilate. Sono in forza al canale commerciale nazionale HSE24. La moda mi ha sempre affascinato!
Il mio interesse per il Burlesque e la sua Icona per eccellenza Dita Von Teese, mi ha di fatto introdotto alla conoscenza del mondo delle modelle Curvy. La famosa Performer americana infatti, da sempre propone una modella dalle forme generose come testimonial della linea di lingerie che vanta la sua firma.
Per caso poi sono stata notata da un famoso stilista, Franco Ciambella, il quale in occasione di un abito su misura commissionatogli per il matrimonio di mia sorella in qualità di testimone, mi ha proposto di intraprendere la strada di modella Curvy proprio per le caratteristiche del mio corpo voluminoso. Grazie a lui eccomi ancora qui. E ringrazio anche Sergio di Mitica Boutique per avermi scelta per indossare i meravigliosi abiti presenti nel suo atelier!

Cos’è per te la femminilità? Per me è uno stato mentale in armonia con la propria essenza. Non importa quali siano le forme del proprio corpo: dolcezza, grazia, sensualità si percepiscono attraverso l’introspezione. Cogliere la propria femminilità non è mera seduzione. Piuttosto consapevolezza di sé. Della forza che ogni donna custodisce nella propria anima.

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Come nasce il progetto #SchiacciamoGliStereotipi? Questo progetto, per certi versi innovativo, nasce dalla collaborazione dell’Associazione Curvy Pride con una squadra di pallavolo civitavecchiese della società ASP CIVITAVECCHIA. Con orgoglio posso affermare di essere stata individuata io quale ambasciatrice per la mia appartenenza al mondo del volley agonistico.
Purtroppo vi è molta confusione sull’utilizzo del termine Curvy. Letteralmente si traduce quale donna con le curve. Quindi donna reale, lontana dalla fisicità estremamente magra delle modelle proposte in passerella. Questo però non autorizza taluni ad indicare il termine in questione come antitesi a tutto ciò che riguarda lo sport, l’attività fisica, il movimento. Come se le donne Curvy non curassero il proprio corpo e/o non fossero delle sportive. Le donne vere, reali, con le forme morbide vanno in palestra o praticano altre attività sportive, si mantengono in forma e perché no, possono essere anche atlete di livello laddove praticassero sport competitivi. Sfatiamo questo tabù una volta per tutte!

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Quale messaggio vuole diffondere? Riteniamo importante e doveroso sottolineare il concetto di corpo in salute svincolato da centimetri, peso e taglia. Ognuno di noi può migliorarsi ma non per questo condizionare la propria esistenza nel raggiungimento utopistico di modelli estetici che non ci appartengono. È bene curare il proprio corpo attraverso il movimento, l’attività fisica e l’alimentazione sana nel rispetto di sé e delle proprie caratteristiche fisiche. Rivoluzione Curvy è soprattutto accettazione delle proprie potenzialità e dei propri limiti. Dobbiamo combattere gli atti di bullismo di cui troppo spesso sono vittime adolescenti e giovani proprio perché non si ritengono all’altezza dei modelli di bellezza standard proposti e imposti dal Fashion Sistem e dalla TV. Non più giudizio estetico ma comprensione estetica del proprio io che si manifesta al mondo attraverso una forma corporea.

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Cos’è per te Curvy Pride? Curvy Pride è appunto Orgoglio Curvy. Orgoglio di essere donna reale ma speciale nella propria unicità, orgoglio di essere in dialogo con il proprio io, orgoglio di accettazione del corpo con il quale comunichiamo al mondo chi siamo. Orgoglio di essere e non solo di esser-ci.

Quale frase ti rappresenta? Mi sento ben rappresentata dal detto “Chi fa da sé, fa per tre“. Giusta carica per cavarsela da soli anche nei momenti in cui tutto sembra difficile e/o impossibile tirando fuori determinazione e forza che neanche sapevamo di avere in noi.
Inoltre sento mia la frase “Una grande gioia“. Ho sempre pensato che il mio nome fosse l’abito che calzo meglio. Gioia, appunto. Potrebbe mai una gioia essere piccola?!? Ecco perché il mio corpo non è esile. Contengo gioie e moltitudini.

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DENISE E LE SUE PRINCIPESSE STRANE DELLA FORESTA NERA!

Denise, ci racconti un po’ di te? Sono nata ad Albano (RM), Castelli Romani, il giorno 8 marzo 1968 dove ho vissuto fino all’età di 4 anni. Mi sono trasferita con la mia famiglia in Germania nella zona della Foresta Nera. Nel bosco delle favole e delle fiabe. Da qualche anno sono rientrata in Italia.

Dove vivi adesso? A Genzano di Roma (RM), ma il mio laboratorio si trova a Nemi (RM). Si chiama: “Alle Porte del Tempo“.

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Come percepivi l’arte in Germania? In Germania la sentivo molto silenziosa, in Italia invece… urla!

Dipingi molte figure morbide, come mai? Perché penso portino gioia e felicità e aiutino a imparare ad amarsi. E infondono tanto buonumore, fondamentale per affrontare la vita di tutti i giorni.

Come sono nate le Principesse Strane? Notando che molti animi umani osservano solo il “bello”. Ma che cosa è il BELLO?

Qual è il messaggio che vogliono trasmettere? Che bisogna guardare alle cose, alle situazioni, alla vita con ironia, buonumore e spensieratezza.

In Germania hai pubblicato dei libri di favole per bambini intitolati le Principesse Strane. Il primo libro ha come protagonista la Fatina Grassetta. Perchè? Vedendo tutte queste donne, ragazze che vivono solo in funzione della “dieta” mi è venuta l’ispirazione. Per me sarebbe una vita da horror! Mangiare bene è importante. E’ vivere una vita in funzione di “diete” estreme che mi lascia perplessa. Chi mangia bene, senza poi sentirsi in colpa, vive meglio e in salute. Vive con gioia e amore…

Quanto è importante la creatività nella vita di ogni persona? Infinitamente! La creatività apre il mondo, apre la mente!

Il tuo viso è sempre illuminato da un bellissimo sorriso, qual è il tuo messaggio per tutti noi? Pensare POSITIVO e sapere che anche da cose negative può nascere qualcosa di bello!

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Denise Gagliardi

Alle Porte del Tempio – Nemi (RM)

Schönheit hat keine Maße

 

ATELIER BARBARA COLOMBO: a MILANO, il nostro nuovo CURVY PRIDE POINT!

Barbara, ci descrivi brevemente la tua attivitàRealizzo abiti sartoriali su misura totalmente Made in Italy, partendo dal disegno fino al prodotto finito disegnando e creando per la cliente un modello unico, partendo dalla telina di cotone fino alla costruzione dell’abito.

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Come è nata la tua passione per lo studio e la realizzazione di abiti da sposa? Disegno abiti da sposa da sempre, da quando riesco a ricordare e da quando ho imparato a tenere in mano una matita. Ho sempre fatto questo! I miei disegni sono sempre stati abiti da sposa o da cerimonia. E’ una passione che ho da sempre, anche da piccola. Ho mille foto in cui sono in estasi davanti alle vetrine dei negozi di abiti da sposa..

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Avviare un’attività di “artigianato” per realizzare prodotti “unici”, è stato complicato? Onestamente molto e lo è ancora oggi. La difficoltà maggiore è farsi conoscere e far capire alle persone davvero cosa fai e chi sei in modo che si affidino a te. Devi trasmettere il messaggio che fai qualcosa di diverso dagli altri e che sei esattamente ciò che appare.

Quando è difficile far capire alla clientela il lavoro che sta dietro ad ogni tuo abito? La nostra generazione ha perso l’abitudine all’artigianato, all’andare dalla sarta per ordinare un abito. Siamo ormai abituati a trovare tutto nei negozi e subito. Per questo  motivo far capire alla mia generazione anche le tempistiche oltre che la qualità di ciò che facciamo è sempre più difficile. Il nostro prodotto si vede, una volta che la ragazza entra in Atelier e vede come lavoriamo e solo la cura dei dettagli che mettiamo anche solo nel creare il campionario capisce la differenza di ciò che ha davanti, ma purtroppo nella maggior parte dei casi oggi quello che conta è la comunicazione e attraverso quella per noi artigiani e difficile far vedere la differenza.

Curvy, una parola di cui forse si abusa, e di gran moda, in cui ragazze e donne con forme morbide si ritrovano: hai deciso di dedicare il tuo lavoro anche a chi non sta in una 44. Quali sono i modelli più adatti alle curvy? Più  che di modelli adatti si parla di come è fatto l’abito e della struttura che lo compone. Certo per alcuni modelli bisogna essere ben proporzionate ma non necessariamente non curvy. Il modello a sirena per esempio è un classico esempio di uno di quei modelli che stanno molto meglio a chi a le forme che a chi non le ha. Ogni corpo è a sé stante. Tutti abbiamo dei difetti e dei pregi fisici, anche chi non è curvy, vuoi solo per un difetto di postura semplicemente o per qualche “ciccetta”. E’ per questo che gli abiti devono essere su misura e pensati apposta per ogni fisicità. Non si può generalizzare o standardizzare un capo da sposa. Siamo tutte diverse e quindi ogni obito deve essere pensato appositamente per ogni ragazza.

Realizzi anche abiti per “le invitate”?  certo e anche per le bimbe, che di solito si abbinano alla mamma. Le invitate è un altro campo poco considerato ma molto interessante e tutto viene sempre fatto in maniera esclusiva e diversa, sempre a livello sartoriale.

Cosa ami della tua attività? Amo questo lavoro soprattutto la sua parte romantica, quando disegno un abito per una sposa devo esprime tutto ciò che è la sposa stessa, la sua personalità, la donna che è. Devo farla sentire al meglio per quel giorno! Quando una sposa indossa nel suo giorno l’abito che ho pensato e creato per lei è come se io fossi li, se fossi parte di quel sogno e avessi aiutato a realizzarlo, è questa la parte che mi piace di più.

La soddisfazione più grande da quando lavori? La soddisfazione arriva dalle mie clienti, quando un matrimonio è andato bene la mia sposa è contenta e il giorno dopo mi manda un messaggino ringraziandomi. Quella è la più grande delle soddisfazioni, aver contribuito a rendere quel giorno speciale, è questa la soddisfazione più importante.

Dimmi 3 “consigli d’oro” per una sposa alla ricerca del suo abito da sogno? Prima di tutto deve sempre tener presente chi è, perché l’abito la deve rappresentare, quando l’abito è giusto lo si sente nella pancia (ovviamente più riuscite a trasmettere a chi vi aiuta come siete e cosa avete in testa più sarà facile aiutarvi a creare/trovare il vostro abito!). L’altra cosa importante è come viene realizzato l’abito. L’ideale sarebbe un su misura e Made in Italy ma, se per esigente di budget non potete, tenete sempre presente che, seppur vero che un abito dura un giorno, è un ricordo per la vita! Dategli il valore giusto. Altrimenti negli anni vi rimarrà un piccolo rimorso, soprattutto quando vi rivedrete nelle foto. Mi raccomando, cercate sempre il giusto compromesso.

A cosa una sposa non deve mai rinunciare? Non deve mai rinunciare all’abito dei suoi sogni, quel giorno è importante e l’abito è parte di voi, è l’espressione di ciò che siete e non dovete mai rinunciare a essere voi stesse. Deve essere amore come quello per il futuro sposo. 😛

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Perché hai deciso di diventare un Curvy Pride Point? Sono sempre stata vicino a questa causa, è ciò che combatto da tutta la vita. Gli ideali del movimento curvy sono ciò in cui credo e ciò che promuovo con la mia azienda. So in prima persona cosa si prova. Da ragazza, curvy, sono sempre stata offesa, maltrattata e derisa. Ciò non è bello ed è molto difficile da superare da soli se non hai persone accanto. Questo fa l’Associazione Curvy Pride: essere accanto a tutte quelle persone che per il loro aspetto fisico, di qualsiasi tipo esso sia, vengono prese di mira. Che tu sia diversa da quello che vogliono farci passare come canone di perfezione non ha nessuna importanza, l’importante è che tu sia una persona sana e contenta di te stessa. Questo è un messaggio molto importante di cui sono promotrice da sempre e che voglio aiutare a promuovere.

Quanto è importante l’aiuto reciproco per imparare ad amarsi? E’ molto importante, tutti siamo insicuri su noi stessi, il mondo in cui viviamo ci bombarda sempre di messaggi negativi, ci fa sempre sentire inadeguati o diversi, quello che però bisogna imparare è che diversi non è per forza un aggettivo negativo. Bisogna credere in noi e avere persone vicine che lo fanno per noi nel momento in cui noi non lo facciamo più molto bene. Questo è fondamentale.

Se dico DONNA? Femminilità , eleganza, forza, determinazione e carattere, tutto ciò che deve essere una donna oggi.

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ATELIER BARBARA COLOMBO

Abiti da sposa su misura, cerimonia e bimba

Via Tortona, 10 – Milano

 

 

 

MONICA BURRASCHINI e le sue passioni: il gruppo CURVY RE-LOVE-TION e la FOTOGRAFIA!

Monica, ti conosciamo come la “colonna portante” del gruppo CURVY RE-LOVE-TION. Potresti riassumere in poche parole cos’è e di quali tematiche si occupa? Curvy ReLOVEtion è un gruppo nato con l’intenzione di accogliere donne di ogni fisicità, ma si rivolge ovviamente e principalmente a donne con le curve con lo scopo di insegnare loro ad accettarsi.
Spesso ho avuto modo di conoscere donne con gravi insicurezze e con un vissuto molto problematico a causa del peso, del rapporto conflittuale con il proprio corpo in relazione alla società in cui viviamo, in cui GRASSO sembra significare brutto, sbagliato, inadeguato.

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Perché sono presenti solo donne nel gruppo? Sono presenti solo donne perché il gruppo è nato come un salotto in cui conversare in modo molto intimo e confidenziale. Spesso ci capita di condividere storie toccanti, problematiche legate alle relazioni o più semplicemente foto in cui veniamo ritratte “senza filtro”, cosa che spesso ci riesce difficile in presenza di uomini. Cerchiamo di tutelare questa piccola oasi tutta al femminile per avere sempre un posto sicuro dove stare fra Amiche.

Quanto impegno richiede la gestione di un gruppo così intimo e profondamente emozionale? Il gruppo è stato voluto e creato da un’altra ragazza che ben presto si è dovuta avvalere della collaborazione di altre due persone per la gestione, fra le quali anch’io. Nel giro di un anno mi sono ritrovata come unica amministratrice mentre il gruppo cresceva giorno dopo giorno. L’impegno e la costanza per portarlo avanti sono stati davvero tanti. Gestire un gruppo di più di 500 donne (DIVENTATE OGGI CIRCA 800) non è stato sempre semplice, ha comportato una componente emozionale molto forte e un’attenzione continua, 24 ore su 24.
Fortunatamente “Il Gruppo” è sempre stato molto coeso, ragazze che come me sono entrate a farne parte fin dall’inizio mi hanno sempre aiutata nella gestione, proponendo spesso nuove idee. Esiste infatti un regolamento che aiuta tutte a vivere all’interno di Curvy ReLOVEtion con partecipazione, continuità ed interesse con giorni a tema e argomenti con cadenze settimanali. Fra tutte le persone che mi hanno affiancata ho scelto di “ufficializzare” il ruolo di due in particolare per starmi accanto come amministratrici. Con Erica Cavaliere e Valentina Trovato c’è stato immediatamente affiatamento e sintonia e il gruppo è decollato.

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Quanto è importante l’aiuto reciproco per imparare ad amarsi? Io credo che sia FONDAMENTALE. Parlando della mia esperienza, in Curvy ReLOVEtion ho trovato una cura a tante delle mie problematiche. Amarsi non è semplice, anche dopo anni di quotidiano impegno, ci sono giorni in cui guardarsi allo specchio diventa difficile e doloroso. Condividere il nostro malessere, esteriorizzare il nostro senso di inadeguatezza, il nostro sentirci discriminate è tanto faticoso quanto terapeutico. Nel gruppo non c’è giorno in cui non ci sia qualcuno pronto a sostenerti, che capisce perfettamente quello che provi, che sta vivendo o ha vissuto la stessa sensazione. C’è sempre, SEMPRE, un’altra donna pronta a tenderti la mano.

Cosa ti spinge a continuare e a infonderci tanto amore e dedizione? Rispondere a questa domanda non è semplice… forse perché sento fortissimo il senso di appartenenza a questa che è diventata una famiglia. Non mi sento  leader ma parte del gruppo. Spesso uso la frase “vi mando un abbraccio che vi prende tutte” ed è così che realmente vivo la quotidianità di questo posto, sento il calore di  un abbraccio virtuale che infonde forza e coraggio, a me per prima.
Poi ho incontrato persone davvero incredibili, ho instaurato amicizie di un’intensità impensabile. Alcune le ho conosciute di persona, altre le incontrerò prima o poi. Sono doni impagabili, un regalo che la vita mi ha offerto.

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Però, Monica, non sei solo “CURVY RE-LOVE-TION”. Qual è la tua professione? Esatto. La mia professione in realtà è sempre legata alle emozioni e ho la fortuna di lavorare con un mezzo in grado di trasmetterle. Sono una fotografa. Da 5 anni faccio parte dello studio FLASH ARTE, con Lorena Cabrelle che coltiva questo progetto da 15.  Ci occupiamo di fotografia a 360° ma principalmente siamo fotografe matrimonialiste.

Cosa ami della tua professione? Amo il potere straordinario di creare ricordi, di cogliere sfumature e dettagli e di renderli tangibili. Amo il contatto con le persone e il poter vivere da vicino eventi emozionanti come il matrimonio. Amo riuscire a trasmettere attraverso la fotografia ciò che vedo e che soprattutto “sento”.

La soddisfazione più grande da quando lavori? La soddisfazione più grande è sicuramente quella di ARRIVARE alle persone. Un episodio avvenuto proprio qualche settimana fa è stato quello in cui la sposa, a fine giornata, ci ha congedate abbracciandoci in lacrime, commossa per la gioia di aver scelto noi. Non smetteva di ripetere che avrebbe fatto carte false per averci nel Loro giorno perché (testuali parole) abbiamo un qualcosa di speciale che non sapeva definire, ma che si sente, si avverte. Siamo tornate a casa stanchissime, come sempre, ma con il cuore pieno.

Consigli per una coppia di sposi alla ricerca del fotografo giusto? Oltre ad un discorso di competenze (noi siamo fotografe certificate ANFM, Associazione Nazionale Fotografi Matrimonialisti), credo che sia fondamentale affidarsi a qualcuno che sia fortemente empatico e che sappia osservare non solo con gli occhi. Una giornata come quella del proprio matrimonio è carica di emozioni, ma anche di dettagli, di attimi, di gesti, di sorrisi che durano pochi istanti. Quello che noi facciamo è ESSERCI in quei momenti.

Una foto che non deve mai mancare come ricordo del proprio matrimonio? Una delle foto che non ci facciamo mai mancare è lo sguardo dello sposo all’ingresso della futura moglie. In quel momento l’attenzione è focalizzata sulla sposa, tutti stanno guardando lei avanzare con il cuore in gola. Noi amiamo dare spazio anche all’emozione dello sposo, che spesso ha un’espressione che è un mix di gioia, stupore, adorazione, agitazione, timore, innamoramento, commozione, tensione, e mille altre sensazioni che si ripeterà raramente nella vita (o perlomeno non con tutte queste emozioni insieme). 

Un consiglio speciale per una sposa curvy affinché resti innamorata delle immagine delle sue nozze? Io consiglio a tutte le spose e in particolare alle spose curvy di godersi la giornata senza pensare a null’altro che alla propria felicità. Non fatevi problemi per il vestito o il trucco o l’acconciatura. Vi dovete sentire belle, per voi stesse. Se sentite di essere esattamente come desiderate allora dimenticate qualsiasi possibile giudizio. Il vostro sorriso sarà il sole dell’intera giornata, anche nelle fotografie!

Per concludere. Monica, se dico DONNA? Donna. Che incredibile meraviglioso universo. Donna, guerriera sensibile. Tutto il resto è dentro ognuna di noi. 

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FLASH ARTE SNC

via Mazza, 1

Gavirate (VA)