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#MyCurvyPride: CHIARA MASSARIELLO

Chi sei? Sono Chiara Massariello, ho 21 anni e vengo da Roma, studio all’Università La Sapienza, all’indirizzo ” Scienze del Turismo”.

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Che cos’è per te Curvy Pride? Per me Curvy Pride è un’associazione che dà spazio a chi nella vita ha sempre avuto problemi per via della fisicità “oltre gli standard comuni”. È un trampolino di lancio per chi si è sempre nascosto per paura di essere giudicato dal mondo esterno. E’ in qualche modo una rivoluzione, una speranza per chi vorrebbe vedere l’ambito della moda e delle persone ” cattive” cambiare.

Ti sei mai sentita discriminata per la tua fisicità? Assolutamente sì. Oltre ad essere abbondante sono anche molto alta. Quindi per me, tra la gente, lo spazio è sempre stato ridotto.

Come hai reagito? Ho reagito, imparando ad amarmi. Imparando a non sentire più nessuna provocazione per far sì che non ne diventasse una malattia. Ho reagito cercando di essere consapevole del fatto che probabilmente con qualche kg in meno qualcosa sarebbe cambiato.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Ho perso tanti chili, ora sto meglio con tutto ciò che mi circonda. Ma resto comunque formosa e fierissima di esserlo. Adesso mi apprezzo non solo per l’aspetto esteriore, ma anche per il lavoro che ho fatto su me stessa.

Che cos’è la bellezza? La bellezza! Come dice un proverbio “anche l’occhio vuole la sua parte”; ma non per questo bisogna fermarsi solo all’aspetto esteriore. Devi essere bello soprattutto dentro. La bellezza è saper dare senza la pretesa di ricevere, è saper ascoltare e capire, anche le situazioni difficili, saper non giudicare. Nella mia vita la bellezza è comunque un elemento importante, poiché amo essere sempre sistemata nella semplicità. La bellezza è un elemento che nelle persone deve esserci sempre, che non diventi un elemento fondamentale per l’aspetto esteriore, ma bensì che lo diventi per l’aspetto interiore.

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Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso Curvy Revolution? Sicuramente vorrei cambiare il pensiero della gente nei confronti della nostra “categoria”, evitare discriminazioni inutili e essere inserite nella società più di come siamo inserite adesso.

Qual è la parte che ami più del tuo corpo? Perché? Sarà sicuramente scontato e banale, ma sicuramente la curva che più preferisco è il sorriso. Segna la vittoria dopo una serie di sconfitte, la voglia di continuare a combattere per i propri ideali. Ma soprattutto la gioia di andare da chi ti ha ferito, discriminato e banalizzato e dirgli: “Nonostante tutto ce l’ho fatta”.

Se ti dico Curvy Pride qual è la prima cosa che ti viene in mente? Rivoluzione.

Una frase che ti rappresenta? “A volte devi cadere prima di poter volare”.

MyCurvyPride: GEORGIA DE OLIVEIRA

Chi sei? Sono Georgia de Oliveira, ho 28 anni, sono Brasiliana ma vivo a Roma.

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Che cos’è per te Curvy Pride? Curvy Pride per me è la voce delle vere donne stanche di essere giudicate da altre persone solo per la loro esteriorità e rotondità… È il far valere il nostro diritto di essere belle così come siamo.

Ti sei mai sentita discriminata per la tua fisicità? Tantissime volte.

Come hai reagito? Ho sempre reagito con l’ironia. Ho capito che prendermi in giro da sola… fare qualche battuta sui miei difetti o anche dar ragione a ciò che dicevano era una ottima forma di autodifesa. Accertarmi così come sono e trasmettere questa cosa a chi mi giudicava o faceva battute infelici sul mio fisico li sconcertava e non avevano più spunti per ferirmi.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Da quando ho vinto nel 2014 Miss Bella in Carne, ho iniziato ad apprezzarmi… a guardarmi con altri occhi..

Che cos’è la bellezza? E che peso ha nella tua vita? La bellezza ha tante sfumature, quindi non so dirti per certo cosa sia… è più un stato d’animo che un dettaglio fisico. Nella mia vita conta tanto, tengo alla mia immagine e so che il primo passo per farmi vedere bella è accettare ciò che ho di fronte quando mi guardo allo specchio.

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Qual è la figura maschile o femminile che più rappresenta il tuo ideale di bellezza e perché? Sono da sempre innamorata della intramontabile eleganza di Dita Von Teese, mi piace il suo modo di essere delicata e femminile, sexy non essendo mai volgare.

Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? La mentalità delle persone. Vorrei che le nuove generazioni capissero che si può essere felici indipendente dal loro fisico.

Qual è la curva che ami di più del tuo corpo? Perché? Amo tutto il mio corpo, ho una certa stima per il mio sedere… ahahahah!! Potrei anche essere banale la curva che amo di più è il sorriso, il mio sorriso è sempre sincero e anche le persone lo notano.

Se ti dico Curvy Pride qual è la prima cosa che ti viene in mente? L’amore proprio e la voglia di cambiare.

Una frase che ti rappresenta? “Le cose belle insegnano ad amare la vita, quelle brutte a saperla vivere.”

 

A TORINO il nostro nuovo CURVY PRIDE POINT: TEC ABBIGLIAMENTO!

Mauro Tidona è il titolare del nostro nuovo Curvy Pride Point: TEC ABBIGLIAMENTO  a Torino.

Mauro è una persona molto disponibile, affabile e simpatica ed è professionista nel campo dell’abbigliamento curvy (il suo negozio offre un ampio assortimento, fino alla taglia 72).

Benvenuto tra noi Mauro!!

Mauro, come hai iniziato? La mia famiglia ha acquistato il negozio nel 1991. Dal 1993, dopo un primo anno di apprendistato post diploma e assolti gli obblighi di leva, ho cominciato a lavorarci anch’io, facendo coesistere le ore in negozio con quelle trascorse nelle aule universitarie.

Cosa ami del tuo lavoro? Amo la non ripetitività delle giornate e la specificità del contesto: l’abbigliamento. Se avessi ereditato una ferramenta mi sarei disperato, incapace come sono a svolgere lavori manuali! All’abbigliamento ero già interessato da ragazzino, instradato da mio padre che era rappresentante d’abbigliamento. Mi piace il contatto con le persone. Mi piace osservare i miei clienti uscire felici dal negozio perché sono riuscito a soddisfare i loro desideri.

La soddisfazione più grande da quando lavori? Sono principalmente due. Aver resistito alle serie ondate di crisi che hanno ripetutamente imperversato sul commercio al dettaglio senza aver mai rinunciato ad alcun collaboratore ed essere riuscito a creare un solido punto di riferimento per le Curvy di tutte le taglie del Piemonte e non solo.

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Quali sono le differenze tra uomini e donne durante lo … shopping? Le donne tendono a decidere molto più da sole. Se sono accompagnate da parenti e/o amiche ascoltano i consigli e suggerimenti, ma alla fine decidono sempre tra “donne”! Per un uomo, invece, l‘arrivo in negozio in compagnia significa spessissimo che l’acquisto sarà sottoposto al parere “abbastanza” vincolante di moglie-fidanzata-sorella-amica.

Qual è il consiglio che rivolgi sempre alla tua clientela femminile? Di acquistare capi di buona qualità e che possono utilizzare per più di una stagione, non solamente legati alla moda che vige al momento.

E a quella maschile? Non dimenticare mai di coniugare il gusto personale con la comodità e la vestibilità.

A cosa una donna non deve mai rinunciare? Camicetta bianca, tubino nero, trench tinta neutra o scura, scarpa tacco 7-8 (non ancora assassino, abbastanza portabile, ma che slancia già la gamba e di conseguenza la figura).

E un uomo? Una blazer e uno scollo a V blu (lana per l’inverno, cotone per l’estate), una camicia o polo celeste chiaro (non tutti gli uomini stanno bene con il bianco e, rispetto alle donne, possono giocare meno con il trucco) e un overjacket impermeabilizzato con interno staccabile (uso 4 stagioni).

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Offri anche soluzioni per la cerimonia? Sì, svariate! La maggior parte delle soluzioni per la cerimonia possono essere utilizzate anche in altre occasioni. Questa è una delle richieste che i miei clienti mi sottopongono con maggior frequenza.

Perché hai deciso di diventare un Curvy Pride Point? Perché ho avuto modo di apprezzare le attività di Curvy Pride. Mettere al centro la persona e la sua unicità è anche la nostra filosofia lavorativa e di vita.

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Se dico DONNA? La prima e miglior riuscita meraviglia del mondo, bellezza ed enigma insieme.

E se dico UOMO? Il suo – si spererebbe ! – degno e affidabile contraltare.

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TEC ABBIGLIAMENTO

Via Vandalino, 37/a – 10141 TORINO

Tel. 011 72.01.91 – tec.abbigliamento@libero.it

 

NON TUTTE LE BIMBE SONO BELLE

5-13 ANNI… Milla Luna

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La più grande disgrazia di una bimba in carne è andare a scuola dalle suore.
Per carità non generalizziamo, ci sono suorine adorabili ma quelle che mi hanno accompagnato durante le elementari e le medie non appartengono a questa categoria. Durante le recite il mio ruolo fisso era il coro, potevano far fare l’angioletto a una bambina grassa? Assolutamente no! E Maria nel presepe vivente? Macchè! Maria era bionda e con gli occhi azzurri lo sanno tutti! E stai attenta a correre, che se cadi con quanto sei cicciona ti massacri, non scavalcare la ringhiera che non sei agile! E nelle foto scolastiche, impeccabilmente in divisa, sempre dietro a tutti perchè sei alta e ingombrante.

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Non so se fu per il continuo essere messa al centro dell’attenzione per la mia statura o le mie misure extra-ordinarie (a 10 anni ero 1 e 67 per non so quanti kg e 39 di piede), per il mio mento pronunciato a causa di un progenismo congenito, fatto sta che dalla terza elementare i miei compagni di classe mi presero in odio tale da rendere impossibile la mia vita scolastica, nonostante fossi intelligente, non rendevo e avevo paura di andare a scuola visto che non sapevo mai quali cattiverie e umiliazioni mi attendevano.

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Sognavo a occhi aperti di svegliarmi un giorno magra, bionda e con gli occhi azzurri con tutti i miei compagni di scuola che finalmente mi volevano bene. Cercavo di assentarmi da scuola il più possibile, adducendo mal di testa o mal di pancia, mia madre credeva che fossero scuse per non fare il mio dovere e spesso c’erano litigi e pianti. Quando presi la licenza di terza media, ricordo che feci di volata tutti i piani dell’istituto che mi aveva tanto fatto soffrire, chiusi di schianto la porta alle mie spalle senza salutare nessuno, e non tornai più, mai più.

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Milla Luna condividerà con noi le sue emozioni, i suoi ricordi, parte della sua vita. Un gesto generoso, il regalare se stessi agli altri per aiutare ed essere aiutati.

Leggete anche l’articolo MANGIA PICCINA MANGIA

 

 

#MyCurvyPride: ANNALISA BELLINI

Chi sei? Mi chiamo Annalisa.

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Che cos’è per te Curvy Pride? Per me Curvy Pride ha tanti significati. E’ un mezzo per aiutarci ad amare noi stesse. Ed è anche un mezzo per scoprire, conoscere, comunicare e anche instaurare bellissimi rapporti e amicizie  con persone che come te lottano per accettare e amare se stessi così come sono e con chi condivide con te eventi in ambito “curvy” appunto.

Ti sei mai sentita discriminata per la tua fisicità? Si, al liceo ho subito bullismo.

Come hai reagito? Essendo in adolescenza, ancora “acerba” su come  comportarmi e come reagire a certe determinate cose ed essendo una ragazza molto sensibile ed emotiva, beh sono stata molto male.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Con l’aiuto di famiglia, amici e soprattutto il mio. Sì perché dopo anni in cui cammini a testa bassa per paura di essere derisa arrivi a un certo punto che dici “basta, non ti manca nulla amati come sei fregatene dei pregiudizi”.

Che cos’è la bellezza? E che peso ha nella tua vita? La bellezza per me non è solo l’avere begli occhi, un bel viso, un bel corpo e via dicendo. La vera bellezza è quello che abbiamo dentro e che esterniamo. Per me ha un peso maggiore più la bellezza interna che quella esterna.

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Qual è la figura maschile o femminile che più rappresenta il tuo ideale di bellezza e perché? Sinceramente, persone che io stimo e che devono essere prese come un esempio sono tutte quelle persone che hanno deciso di cambiare totalmente la loro vita trasformandosi da donna a uomo è viceversa. E che nonostante tutti gli insulti che ricevono se ne fregano perché sono felici e bene con loro stessi .

Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? Vorrei che tutte le ragazze/ragazzi e adulti, sia donne che uomini, escano di casa e che con l’aiuto di altre persone cambino pagina per aprirne un’altra ancora più bella ricca di emozioni bellissime.

Qual è la curva che ami di più del tuo corpo? Perché? Mah fatemi pensare. . Diciamo fianchi perché mi danno più il senso di “Giunonità

Una frase che ti rappresenta? “Don’t listen to a word They say ‘cause life is beautiful that way”… In poche parole: non ascoltare quello che la gente dice perché la vita è bella “…

 

TAMARA: la sua infanzia e la sua rivincita!

Ciao Ragazze, questa è la mia storia.

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Per anni, fin da quando ero una bambina, ho provato sempre disagio e sconforto nell’essere una ragazza, oggi ‘curvy’, ma in passato chiamata ‘cicciona’

Anche quando andavo al mercato con la mia nonna, le sue amiche mi chiamavano così…

Ho dovuto sempre giustificarmi davanti alla gente per quella che ero, dicendo agli altri ed a me stessa che “ciò che conta è quello che sei dentro”…
Quante paranoie e pianti perché venivo chiusa negli armadi dai miei compagni di scuola..

Tutte voi, che siete cresciute con me e la mia generazione, la difficoltà che si aveva nel vestirsi e sentirsi belle come gli stereotipi di modelle, in auge in quegli anni…

Tutto questo mi ha fatto crescere e prendere consapevolezza di ciò che sono, particolare che da ragazzina mi sfuggiva, ed a imparare ad accettarmi ed amarmi per come sono: con le mie curve, la mia “ciccia” e la mia cellulite.

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Voglio condividere con voi il progetto #beautifulcurvy, al quale ho avuto l’onore di partecipare.

Il progetto sostiene e aiuta tutte le persone che devono prendere ancora questa consapevolezza: “amiamoci per come siamo!!!”

Barbara Christmann dice che la curva più bella è il nostro sorriso… Beh qua noi sorridiamo tutte!!!

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MONICA BURRASCHINI e le sue passioni: il gruppo CURVY RE-LOVE-TION e la FOTOGRAFIA!

Monica, ti conosciamo come la “colonna portante” del gruppo CURVY RE-LOVE-TION. Potresti riassumere in poche parole cos’è e di quali tematiche si occupa? Curvy ReLOVEtion è un gruppo nato con l’intenzione di accogliere donne di ogni fisicità, ma si rivolge ovviamente e principalmente a donne con le curve con lo scopo di insegnare loro ad accettarsi.
Spesso ho avuto modo di conoscere donne con gravi insicurezze e con un vissuto molto problematico a causa del peso, del rapporto conflittuale con il proprio corpo in relazione alla società in cui viviamo, in cui GRASSO sembra significare brutto, sbagliato, inadeguato.

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Perché sono presenti solo donne nel gruppo? Sono presenti solo donne perché il gruppo è nato come un salotto in cui conversare in modo molto intimo e confidenziale. Spesso ci capita di condividere storie toccanti, problematiche legate alle relazioni o più semplicemente foto in cui veniamo ritratte “senza filtro”, cosa che spesso ci riesce difficile in presenza di uomini. Cerchiamo di tutelare questa piccola oasi tutta al femminile per avere sempre un posto sicuro dove stare fra Amiche.

Quanto impegno richiede la gestione di un gruppo così intimo e profondamente emozionale? Il gruppo è stato voluto e creato da un’altra ragazza che ben presto si è dovuta avvalere della collaborazione di altre due persone per la gestione, fra le quali anch’io. Nel giro di un anno mi sono ritrovata come unica amministratrice mentre il gruppo cresceva giorno dopo giorno. L’impegno e la costanza per portarlo avanti sono stati davvero tanti. Gestire un gruppo di più di 500 donne (DIVENTATE OGGI CIRCA 800) non è stato sempre semplice, ha comportato una componente emozionale molto forte e un’attenzione continua, 24 ore su 24.
Fortunatamente “Il Gruppo” è sempre stato molto coeso, ragazze che come me sono entrate a farne parte fin dall’inizio mi hanno sempre aiutata nella gestione, proponendo spesso nuove idee. Esiste infatti un regolamento che aiuta tutte a vivere all’interno di Curvy ReLOVEtion con partecipazione, continuità ed interesse con giorni a tema e argomenti con cadenze settimanali. Fra tutte le persone che mi hanno affiancata ho scelto di “ufficializzare” il ruolo di due in particolare per starmi accanto come amministratrici. Con Erica Cavaliere e Valentina Trovato c’è stato immediatamente affiatamento e sintonia e il gruppo è decollato.

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Quanto è importante l’aiuto reciproco per imparare ad amarsi? Io credo che sia FONDAMENTALE. Parlando della mia esperienza, in Curvy ReLOVEtion ho trovato una cura a tante delle mie problematiche. Amarsi non è semplice, anche dopo anni di quotidiano impegno, ci sono giorni in cui guardarsi allo specchio diventa difficile e doloroso. Condividere il nostro malessere, esteriorizzare il nostro senso di inadeguatezza, il nostro sentirci discriminate è tanto faticoso quanto terapeutico. Nel gruppo non c’è giorno in cui non ci sia qualcuno pronto a sostenerti, che capisce perfettamente quello che provi, che sta vivendo o ha vissuto la stessa sensazione. C’è sempre, SEMPRE, un’altra donna pronta a tenderti la mano.

Cosa ti spinge a continuare e a infonderci tanto amore e dedizione? Rispondere a questa domanda non è semplice… forse perché sento fortissimo il senso di appartenenza a questa che è diventata una famiglia. Non mi sento  leader ma parte del gruppo. Spesso uso la frase “vi mando un abbraccio che vi prende tutte” ed è così che realmente vivo la quotidianità di questo posto, sento il calore di  un abbraccio virtuale che infonde forza e coraggio, a me per prima.
Poi ho incontrato persone davvero incredibili, ho instaurato amicizie di un’intensità impensabile. Alcune le ho conosciute di persona, altre le incontrerò prima o poi. Sono doni impagabili, un regalo che la vita mi ha offerto.

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Però, Monica, non sei solo “CURVY RE-LOVE-TION”. Qual è la tua professione? Esatto. La mia professione in realtà è sempre legata alle emozioni e ho la fortuna di lavorare con un mezzo in grado di trasmetterle. Sono una fotografa. Da 5 anni faccio parte dello studio FLASH ARTE, con Lorena Cabrelle che coltiva questo progetto da 15.  Ci occupiamo di fotografia a 360° ma principalmente siamo fotografe matrimonialiste.

Cosa ami della tua professione? Amo il potere straordinario di creare ricordi, di cogliere sfumature e dettagli e di renderli tangibili. Amo il contatto con le persone e il poter vivere da vicino eventi emozionanti come il matrimonio. Amo riuscire a trasmettere attraverso la fotografia ciò che vedo e che soprattutto “sento”.

La soddisfazione più grande da quando lavori? La soddisfazione più grande è sicuramente quella di ARRIVARE alle persone. Un episodio avvenuto proprio qualche settimana fa è stato quello in cui la sposa, a fine giornata, ci ha congedate abbracciandoci in lacrime, commossa per la gioia di aver scelto noi. Non smetteva di ripetere che avrebbe fatto carte false per averci nel Loro giorno perché (testuali parole) abbiamo un qualcosa di speciale che non sapeva definire, ma che si sente, si avverte. Siamo tornate a casa stanchissime, come sempre, ma con il cuore pieno.

Consigli per una coppia di sposi alla ricerca del fotografo giusto? Oltre ad un discorso di competenze (noi siamo fotografe certificate ANFM, Associazione Nazionale Fotografi Matrimonialisti), credo che sia fondamentale affidarsi a qualcuno che sia fortemente empatico e che sappia osservare non solo con gli occhi. Una giornata come quella del proprio matrimonio è carica di emozioni, ma anche di dettagli, di attimi, di gesti, di sorrisi che durano pochi istanti. Quello che noi facciamo è ESSERCI in quei momenti.

Una foto che non deve mai mancare come ricordo del proprio matrimonio? Una delle foto che non ci facciamo mai mancare è lo sguardo dello sposo all’ingresso della futura moglie. In quel momento l’attenzione è focalizzata sulla sposa, tutti stanno guardando lei avanzare con il cuore in gola. Noi amiamo dare spazio anche all’emozione dello sposo, che spesso ha un’espressione che è un mix di gioia, stupore, adorazione, agitazione, timore, innamoramento, commozione, tensione, e mille altre sensazioni che si ripeterà raramente nella vita (o perlomeno non con tutte queste emozioni insieme). 

Un consiglio speciale per una sposa curvy affinché resti innamorata delle immagine delle sue nozze? Io consiglio a tutte le spose e in particolare alle spose curvy di godersi la giornata senza pensare a null’altro che alla propria felicità. Non fatevi problemi per il vestito o il trucco o l’acconciatura. Vi dovete sentire belle, per voi stesse. Se sentite di essere esattamente come desiderate allora dimenticate qualsiasi possibile giudizio. Il vostro sorriso sarà il sole dell’intera giornata, anche nelle fotografie!

Per concludere. Monica, se dico DONNA? Donna. Che incredibile meraviglioso universo. Donna, guerriera sensibile. Tutto il resto è dentro ognuna di noi. 

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