Etichettato: obesità

NO ALLA #GRASSOFOBIA – PARIGI CONTRO LE DISCRIMINAZIONI

Parigi indice una campagna di sensibilizzazione contro le discriminazioni, anche nei confronti delle persone obese.

La “grassofobia”, parola non presente nei vocabolari, è intesa come una forma di repulsione nei confronti delle persone sovrappeso che unisce la vergogna che prova una persona obesa con le discriminazioni nel mondo lavoro, negli ambienti sanitari, nei mezzi di trasporto o, semplicemente, negli sguardi degli altri.

Helene Bitard, assessore del Comune di Parigi, è diventata la paladina della lotta contro ogni forma di discriminazione. La Bitard vuole sensibilizzare la popolazione contro gli stereotipi dominanti che accompagnano l’obesità « pigrizia, lentezza, mancanza di volonta’, ecc. ».

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Secondo l’Organizzazione Internazionale del lavoro (OIT) le donne obese sono otto volte, e gli uomini obesi tre volte, più discriminati al momento dell’assunzione.

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Inoltre, l’aspetto fisico è il SECONDO criterio di discriminazione dopo l’età e prima della provenienza, il sesso, un handicap.

A Parigi, venerdì 15 dicembre 2017, gli hashtag da digitare erano:

Per approfondire http://www.bfmtv.com/politique/la-ville-de-paris-s-attaque-a-la-grossophobie-la-discrimination-des-personnes-obeses-1328151.html#xtor=AL-69

E voi cosa ne pensate?

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AUTOSTIMA QUESTA SCONOSCIUTA

La Dott.ssa Emanuela Scanu è una psicologa e una coach alimentare. Da anni impegnata nella cura dei disturbi del comportamento alimentare e nel sostegno al raggiungimento del benessere psico-fisico delle persone.

Attualmente  anche Docente di Educazione Alimentare nei Corsi per Modelle/i presso la BACKGROUND ACADEMY di Viterbo.

E’ un onore la sua collaborazione con il nostro blog che inizia con l’affrontare un argomento a noi molto a cuore: L’AUTOSTIMA!

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Lo dice la parola stessa: l’autostima è la valutazione che una persona dà di sé stessa. Questa non è un fattore statico, ma dinamico. Evolve nel tempo e subisce variazioni anche notevoli nel corso della vita.

Non si nasce con la giusta autostima, essa va piuttosto coltivata, curata, alimentata durante il corso dell’esistenza. Una sana autostima si manifesta nella capacità di percepirsi e di rapportarsi a sé stessi in modo realistico, positivo, rilevando i punti forti e quelli deboli, amplificando ciò che è positivo e migliorando quello che invece non lo è. Significa anche essere in grado di ammettere che c’è qualcosa che non va quando le circostanze lo richiedono.

Una persona con una sana autostima non è infatti perfetta, ma, al contrario di chi non si rispetta abbastanza, sa come valorizzare le proprie abilità e capacità e come tenere sotto controllo i difetti e le parti del proprio carattere meno amate. La sana autostima è indipendente dal giudizio degli altri, è caratterizzata da una profonda conoscenza di sé stessi, aiuta a mantenere i punti di forza ed a migliorare quelli di debolezza, promuove obiettivi stimolanti ma non eccessivi, spinge la persona al confronto con sé stessa e con gli altri.

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La bassa autostima nasce generalmente da una discrepanza tra il sé ideale ed il sé percepito.

Il sé ideale è rappresentato da ciò che si vorrebbe essere, dalle qualità che si desidererebbe possedere, dal carattere e dalle capacità che si vorrebbero fossero parte della propria persona. Il sé percepito è dato invece dall’insieme delle percezioni e delle conoscenze che possediamo su noi stessi. Si tratta in sostanza di come ci vediamo, di come crediamo di essere. A chi non è mai capitato di pensare: “Vorrei tanto saper fare quella cosa …” oppure  “Vorrei essere così ma non ne sono capace?”.

Tutto ciò è perfettamente normale, entro certi limiti. La soglia viene valicata nel momento in cui la persona si rassegna al fatto che non sarà mai come vorrebbe essere. Così facendo la sua paura si concretizza, diviene un dato di fatto. Smettendo di lavorare e lottare per migliorarsi continuamente si finisce per peggiorare, o semplicemente per rimanere ciò che si è per tutta la vita.

Puoi sprecare un’intera esistenza nell’attesa che accadano delle cose che poi, anche quando si avverano, spesso ti lasciano più vuota di prima. Se i tuoi pensieri sono quasi sempre vincolati al passato o proiettati nel futuro, invece che collocati nel presente, corri il rischio di non vivere mai pienamente e di essere quindi insoddisfatta della tua esistenza.

Di fatto, sei prigioniera dei modelli che la realtà ti impone e così facendo passi gran parte del tuo tempo a sognare di diventare ciò che non sei, a fare tuoi modi d’essere che ritieni “vincenti”, “perfetti”, ma che non ti appartengono. Questa è la strada più veloce  per distruggere l’autostima.

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Avere autostima significa piacersi, un modo di essere che si conquista stando nel presente e accogliendo tutti gli stati di cui l’interiorità si colora istante per istante.  L’ autostima non corrisponde a uno sforzo della mente, ma ha a che vedere con un diverso atteggiamento mentale, che si basa sull’accettazione consapevole di ciò che sei adesso, in questo preciso istante.  Stare quindi nel presente, senza rimpianti per gli sforzi che non hai fatto nel passato, senza frustrazione per ciò che non hai ancora realizzato.

Cambia dunque modo di vedere: l’ autostima è uno stato di benessere permanente che viene da dentro. Ogni volta che ti appresti a fare qualcosa, soprattutto se è la prima volta, non concentrarti unicamente sul risultato che vuoi ottenere, ma su ciò che fai, cercando di essere presente a ogni passaggio, come fosse l’unico.  Ricorda che l’autostima è un’energia molto diversa dall’ostinazione e dalla cocciutaggine: compare naturalmente quanto più la coscienza si svincola dalle influenze dell’ambiente, delle credenze, dei doveri. Migliorare l’autostima è possibile e richiede un impegno costante nel tempo. Non è difficile, basta volerlo veramente: ti devi sforzare di pensare che lo fai per te stessa e che un giorno non proverai più sensazioni di inadeguatezza e potrai  prendere decisioni in modo autonomo.  La prima cosa da fare per iniziare un percorso di miglioramento dell’autostima consiste nel lavorare sulle tue percezioni; devi imparare a conoscerti meglio, analizzando il tuo mondo interiore in tutta la sua complessità, focalizzando l’attenzione non solo sugli aspetti negativi, ma anche e soprattutto su quelli positivi.

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Questo articolo è tratto dal libro della Dott.ssa Emanuela Scanu Dimagrire una scelta consapevole (Cap. IV) – Editore Campi di Carta

La Dott.ssa Scanu è anche autrice de L’ESERCITO SOTTILE/Dizionario pratico sull’anoressia (Cedis Editore Roma) e di OLTRE L’IMMAGINE/ Psicologia, Alimentazione, Stile/Un anno dei miei consigli sul WEB  (Editore Campi di Carta).

 

 

A TORINO il nostro nuovo CURVY PRIDE POINT: TEC ABBIGLIAMENTO!

Mauro Tidona è il titolare del nostro nuovo Curvy Pride Point: TEC ABBIGLIAMENTO  a Torino.

Mauro è una persona molto disponibile, affabile e simpatica ed è professionista nel campo dell’abbigliamento curvy (il suo negozio offre un ampio assortimento, fino alla taglia 72).

Benvenuto tra noi Mauro!!

Mauro, come hai iniziato? La mia famiglia ha acquistato il negozio nel 1991. Dal 1993, dopo un primo anno di apprendistato post diploma e assolti gli obblighi di leva, ho cominciato a lavorarci anch’io, facendo coesistere le ore in negozio con quelle trascorse nelle aule universitarie.

Cosa ami del tuo lavoro? Amo la non ripetitività delle giornate e la specificità del contesto: l’abbigliamento. Se avessi ereditato una ferramenta mi sarei disperato, incapace come sono a svolgere lavori manuali! All’abbigliamento ero già interessato da ragazzino, instradato da mio padre che era rappresentante d’abbigliamento. Mi piace il contatto con le persone. Mi piace osservare i miei clienti uscire felici dal negozio perché sono riuscito a soddisfare i loro desideri.

La soddisfazione più grande da quando lavori? Sono principalmente due. Aver resistito alle serie ondate di crisi che hanno ripetutamente imperversato sul commercio al dettaglio senza aver mai rinunciato ad alcun collaboratore ed essere riuscito a creare un solido punto di riferimento per le Curvy di tutte le taglie del Piemonte e non solo.

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Quali sono le differenze tra uomini e donne durante lo … shopping? Le donne tendono a decidere molto più da sole. Se sono accompagnate da parenti e/o amiche ascoltano i consigli e suggerimenti, ma alla fine decidono sempre tra “donne”! Per un uomo, invece, l‘arrivo in negozio in compagnia significa spessissimo che l’acquisto sarà sottoposto al parere “abbastanza” vincolante di moglie-fidanzata-sorella-amica.

Qual è il consiglio che rivolgi sempre alla tua clientela femminile? Di acquistare capi di buona qualità e che possono utilizzare per più di una stagione, non solamente legati alla moda che vige al momento.

E a quella maschile? Non dimenticare mai di coniugare il gusto personale con la comodità e la vestibilità.

A cosa una donna non deve mai rinunciare? Camicetta bianca, tubino nero, trench tinta neutra o scura, scarpa tacco 7-8 (non ancora assassino, abbastanza portabile, ma che slancia già la gamba e di conseguenza la figura).

E un uomo? Una blazer e uno scollo a V blu (lana per l’inverno, cotone per l’estate), una camicia o polo celeste chiaro (non tutti gli uomini stanno bene con il bianco e, rispetto alle donne, possono giocare meno con il trucco) e un overjacket impermeabilizzato con interno staccabile (uso 4 stagioni).

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Offri anche soluzioni per la cerimonia? Sì, svariate! La maggior parte delle soluzioni per la cerimonia possono essere utilizzate anche in altre occasioni. Questa è una delle richieste che i miei clienti mi sottopongono con maggior frequenza.

Perché hai deciso di diventare un Curvy Pride Point? Perché ho avuto modo di apprezzare le attività di Curvy Pride. Mettere al centro la persona e la sua unicità è anche la nostra filosofia lavorativa e di vita.

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Se dico DONNA? La prima e miglior riuscita meraviglia del mondo, bellezza ed enigma insieme.

E se dico UOMO? Il suo – si spererebbe ! – degno e affidabile contraltare.

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TEC ABBIGLIAMENTO

Via Vandalino, 37/a – 10141 TORINO

Tel. 011 72.01.91 – tec.abbigliamento@libero.it

 

Perché se lo fai per gli altri non sarai mai abbastanza …

Sono contenta di poter condividere la mia storia, con persone cosi speciali …

Ciao mi chiamo Estela Regina e non sono mai stata una ragazza magra, fin da bambina avevo i rotolini e le gambine morbide (a mia mamma piacevano tantissimo dato che le mordeva in continuazione) … 

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Fin da piccola non avevo mai dato importanza a questo fatto perché correvo giocavo e ridevo, a 4 anni ballavo la samba (sono brasiliana) ero una bambina moooolto felice
Iniziai le elementari in Brasile, e li iniziarono i miei problemi, i compagni non volevano giocare con me perché ero “grassa”, buttavano a terra la merenda che mia nonna mi preparava con tanto amore perché mi dicevano che dovevo mangiare di meno senno scoppiavo …
Mi buttavano addosso i sassi perché dicevano che rimbalzavano ….
A 9 anni mi sono trasferita in Italia, dato che mio papà era qua già da un po’ …
Pensavo che qua avrei ricominciato e nessuno mi avrebbe preso in giro ma così non fu …
Un giorno un ragazzo mi spinse giù dalle scale dicendo che ero una palla e dovevo rotolare , oppure durante la ricreazione nascosti dalle maestre mi calciavano la pancia e le gambe …
Mia mamma dopo un po’ si ammalò (oggi sta meglio per fortuna) e dovette tornare in Brasile per operarsi con urgenza. I 40 giorni che lei è stata in Brasile mi è successo di tutto e sono ingrassata 25 chili …
Nemmeno alle medie le cose cambiarono e venivo presa di mira anche dagli insegnanti che mi davano della cicciona davanti agli altri che ridevano e si prendevano gioco di me …
Per anni mi sono tagliata per esternare il dolore che avevo dentro, dolore che gli altri mi avevano causato…

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Dopo un po’ mi è stata diagnosticata la depressione e di conseguenza l’obesità grave dato che il cibo era la mia consolazione ed ogni boccone che facevo piangevo tantissimo ma per me era l’unica ancora di salvezza. 
Mi sentivo uno schifo, sporca, grassa  e un peso per i miei genitori che nonostante tutto mi sono sempre stati accanto (soprattutto mia mamma) …
Alle superiori le cose sono cambiate ho fatto amicizia, uscivo , ho trovato persone che mi volevano davvero bene e non mi giudicavano per quello che ero fuori .
Io però ancora non mi amavo perché non mi accettavo per paura del giudizio degli altri ….
Ora sono molto più felice con me stessa, penso che comunque dovrei dimagrire qualche chilo non per un fattore estetico (perché mi accetto benissimo così ora), ma per la mia salute non per compiacere agli altri …
Non riesco a mandare giù il fatto che qualcuno giudichi una persona con qualche chilo in più una persona sedentaria o che non fa nulla, una persona obesa è così perché l’unica cosa che in quel momento aveva per sfogarsi era il cibo …
Quando mangiavo per annegare le mie sofferenze ogni parte del mio corpo faceva male , ma il male e il dolore che avevo nel cuore e le brutte parole che avevo in testa facevano ancora più male ….
Ma oggi sto bene , ho un buon rapporto con il cibo e mi piacciono le mie forme sono curvy e ne vado fiera …

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E penso che qualsiasi persona che in questo momento sta passando per qualcosa di simile non si deve arrendere e chiudersi in casa come facevo io. Le capisco so quanto fa male sentirsi una nullità ma quando ti scopri e vedi che in te non esiste nessun marciume e che sono stati gli altri a fartelo credere dimagrisci di 50 chili …
Quindi credete in voi stesse, nelle vostre qualità e capacità nulla è impossibile e se proprio si vuole dimagrire lo si deve fare per se stessi e per la salute …

Perché se lo fai per gli altri non sarai mai abbastanza …

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#MyCurvyPride: GAIA MOSCHETTI

Chi sei? Mi chiamo Gaia, ho 23 anni, lavoro nel negozio di calzature di famiglia, studio Scienze della Moda e del Costume a La Sapienza, collaboro con giornale, infatti un’altra delle mie più grandi passioni è la scrittura oltre che la lettura, ho ripreso dopo 4 anni a fare teatro, mi piace viaggiare e di tanto in tanto lavoro come modella o hostess.

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Che cos’è per te Curvy Pride? Curvy Pride è quasi uno stile di vita, non racchiuso solo nell’evento in sé per sé, ma nelle vita di tutti i giorni. Ogni giorno dovrebbe essere un Curvy Pride nel nostro piccolo, ogni giorno mi metto in prima linea per difendere la bellezza genuina delle donne, sincera, non malata.

Ti sei mai sentita/o discriminata per la tua fisicità? Anni fa ero molto più magra, appena misi qualche kilo, mi è stato quasi vietato di partecipare a concorsi o che perché “erano magre e dovevo dimagrire, se no erano brutte figure” e così abbandonai la moda. Per la pallacanestro, invece, avere un fisico “importante” serviva, ma in realtà non mi sono mai sentita molto a disagio, è la concezione sbagliata degli altri che me ne provocava.

Come hai reagito? Ma nulla, la mia vita andava avanti, piccole soddisfazioni me ne toglievo e poi ho perso quasi 10 kg senza accorgermene, iniziando a limitare alcolici, a mangiare più sano, a fare sport di nuovo (lasciai la pallacanestro per un problema al ginocchio).

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Il parere altrui spesso così come ti distrugge ti può far risalire a galla. Alta 1,83 con una taglia 46/48, iniziai a notare che le persone mi guardavano e non facevo schifo, anzi ero apprezzata. Il problema era, ripeto, le persone di questo mondo strano “moda” e di quelle che se ne lasciano influenzare, così ho ripreso a volermi bene.

Che cos’è la bellezza? E che peso ha nella tua vita? La bellezza spesso aiuta, inutile negarlo, ma nessuno è brutto, tutti abbiamo qualcosa che ci rende unici e quindi belli. Ma con una buona faccia ci vuole anche una buona testa, se non hai quella arrivi poco lontano. Nella mia vita, ha contato molto in alcune occasioni, ma in tutto quello che mi sono guadagnata poco. Ho studiato,(e studio), mi sono sempre data da fare al 101%, senza mai credere di essere migliore di altri, anzi, spesso ho cadute di autostima!

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Qual è la figura maschile o femminile che più rappresenta il tuo ideale di bellezza e perché? Non ne ho uno in particolare potrei citarne milioni. Sophia Loren, puteolana come me; Nicole Kidman perché mi ha fatto sognare con l’interpretazione in “Moulin Rouge!”; la Sandrelli perché la stimo e apprezzo che a differenza di molti attori e attrici non sia super rifatta e continui a mantenere una bellezza unica. Per i maschili ce ne sono alcuni ma preferisco i tratti mediterranei, magari capelli ricci, occhi verdi..

Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? Vorrei abbattere tutte le barriere, vorrei che per una volta fossimo guardate in fila da una taglia 40 a una 60 con gli stessi occhi senza pregiudizi, ma ricchi di ammirazione.

Qual è la curva che ami di più del tuo corpo? Perché? Ma non saprei, credo le gambe lunghe però!

Se ti dico Curvy Pride qual è la prima cosa che ti viene in mente? Mi viene in mente la frase “al mio segnale, scatenate l’inferno” con tutte pronte per correre per le piazze e lanciare palloncini in aria con la scritta “CURVY PRIDE”…

Una frase che ti rappresenta?Si vive una sola volta e viviamocela bene“.

 

L’ASSOCIAZIONE CURVY PRIDE CERCA CURVY PRIDE POINT IN TUTTA ITALIA!

L’Associazione CURVY PRIDE cerca CURVY PRIDE POINT in tutta ITALIA!

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L’Associazione CURVY PRIDE promuove la cultura della pluralità dei modelli di bellezza e vuole diffondere il suo messaggio su tutto il territorio nazionale.

Gestisci un esercizio commerciale? Condividi la cultura della pluralità dei modelli di bellezza?  Vuoi lanciare un messaggio a Donne e Uomini sul diritto di essere felici a prescindere dalla taglia che si indossa? Sostieni la lotta contro i disturbi del comportamento alimentare?

Allora, cosa aspetti! Diventa un CURVY PRIDE POINT!

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L’Associazione CURVY PRIDE cerca negozi di abbigliamento, bar, caffetterie, librerie, lidi balnearishowroom, parrucchieri, pasticcerie, scuole di danza, ecc. gestiti da persone che condividano i valori dell’Associazione e desiderino essere un punto di riferimento per donne e uomini intenzionati a riappropriarsi del rapporto con il proprio corpo senza essere condizionati dal giudizio degli altri per vivere con gioia e pienezza la propria vita.

L’obiettivo è creare dei punti di incontro “fisici” e non più solo “virtuali” dove conoscersi, scambiarsi idee e consigli, organizzare corsi ed eventi, … vivere!

Allora, cosa aspetti! Diventa un CURVY PRIDE POINT!

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Chi può diventare un CURVY PRIDE POINT? Qualsiasi tipologia di esercizio commerciale che condivida i valori dell’Associazione CURVY PRIDE e sottoscriva LA FILOSOFIA DEL QUI.

Cos’è la FILOSOFIA DEL QUI? E’ il decalogo redatto dall’Associazione Curvy Pride a cui ogni esercizio commerciale deve attenersi:

       Filosofia del QUI (decalogo)

  • QUI la bellezza non ha taglia;
  • QUI si sostiene la lotta contro i disturbi del comportamento alimentare;
  • QUI ogni persona è unica, speciale;
  • QUI gli stereotipi non possono entrare;
  • QUI si lavora per l’autostima e si nutre l’orgoglio;
  • QUI non è il peso a definire chi siamo e a influenzare i nostri giudizi;
  • QUI si osa;
  • QUI prima si sorride, poi si saluta;
  • QUI accettarsi è una parola da scrivere insieme;
  • QUI puoi sostenere il progetto CURVY PRIDE ed esserne protagonista!

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Dove trovo il CURVY PRIDE POINT più vicino a me? L’elenco dei CURVY PRIDE POINT è disponibile sul sito www.curvypride.it

Quanti CURVY PRIDE POINT è possibile trovare in ogni città? Nei piccoli centri un solo esercizio commerciale; nei centri medi 1/2 esercizi commerciali per quadrante/municipio (a insindacabile discrezione dell’Associazione CURVY PRIDE).

Cosa è possibile fare nei CURVY PRIDE POINT? Nei CURVY PRIDE POINT sarà possibile iscriversi all’Associazione Curvy Pride, ritirare la maglietta del CURVY PRIDE e organizzare insieme all’Associazione CURVY PRIDE eventi e manifestazioni ufficiali.

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Come si richiede di diventare un CURVY PRIDE POINT? E’ semplicissimo: basta scrivere a curvypride@gmail.com indicando i recapiti e la denominazione dell’attività. Verrai subito ricontattato!

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