Etichettato: obesità

Il coraggio di una curvy

Buongiorno a tutti, mi presento… Mi chiamo Elisabetta, sono una donna di 37 anni che, ora, ha una vita piena divisa tra lavoro, famiglia, casa ed hobbies.

Ho deciso di intitolare così il mio primo articolo perché, per arrivare fin qua, ho avuto forza, determinazione, coraggio e voglia di sorridere. Di tornare a sorridere.

Questi ultimi anni non sono stati molto facili e nemmeno così tanto felici. Non voglio annoiarvi, ma parlare della rinascita dopo questo periodo… Avevo preso più di 40 kg. Da una tg. 46 ero arrivata ad indossare una tg 58. Non ero più io. La Elisabetta, sempre truccata, ben vestita e con gli occhi felici era stata presa in ostaggio da una giovane che non si voleva bene. Problemi di salute, discussioni familiari e un po’ di depressione mi avevano inghiottito. Accumulavo peso quanto frustrazioni e delusioni. Guardavo mia figlia e mi sentivo in colpa perché non riuscivo a giocare con lei come voleva. Non mi guardavo nemmeno più allo specchio. Un giorno però, per sbaglio, il mio sguardo ha osservato il mio fisico li, proprio davanti a quello specchio tanto odiato e mi sono detta: “Come sei arrivata fino a qui?”, “Perché non ti vuoi più bene?”. Non sapevo darmi una vera risposta… Era tutto ed era niente… Ero certamente una ragazza triste. Disorientata.

Eccomi al mare…

Da quell’incontro fra la Elisabetta “Top” (del passato) e la Elisabetta “fragile” era nato un caos… Ho cominciato a non mangiare o a farlo poco e niente, a non dormire e pensavo, pensavo… Per due settimane sono stata davvero male poi, non so, mi sono fatta CORAGGIO ed ho affrontato le mie frustrazioni, ho parlato allo specchio gridando tutto quello che avevo dentro e mi sono ritrovata. Certo, detto così sembra stupido, sembrano solo parole ma è stato così. Da quel giorno, 27 febbraio 2018 le due “Elisabetta” hanno fatto pace e convivono. Ho iniziato una dieta seguita ovviamente dalla nutrizionista, ho cominciato a camminare.

Da sola la dieta non bastava…
Attività fisica, musica nelle orecchie che attraversava il cuore e tanta voglia di riuscire. Ho iniziato a dimagrire.
#obesità #dieta #musica #camminare #natura #vogliadifarcela

Tante passeggiate in mezzo alla natura.. gli alberi, il profumo di vita e il sole sulla pelle. Pian piano ho iniziato a vedere i primi risultati. Poi, mi è stato chiesto di partecipare ad un piccolo concorso locale per diventare Miss Curvy. Non volevo, mi sentivo impacciata e goffa ma il coraggio mi ha tirato da un braccio e mi ha fatto affrontare il giudizio della gente e della giuria stessa. Da lì, è nato un nuovo modo di vedere le cose… Invece di dire no a tutto… Mi sono detta Prova a dirti:”Perché no?”.

20 Ottobre 2018
La mia prima sfilata “curvy” con annesso concorso di Miss e Mister Oasi Piemonte che ho anche vinto.
#sfilate #vittoria #curvy #curvyitaliane #curvymodel

La cosa ha avuto seguito perché sto facendo tante piccole cose che hanno incredibilmente aumentato la mia autostima. La cosa principale è che, in questi mesi, ci sono stati, è innegabile, tanti momenti difficili, ansiosi, ma sono riuscita a “dominarli”.

Felice di far parte di questo gruppo!
#curvygirl #orgogliocurvy #accettazione #esseresestessi #labellezzanonhataglia #curvypride

Quando ero ragazzina ed avevo qualche kg in più, venivo presa in giro, ora del mio fisico Mediterraneo sono orgogliosa. Non sono e non voglio essere come le altre, ma sono riuscita a trovare un equilibrio. Bisogna sempre trovare stimoli, migliorarsi per essere in pace con se stessi, ma non sono i kg in più che determinano il nostro valore.

Non dobbiamo sentirci a disagio se abbiamo qualche curva di troppo, dobbiamo trovare la serenità, un equilibrio con il proprio corpo. Non dobbiamo trattarlo male. MAI.

Forse sembra tutto banale e scontato. Alla fine però, se ci pensiamo bene, dobbiamo essere coraggiosi per essere come siamo, senza emulare nessuno, soprattutto in una società basata spesso e volentieri sull’apparenza. Ci vuole coraggio, tanto CORAGGIO, per ritrovarsi, apprezzarsi e amarsi ogni giorno. E voi, siete coraggiose?

Eccomi…
45 Kg in meno,
sempre “curvy” e felice di esserlo, ma sopratutto…
sorrisi veri e tanta tanta stima di me stessa!
#rinascita #curvygirl #rispettodisestessi #amarsi #fidarsidisestessi #insiemesipuò

Elisabetta Giordano

Amo la vita e le sfide…. Sono una donna con i piedi nel presente e lo sguardo rivolto al futuro. Sempre alla ricerca della bellezza dell’essere. Curiosa, creativa… Insomma… Viva!

Sono una #CurvyPrideBlogger

“Il coraggio più grande risiede nell’essere se stessi. Imperfetti. Originali. Unici.” (A. De Pascalis)
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POVER(P)ANZA. QUANDO DISUGUAGLIANZE, POVERTÀ E OBESITÀ VANNO A BRACCETTO

La nostra Caterina Argentieri ci sottopone un nuovo tema come spunto di riflessione e di confronto. Per spingerci oltre la superficie e aprire un dibattito. Voi cosa ne pensate?

Stai sciupato a nonna” tra poco potrebbe diventare il miglior complimento che tua nonna possa mai farti.

L’obesità, come ben sappiamo, è una patologia che va affrontata sotto diversi aspetti; tra questi quello medico, nutrizionale, e psicologico. Soprattutto. E, per quanto possa sembrare strano, anche economico. Non sono pochi gli studi condotti nel mondo, con finanziamenti più o meno importanti e “blasonati”, come l’OMS, in cui viene sottolineato il legame tra reddito e obesità. Senza scomodare il coefficiente di Gini, usato in statistica per misurare la diseguaglianza del reddito o della ricchezza, l’obesità va a colpire proprio le fasce più deboli della popolazione: i cibi sani hanno un costo mediamente più elevato di quelli considerati poco salubri (per modalità di conservazione, dovuta ad additivi non sempre salutari), o per le modalità di preparazione (non sempre si sa cucinare), il  basso livello di istruzione, la precarizzazione e la parcellizzazione del lavoro concorrono a dipingere un quadro non esattamente a tinte vivaci.

Dici obesità e pensi agli Stati Uniti: errore. Tali ricerche sono state fatte un po’ in tutto il mondo, anche in Italia, patria della dieta mediterranea: tanto per fare un nome, possiamo citare il progetto  “Cuore”, dell’osservatorio epidemiologico cardiovascolare dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che ha preso in esame un campione di popolazione nel periodo 1998/2012, arrivando a constatare un aumento dei casi di obesità nel campione in oggetto.

In genere, il leitmotiv “mangia meglio – fai sport” delle tradizionali campagne di informazione non ha prodotto risultanti incoraggianti, proprio perché , secondo “The Lancet”, si trascura il fattore economico dietro l’obesità, si offrono «soluzioni da ricchi a problemi da poveri».

L’articolo in oggetto, oltre ad analizzare i fattori economici che si celano dietro l’ascesa dell’obesità, pone dei punti importanti utili per combattere l’obesità, quali: 1) rendere accessibili economicamente i cibi considerati più salutari; 2) ridisegnare concretamente e con convinzione le politiche attive del lavoro e del welfare.

Spesso si accusano gli obesi di essere pigri, lamentosi e di essere la causa della loro stessa disgrazia. Ad analizzare i dati economici la verità sembrerebbe essere invece un’altra. O almeno una parte di essa.

Caterina Argentieri

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Chi è Caterina: sognatrice come i Pesci, inarrestabile come il Capricorno, che è il mio ascendente. E che panorama che si vede da quassù! Dopo mille e una battaglia, riapro il cassetto dei miei sogni, li tiro fuori, e mi preparo a realizzarli. Uno ad uno. 

QUATTRO CHIACCHIERE CON… FABIO DE NUNZIO (“IL BUON FABIO”)

Fabio De Nunzio, già inviato di “Striscia la Notizia“, è dalla parte degli obesi, persone che vivono quotidianamente sulla propria pelle il bullismo ponderale e la discriminazione, scontrandosi con impensabili barriere architettoniche.

In libreria il suo ultimo libro “Sotto il segno della Bilancia (3)” con la speranza che si diffonda una maggiore attenzione verso le persone “diversamente magre”.

Lo ha intervistato per Curvy Pride la nostra Caterina Argentieri.

Questa è la terza edizione de “Sotto il segno della Bilancia (3)”. Cosa l’ha portata a scrivere questo libro? Nei sei anni trascorsi dalla prima pubblicazione cosa le sembra che sia cambiato? Questo libro, che è stato scritto a quattro mani insieme a Vittorio Graziosi, è stato voluto soprattutto dalla gente, dalle persone che incontravo per strada, da associazioni di categoria che mi chiamavano, dicendomi ogni volta: “Fabio, ma per noi non si fa niente, non si parla delle nostre problematiche, delle barriere architettoniche che noi sopportiamo, delle discriminazioni, delle forme di bullismo”. E secondo me sono in tanti a viverle ogni giorno, considerato che in Italia c’è una popolazione di circa sei  milioni di persone obese. Un numero spaventoso! Il 36% dei bambini o è obeso o è in sovrappeso. Cifre allarmanti! Se non si comincia realmente a fare qualcosa, nel giro di pochi anni ci potremmo ritrovare una popolazione di persone obese, con tutto ciò che ne consegue, e senza delle linee guida appropriate. E quindi, stimolato da varie persone, io e Vittorio Grazioli abbiamo buttato giù un primo testo, la prima edizione, che è andata esaurita in breve tempo. Così abbiamo scritto la seconda edizione. Ci tengo a sottolineare che questo è un “libro aperto”: ogni volta si aggiungono degli elementi nuovi perché,  girando in Italia, hai sempre delle storie che ti possono raccontare, o di denunce che si vogliono fare, e tu le raccogli all’interno del libro. E così si arriva alla terza edizione. Il libro ha inoltre ottenuto dei riconoscimenti in tutta Italia: 3 premi letterari e, grazie al libro, sono stato nominato ad Assisi di “Cavaliere della pace”.

Volendo poi fare un bilancio, lo ritengo positivo perché,  grazie alle decine e centinaia di interviste fatte in Italia, sono stato tra i primi che ha posto l’attenzione sull’obesità e sulle problematiche ad esso connesse presso varie emittenti locali, per poi esporle anche in emittenti nazionali: tra questi vorrei citare Il Caffè di RaiUno, che sta ospitando e diffondendo una serie di video da me realizzati, e anche lo stesso Marco Liorni e il programma da lui condotto, ItaliaSi (sempre su Rai Uno), dove abbiamo anche parlato di obesità e di tutto ciò che ruota intorno ad esso. Ritengo che questo bilancio sia positivo anche per altri motivi: perché se ne parla, si pone l’accento e l’attenzione su questo problema, si organizzano dibattiti ed eventi pubblici, partendo dalla presentazione del libro, e se ne discute insieme ai Sindaci, ai Presidenti delle Regioni, agli assessori che presenziano e intervengono: tutto questo non può quindi che finire sotto il segno della positività. La strada da fare è ancora lunga, anche perché fino a poco fa ho fatto questo lavoro prevalentemente in solitaria. Ma un po’ alla volta ho trovato persone che mi hanno aiutato, tra cui Curvy Pride, e sono certo che i risultati saranno ancora più efficaci e pervasivi.

Nel libro racconta vari episodi, anche di velate discriminazioni in ambito lavorativo. A lei è mai successo? Per quanto riguarda me, in ambito lavorativo fortunatamente no, al contrario di tante altre persone che io conosco, che invece sono state discriminate o addirittura [per dire] sono state scelte persone “magre”, invece di persone che hanno dei chili in più, per tutta una serie di motivi: perché sembrano più veloci, o sembrano più attivi,  anche in ambito impiegatizio, per attività per lo più sedentarie, ove non capisco in cosa tale “velocità” venga richiesta. Molte altre volte invece succede che venga scelta  “la bella presenza” a scapito delle competenze, quindi la ragazza o il ragazzo deve essere magro, bello e muscoloso e attraente. E  se mi è concesso, seducente pure. Non prevale la meritocrazia, ma la bellezza, e questo è inammissibile. Ovviamente spero e auspico un’inversione di tendenza in tal senso. Faccio un esempio: pensiamo alle varie commesse nei negozi. Nella mia vita non ho trovato mai una commessa con dei chili in più, ma ragazze molto belle, che spesso non sfigurerebbero sulle più blasonate passerelle.

Ma spesso mi domando: ma tutte quelle ragazze che hanno bisogno di lavorare, cosa dovrebbero fare? Dimagrire e/o andando in centri estetici per potersi rifare, “rigenerare”? Tra una ragazza magra e una che ha dei chili in più, a parità di competenze, viene scelta quella più magra (e ritenuta più bella). Sicuramente ci saranno anche dei negozi con commesse con dei chili in più, ma rappresentano un’esigua minoranza. È un problema serio, perché tanta gente che ha dei chili in più non lavora proprio perché non gli si dà la possibilità di lavorare per il fatto del “problema” dei chili.

Sempre rimanendo in ambito lavorativo: dall’alto della sua esperienza , che consigli darebbe a un* ragazz* “diversamente magr*” che volesse seguire le sue orme? Come dico a tutti, se uno ha un obiettivo, bisogna lavorarci, bisogna saltare tutti i vari ostacoli , e puntare diritti alla meta. Dimagrire indubbiamente fa bene a tutti , ma l’adipe non deve essere un alibi per giustificare le proprie sconfitte: bisogna sempre tentare, in qualsiasi condizione, e se hai un obiettivo in testa, lavorarci, lavorarci, lavorarci, studiare e arrivarci.

Una categoria con cui spesso gli obesi non hanno un buon rapporto sono i medici. In qualità di “Cavaliere  della pace” che “messaggio di pace” invierebbe loro? A volte accade, è accaduto anche me da piccolo e avevo già dei chili in più: avevo il terrore di andare dal pediatra perché, ogni volta che andavo, salivo sulla bilancia e lui mi guardava sempre con quella faccina “eh eh eh… ma devi dimagrire, devi dimagrire devi dimagrire”. Quando dici queste cose ad un bambino, ma anche ad un adulto, spesso non si riesce ad ottenere l’effetto voluto. L’obeso spesso è una persona provata: è provata dagli insulti, dalle prese in giro, dai suoi chili in più, dalla sua fatica, dalla sua forma di pesantezza. Sarebbe “cosa buona e giusta” prestare attenzione alle parole e al come si parla ad un obeso: spesso e volentieri la causa del problema, del suo atteggiamento malato col cibo risiede proprio nella sua testa. Per onestà va anche detto che quello del medico non è un compito e un lavoro facile, ma un approccio strutturato in maniera più “amichevole” potrebbe essere di giovamento: a ben poco serve il terrorismo psicologico dato dalla litania delle malattie a cui può andare incontro. Avete mai visto un fumatore smettere di fumare solo perché sul pacchetto sta scritto “Nuoce gravemente alla salute”? Come detto, al medico sta la tutela della mostra salute. Ma non guasterebbe ricordarsi che le persone hanno anche una testa, e pensare anche al particolare momento della loro vita che stanno vivendo.

Il mondo della moda sembra essersi finalmente accorto che esistono le Curvy e le Plus Size. Secondo lei è una vera attenzione ad un problema o solo business? Ma no! È una questione di business sicuramente! Se pensiamo per un attimo che solo in Italia ci sono oltre sei milioni di persone obese e milioni di persone in sovrappeso è normale che si venga a creare una forma di business, è normalissimo che sia così. Sono anche aumentati i negozi che arrivano a vestire fino alla taglia 84. Certo, saranno più facili da trovare nelle grandi città… Ricordo, ad esempio, quando ero più piccolo dovevo spostarmi, spesso arrivando anche fino a Roma per potermi vestire adeguatamente. Oggi invece i negozi che vestono oltre le taglie standard sono aumentati, sia da uomo che da donna, anche perché ne è aumentata la richiesta. Vent’anni fa la percentuale di persone sovrappeso e di obesi presenti in Italia era molto più esigua.

Facciamo un gioco: Pubblicità Progresso la sceglie per creare una campagna di sensibilizzazione. Come la progetterebbe? Su cosa focalizzerebbe la sua attenzione? Io porrei l’attenzione sulle scuole. Farei una campagna nazionale per eliminare da tutte le scuole d’Italia i distributori di merendine, patatine e bevande gassate, e li sostituirei con  distributori di frutta, verdura, yogurt e acqua naturale . Bisogna iniziare dalle scuole se vogliamo insegnare ai ragazzi come tutelare la propria salute, e contribuire a ridurre le cifre da record di cui parlavo.

Grazie a Fabio De Nunzio per la sua disponibilità e per suo impegno a diffondere una maggiore attenzione verso le persone “diversamente magre”.

Caterina Argentieri

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Chi è Caterina: sognatrice come i Pesci, inarrestabile come il Capricorno, che è il mio ascendente. E che panorama che si vede da quassù! Dopo mille e una battaglia, riapro il cassetto dei miei sogni, li tiro fuori, e mi preparo a realizzarli. Uno ad uno.

 

GIULIA GAMBINO E IL SUO SFOGO

Giulia Gambino è una splendida ragazza, piena di vita. Amica e socia di Curvy Pride, Giulia è da tempo nel “mondo curvy” come testimonial e modella “alternativa”, come si definisce lei.

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Nel seguire le sue pagine abbiamo letto un suo post e riteniamo giusto condividerlo per provare a realizzare ciò che suggerisce Giulia.

Premettiamo che l’Associazione Curvy Pride non ha e non avrà mai il compito di suggerire diete o cambiamenti alimentari radicali dello stile di vita delle proprie amiche (in un verso o in un altro), che sono di competenza di medici e strutture sanitarie. L’Associazione Curvy Pride non cura alcun tipo di malattia (bulimia, anoressia, obesità grave, ecc.).

Crediamo, però, che quanto scritto da Giulia debba farci riflettere e valutare se, tutte insieme, possiamo darci una mano. Non per dimagrire o ingrassare, ma per affrontare insieme ciò che ci preoccupa. Un caffè insieme, una chiacchierata, una risata, un selfie, un qualunque gesto di vicinanza per non sentirsi sole. Condividere un’esperienza personale potrebbe aiutare qualcun’altra che sta vivendo una situazione simile, ma non sa come affrontarla.

Cosa ne pensate?

Leggete il post di Giulia e… parliamone.

“Si parla molto dei disturbi alimentari riferendosi solo ad anoressia, bulimia e obesità grave, quella rimediabile solo con l’intervento chirurgico allo stomaco. Viene spesso tralasciata l’obesità iniziale e il sovrappeso, patologie che riguardano il 35,3% della popolazione italiana adulta; da anni soffro di questo disturbo e non credo di essere mai riuscita a controllare questa situazione forse per lo scarso impegno e la poca consapevolezza degli effetti paradossi o ancora meglio, ho sempre cercato strade secondarie per sviare il problema.

Oggi mi è stato diagnosticato il problema e le problematiche che il mio corpo ha a causa di questo. Tralasciando lo spavento, perché per la prima volta ho concepito chiaramente la situazione (sicuramente grazie alla determinazione del medico e per le tabelle che avevo davanti), mi sono sentita una cretina perché non sono riuscita in questi 10 anni a proteggere il mio corpo da situazioni molto negative che il mio comportamento alimentare ha causato. Purtroppo, a parere del medico, non sono l’unica che si trova a ragionare solo a fatti avvenuti, sarebbe bello se ci fossero delle organizzazioni, informazioni, media che con consapevolezza e autorità, aiutassero le persone che stanno per superare la soglia a fermarsi un attimo e capire veramente cosa comporta una scorretta alimentazione e assenze varie di movimento.

Ciò non vuol dire quello che tutti sappiamo ovvero mettiti a dieta altrimenti diventi obeso, ma aiutare moralmente, perché una persona che come me non si rende conto della gravità della questione ha prima di tutto un deficit comunicativo e morale. Forse tutto ciò si potrebbe riassumere con la chiacchierata con l’amica, con il compagno/a, con i bambini e con i dottori, esattamente ciò che a me è mancato! Mi aspetta 1 anno molto duro, credo sarà il più lungo della mia vita ma non posso darla vinta a 30 kg di grasso che stanno rovinando la mia salute! Forza e Coraggio”.

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TANIA TORTORA E IL SUO SOGNO: VIVERE UN GIORNO DA MODELLA!

Tania Tortora è una donna con tanta voglia di cambiare, di sperimentare, di vivere.

Napoletana di nascita, milanese di adozione.

Tania ci ha scritto e ci ha rilevato il suo sogno nel cassetto:

Ciao CURVY PRIDE! Mi chiamo Tania e sono un ex obesa grave di 170 Kg. Sono residente a Cinisello Balsamo Milano. Per la mia salute e per me stessa ho effettuato: bypass gastrico addominoplastica mastoplastica riduttiva torsoplastica superiore… Un viaggio difficile ma possibile.

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Sono una ragazza ottimista! Vi seguo perché sono ancora una donna morbidosa! Sono alta 1.57 e peso 104 kg. E poi sono così belle le donne con qualche chilo in più!

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Oggi la nuova Tania ha tanta voglia di vivere e di mettersi in gioco. Oggi mi voglio bene.  Il mio sogno è diventare una modella Curvy anche per un solo giorno! Perché??? Perché sono ritornata a essere donna!”

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A TE CHE SEI INGRASSATA…

A te che sei ingrassata.

A te che subisci gli sguardi accusatori della gente.

A te che ormai vivi lo shopping come un incubo.

A te che ti vergogni di incontrare i tuoi vecchi amici.

A te che indossi sempre gli stessi abiti.

A te che ti senti fuori luogo.

A te che hai paura di spogliarti.

A te che sei sempre la stessa, ma gli altri non ti vedono più così.

A te che sei criticata continuamente per il tuo aspetto.

A te che chiunque si arroga il diritto di dispensarti consigli sulla dieta che devi seguire.

A te che non ti senti a tuo agio.

A te che sei giudicata per l’estetica e non per i meriti.

A te…

Alza la testa, raddrizza le spalle e VAI a prenderti questo 2018. E’ TUO!

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NO ALLA #GRASSOFOBIA – PARIGI CONTRO LE DISCRIMINAZIONI

Parigi indice una campagna di sensibilizzazione contro le discriminazioni, anche nei confronti delle persone obese.

La “grassofobia”, parola non presente nei vocabolari, è intesa come una forma di repulsione nei confronti delle persone sovrappeso che unisce la vergogna che prova una persona obesa con le discriminazioni nel mondo lavoro, negli ambienti sanitari, nei mezzi di trasporto o, semplicemente, negli sguardi degli altri.

Helene Bitard, assessore del Comune di Parigi, è diventata la paladina della lotta contro ogni forma di discriminazione. La Bitard vuole sensibilizzare la popolazione contro gli stereotipi dominanti che accompagnano l’obesità « pigrizia, lentezza, mancanza di volonta’, ecc. ».

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Secondo l’Organizzazione Internazionale del lavoro (OIT) le donne obese sono otto volte, e gli uomini obesi tre volte, più discriminati al momento dell’assunzione.

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Inoltre, l’aspetto fisico è il SECONDO criterio di discriminazione dopo l’età e prima della provenienza, il sesso, un handicap.

A Parigi, venerdì 15 dicembre 2017, gli hashtag da digitare erano:

Per approfondire http://www.bfmtv.com/politique/la-ville-de-paris-s-attaque-a-la-grossophobie-la-discrimination-des-personnes-obeses-1328151.html#xtor=AL-69

E voi cosa ne pensate?

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