NON TUTTE LE BIMBE SONO BELLE

5-13 ANNI… Milla Luna

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La più grande disgrazia di una bimba in carne è andare a scuola dalle suore.
Per carità non generalizziamo, ci sono suorine adorabili ma quelle che mi hanno accompagnato durante le elementari e le medie non appartengono a questa categoria. Durante le recite il mio ruolo fisso era il coro, potevano far fare l’angioletto a una bambina grassa? Assolutamente no! E Maria nel presepe vivente? Macchè! Maria era bionda e con gli occhi azzurri lo sanno tutti! E stai attenta a correre, che se cadi con quanto sei cicciona ti massacri, non scavalcare la ringhiera che non sei agile! E nelle foto scolastiche, impeccabilmente in divisa, sempre dietro a tutti perchè sei alta e ingombrante.

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Non so se fu per il continuo essere messa al centro dell’attenzione per la mia statura o le mie misure extra-ordinarie (a 10 anni ero 1 e 67 per non so quanti kg e 39 di piede), per il mio mento pronunciato a causa di un progenismo congenito, fatto sta che dalla terza elementare i miei compagni di classe mi presero in odio tale da rendere impossibile la mia vita scolastica, nonostante fossi intelligente, non rendevo e avevo paura di andare a scuola visto che non sapevo mai quali cattiverie e umiliazioni mi attendevano.

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Sognavo a occhi aperti di svegliarmi un giorno magra, bionda e con gli occhi azzurri con tutti i miei compagni di scuola che finalmente mi volevano bene. Cercavo di assentarmi da scuola il più possibile, adducendo mal di testa o mal di pancia, mia madre credeva che fossero scuse per non fare il mio dovere e spesso c’erano litigi e pianti. Quando presi la licenza di terza media, ricordo che feci di volata tutti i piani dell’istituto che mi aveva tanto fatto soffrire, chiusi di schianto la porta alle mie spalle senza salutare nessuno, e non tornai più, mai più.

Milla Luna

Milla Luna condividerà con noi le sue emozioni, i suoi ricordi, parte della sua vita. Un gesto generoso, il regalare se stessi agli altri per aiutare ed essere aiutati.

Leggete anche l’articolo MANGIA PICCINA MANGIA

 

 

#MyCurvyPride: ANNALISA BELLINI

Chi sei? Mi chiamo Annalisa.

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Che cos’è per te Curvy Pride? Per me Curvy Pride ha tanti significati. E’ un mezzo per aiutarci ad amare noi stesse. Ed è anche un mezzo per scoprire, conoscere, comunicare e anche instaurare bellissimi rapporti e amicizie  con persone che come te lottano per accettare e amare se stessi così come sono e con chi condivide con te eventi in ambito “curvy” appunto.

Ti sei mai sentita discriminata per la tua fisicità? Si, al liceo ho subito bullismo.

Come hai reagito? Essendo in adolescenza, ancora “acerba” su come  comportarmi e come reagire a certe determinate cose ed essendo una ragazza molto sensibile ed emotiva, beh sono stata molto male.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Con l’aiuto di famiglia, amici e soprattutto il mio. Sì perché dopo anni in cui cammini a testa bassa per paura di essere derisa arrivi a un certo punto che dici “basta, non ti manca nulla amati come sei fregatene dei pregiudizi”.

Che cos’è la bellezza? E che peso ha nella tua vita? La bellezza per me non è solo l’avere begli occhi, un bel viso, un bel corpo e via dicendo. La vera bellezza è quello che abbiamo dentro e che esterniamo. Per me ha un peso maggiore più la bellezza interna che quella esterna.

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Qual è la figura maschile o femminile che più rappresenta il tuo ideale di bellezza e perché? Sinceramente, persone che io stimo e che devono essere prese come un esempio sono tutte quelle persone che hanno deciso di cambiare totalmente la loro vita trasformandosi da donna a uomo è viceversa. E che nonostante tutti gli insulti che ricevono se ne fregano perché sono felici e bene con loro stessi .

Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? Vorrei che tutte le ragazze/ragazzi e adulti, sia donne che uomini, escano di casa e che con l’aiuto di altre persone cambino pagina per aprirne un’altra ancora più bella ricca di emozioni bellissime.

Qual è la curva che ami di più del tuo corpo? Perché? Mah fatemi pensare. . Diciamo fianchi perché mi danno più il senso di “Giunonità

Una frase che ti rappresenta? “Don’t listen to a word They say ‘cause life is beautiful that way”… In poche parole: non ascoltare quello che la gente dice perché la vita è bella “…

 

TAMARA: la sua infanzia e la sua rivincita!

Ciao Ragazze, questa è la mia storia.

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Per anni, fin da quando ero una bambina, ho provato sempre disagio e sconforto nell’essere una ragazza, oggi ‘curvy’, ma in passato chiamata ‘cicciona’

Anche quando andavo al mercato con la mia nonna, le sue amiche mi chiamavano così…

Ho dovuto sempre giustificarmi davanti alla gente per quella che ero, dicendo agli altri ed a me stessa che “ciò che conta è quello che sei dentro”…
Quante paranoie e pianti perché venivo chiusa negli armadi dai miei compagni di scuola..

Tutte voi, che siete cresciute con me e la mia generazione, la difficoltà che si aveva nel vestirsi e sentirsi belle come gli stereotipi di modelle, in auge in quegli anni…

Tutto questo mi ha fatto crescere e prendere consapevolezza di ciò che sono, particolare che da ragazzina mi sfuggiva, ed a imparare ad accettarmi ed amarmi per come sono: con le mie curve, la mia “ciccia” e la mia cellulite.

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Voglio condividere con voi il progetto #beautifulcurvy, al quale ho avuto l’onore di partecipare.

Il progetto sostiene e aiuta tutte le persone che devono prendere ancora questa consapevolezza: “amiamoci per come siamo!!!”

Barbara Christmann dice che la curva più bella è il nostro sorriso… Beh qua noi sorridiamo tutte!!!

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MONICA BURRASCHINI e le sue passioni: il gruppo CURVY RE-LOVE-TION e la FOTOGRAFIA!

Monica, ti conosciamo come la “colonna portante” del gruppo CURVY RE-LOVE-TION. Potresti riassumere in poche parole cos’è e di quali tematiche si occupa? Curvy ReLOVEtion è un gruppo nato con l’intenzione di accogliere donne di ogni fisicità, ma si rivolge ovviamente e principalmente a donne con le curve con lo scopo di insegnare loro ad accettarsi.
Spesso ho avuto modo di conoscere donne con gravi insicurezze e con un vissuto molto problematico a causa del peso, del rapporto conflittuale con il proprio corpo in relazione alla società in cui viviamo, in cui GRASSO sembra significare brutto, sbagliato, inadeguato.

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Perché sono presenti solo donne nel gruppo? Sono presenti solo donne perché il gruppo è nato come un salotto in cui conversare in modo molto intimo e confidenziale. Spesso ci capita di condividere storie toccanti, problematiche legate alle relazioni o più semplicemente foto in cui veniamo ritratte “senza filtro”, cosa che spesso ci riesce difficile in presenza di uomini. Cerchiamo di tutelare questa piccola oasi tutta al femminile per avere sempre un posto sicuro dove stare fra Amiche.

Quanto impegno richiede la gestione di un gruppo così intimo e profondamente emozionale? Il gruppo è stato voluto e creato da un’altra ragazza che ben presto si è dovuta avvalere della collaborazione di altre due persone per la gestione, fra le quali anch’io. Nel giro di un anno mi sono ritrovata come unica amministratrice mentre il gruppo cresceva giorno dopo giorno. L’impegno e la costanza per portarlo avanti sono stati davvero tanti. Gestire un gruppo di più di 500 donne (DIVENTATE OGGI CIRCA 800) non è stato sempre semplice, ha comportato una componente emozionale molto forte e un’attenzione continua, 24 ore su 24.
Fortunatamente “Il Gruppo” è sempre stato molto coeso, ragazze che come me sono entrate a farne parte fin dall’inizio mi hanno sempre aiutata nella gestione, proponendo spesso nuove idee. Esiste infatti un regolamento che aiuta tutte a vivere all’interno di Curvy ReLOVEtion con partecipazione, continuità ed interesse con giorni a tema e argomenti con cadenze settimanali. Fra tutte le persone che mi hanno affiancata ho scelto di “ufficializzare” il ruolo di due in particolare per starmi accanto come amministratrici. Con Erica Cavaliere e Valentina Trovato c’è stato immediatamente affiatamento e sintonia e il gruppo è decollato.

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Quanto è importante l’aiuto reciproco per imparare ad amarsi? Io credo che sia FONDAMENTALE. Parlando della mia esperienza, in Curvy ReLOVEtion ho trovato una cura a tante delle mie problematiche. Amarsi non è semplice, anche dopo anni di quotidiano impegno, ci sono giorni in cui guardarsi allo specchio diventa difficile e doloroso. Condividere il nostro malessere, esteriorizzare il nostro senso di inadeguatezza, il nostro sentirci discriminate è tanto faticoso quanto terapeutico. Nel gruppo non c’è giorno in cui non ci sia qualcuno pronto a sostenerti, che capisce perfettamente quello che provi, che sta vivendo o ha vissuto la stessa sensazione. C’è sempre, SEMPRE, un’altra donna pronta a tenderti la mano.

Cosa ti spinge a continuare e a infonderci tanto amore e dedizione? Rispondere a questa domanda non è semplice… forse perché sento fortissimo il senso di appartenenza a questa che è diventata una famiglia. Non mi sento  leader ma parte del gruppo. Spesso uso la frase “vi mando un abbraccio che vi prende tutte” ed è così che realmente vivo la quotidianità di questo posto, sento il calore di  un abbraccio virtuale che infonde forza e coraggio, a me per prima.
Poi ho incontrato persone davvero incredibili, ho instaurato amicizie di un’intensità impensabile. Alcune le ho conosciute di persona, altre le incontrerò prima o poi. Sono doni impagabili, un regalo che la vita mi ha offerto.

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Però, Monica, non sei solo “CURVY RE-LOVE-TION”. Qual è la tua professione? Esatto. La mia professione in realtà è sempre legata alle emozioni e ho la fortuna di lavorare con un mezzo in grado di trasmetterle. Sono una fotografa. Da 5 anni faccio parte dello studio FLASH ARTE, con Lorena Cabrelle che coltiva questo progetto da 15.  Ci occupiamo di fotografia a 360° ma principalmente siamo fotografe matrimonialiste.

Cosa ami della tua professione? Amo il potere straordinario di creare ricordi, di cogliere sfumature e dettagli e di renderli tangibili. Amo il contatto con le persone e il poter vivere da vicino eventi emozionanti come il matrimonio. Amo riuscire a trasmettere attraverso la fotografia ciò che vedo e che soprattutto “sento”.

La soddisfazione più grande da quando lavori? La soddisfazione più grande è sicuramente quella di ARRIVARE alle persone. Un episodio avvenuto proprio qualche settimana fa è stato quello in cui la sposa, a fine giornata, ci ha congedate abbracciandoci in lacrime, commossa per la gioia di aver scelto noi. Non smetteva di ripetere che avrebbe fatto carte false per averci nel Loro giorno perché (testuali parole) abbiamo un qualcosa di speciale che non sapeva definire, ma che si sente, si avverte. Siamo tornate a casa stanchissime, come sempre, ma con il cuore pieno.

Consigli per una coppia di sposi alla ricerca del fotografo giusto? Oltre ad un discorso di competenze (noi siamo fotografe certificate ANFM, Associazione Nazionale Fotografi Matrimonialisti), credo che sia fondamentale affidarsi a qualcuno che sia fortemente empatico e che sappia osservare non solo con gli occhi. Una giornata come quella del proprio matrimonio è carica di emozioni, ma anche di dettagli, di attimi, di gesti, di sorrisi che durano pochi istanti. Quello che noi facciamo è ESSERCI in quei momenti.

Una foto che non deve mai mancare come ricordo del proprio matrimonio? Una delle foto che non ci facciamo mai mancare è lo sguardo dello sposo all’ingresso della futura moglie. In quel momento l’attenzione è focalizzata sulla sposa, tutti stanno guardando lei avanzare con il cuore in gola. Noi amiamo dare spazio anche all’emozione dello sposo, che spesso ha un’espressione che è un mix di gioia, stupore, adorazione, agitazione, timore, innamoramento, commozione, tensione, e mille altre sensazioni che si ripeterà raramente nella vita (o perlomeno non con tutte queste emozioni insieme). 

Un consiglio speciale per una sposa curvy affinché resti innamorata delle immagine delle sue nozze? Io consiglio a tutte le spose e in particolare alle spose curvy di godersi la giornata senza pensare a null’altro che alla propria felicità. Non fatevi problemi per il vestito o il trucco o l’acconciatura. Vi dovete sentire belle, per voi stesse. Se sentite di essere esattamente come desiderate allora dimenticate qualsiasi possibile giudizio. Il vostro sorriso sarà il sole dell’intera giornata, anche nelle fotografie!

Per concludere. Monica, se dico DONNA? Donna. Che incredibile meraviglioso universo. Donna, guerriera sensibile. Tutto il resto è dentro ognuna di noi. 

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Gavirate (VA)

Perché se lo fai per gli altri non sarai mai abbastanza …

Sono contenta di poter condividere la mia storia, con persone cosi speciali …

Ciao mi chiamo Estela Regina e non sono mai stata una ragazza magra, fin da bambina avevo i rotolini e le gambine morbide (a mia mamma piacevano tantissimo dato che le mordeva in continuazione) … 

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Fin da piccola non avevo mai dato importanza a questo fatto perché correvo giocavo e ridevo, a 4 anni ballavo la samba (sono brasiliana) ero una bambina moooolto felice
Iniziai le elementari in Brasile, e li iniziarono i miei problemi, i compagni non volevano giocare con me perché ero “grassa”, buttavano a terra la merenda che mia nonna mi preparava con tanto amore perché mi dicevano che dovevo mangiare di meno senno scoppiavo …
Mi buttavano addosso i sassi perché dicevano che rimbalzavano ….
A 9 anni mi sono trasferita in Italia, dato che mio papà era qua già da un po’ …
Pensavo che qua avrei ricominciato e nessuno mi avrebbe preso in giro ma così non fu …
Un giorno un ragazzo mi spinse giù dalle scale dicendo che ero una palla e dovevo rotolare , oppure durante la ricreazione nascosti dalle maestre mi calciavano la pancia e le gambe …
Mia mamma dopo un po’ si ammalò (oggi sta meglio per fortuna) e dovette tornare in Brasile per operarsi con urgenza. I 40 giorni che lei è stata in Brasile mi è successo di tutto e sono ingrassata 25 chili …
Nemmeno alle medie le cose cambiarono e venivo presa di mira anche dagli insegnanti che mi davano della cicciona davanti agli altri che ridevano e si prendevano gioco di me …
Per anni mi sono tagliata per esternare il dolore che avevo dentro, dolore che gli altri mi avevano causato…

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Dopo un po’ mi è stata diagnosticata la depressione e di conseguenza l’obesità grave dato che il cibo era la mia consolazione ed ogni boccone che facevo piangevo tantissimo ma per me era l’unica ancora di salvezza. 
Mi sentivo uno schifo, sporca, grassa  e un peso per i miei genitori che nonostante tutto mi sono sempre stati accanto (soprattutto mia mamma) …
Alle superiori le cose sono cambiate ho fatto amicizia, uscivo , ho trovato persone che mi volevano davvero bene e non mi giudicavano per quello che ero fuori .
Io però ancora non mi amavo perché non mi accettavo per paura del giudizio degli altri ….
Ora sono molto più felice con me stessa, penso che comunque dovrei dimagrire qualche chilo non per un fattore estetico (perché mi accetto benissimo così ora), ma per la mia salute non per compiacere agli altri …
Non riesco a mandare giù il fatto che qualcuno giudichi una persona con qualche chilo in più una persona sedentaria o che non fa nulla, una persona obesa è così perché l’unica cosa che in quel momento aveva per sfogarsi era il cibo …
Quando mangiavo per annegare le mie sofferenze ogni parte del mio corpo faceva male , ma il male e il dolore che avevo nel cuore e le brutte parole che avevo in testa facevano ancora più male ….
Ma oggi sto bene , ho un buon rapporto con il cibo e mi piacciono le mie forme sono curvy e ne vado fiera …

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E penso che qualsiasi persona che in questo momento sta passando per qualcosa di simile non si deve arrendere e chiudersi in casa come facevo io. Le capisco so quanto fa male sentirsi una nullità ma quando ti scopri e vedi che in te non esiste nessun marciume e che sono stati gli altri a fartelo credere dimagrisci di 50 chili …
Quindi credete in voi stesse, nelle vostre qualità e capacità nulla è impossibile e se proprio si vuole dimagrire lo si deve fare per se stessi e per la salute …

Perché se lo fai per gli altri non sarai mai abbastanza …

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#MyCurvyPride: FEDERICA FIORENTINO

Chi sei? Federica Fiorentino.

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Che cos’è per te Curvy Pride? Un’opportunità per sentirmi speciale, bella e fiera di me anche se diversa dal classico canone estetico italiano.

Ti sei mai sentita discriminata per la tua fisicità? Molto spesso, anche per lavori banali.

Come hai reagito? Con profonda delusione e un pizzico di rabbia perché vi è troppa superficialità e in Italia non si danno mai occasioni né si dà importanza alla persona ma solo all’aspetto.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Non l’ho ancora imparato in maniera logica ma è solo ancora qualcosa di interiore che non riesce a concretizzarsi a causa della società.

Che cos’è la bellezza? E che peso ha nella tua vita? Ogni cosa che dà gioia e pace, che fa stare bene e dà emozioni in maniera soggettiva.

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E che peso ha nella tua vita? Non sempre conta perché per me è essenziale l’animo.

Qual è la figura maschile o femminile che più rappresenta il tuo ideale di bellezza e perché? Ve ne sono molti, ogni personaggio ha qualcosa di bello…l’ideale sono una donna e un uomo veri, concreti, con un volto che esprima emozioni e un fisico proporzionato e sano che non significa sempre e solo taglia 42, tanto spirito, cultura e sensibilità. Esempi: Charlize Theron, Julia Roberts, Melissa McCarthy, Marylin Monroe, Adele, Kelly Brook – Ryan Goslin, Justin Timberlake, Will Smith, Danzel Washington.

Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? Far capire al Mondo che ognuno, se sano, può e deve potersi sentire bello e fiero di sé, aver opportunità di sentirsi libero come chiunque senza giudizi estetici.

Se ti dico Curvy Pride qual è la prima cosa che ti viene in mente? Libertà e serenità.

Una frase che ti rappresenta? Non si vive per accontentare gli altri, alza la testa, sii la migliore versione di te stesso e cammina come se il Mondo stesse aspettando solo te! Passa il tuo tempo con persone che ti stimano e meritano le tue attenzioni, apri gli occhi e la mente alle scoperte e fatti domande, senza mai smettere di essere curioso, aggiungendo ricordi alla tua vita perché un giorno tutto questo ti servirà per non smettere di sognare mai!

 

 

#MyCurvyPride: BENEDETTA PIA LETTIERI

Sono una ragazza che ha sofferto per il suo fisico bello e normale come tutti gli altri.

Chi sei? Mi chiamo Benedetta ho 19 anni di Avellino, fiera di essere curvy, partecipo a tanti eventi sia sui social che dal vivo per sostenere questa iniziativa. Ho partecipato ai casting di Miss Italia poco fa come curvy, ma non sono passata per motivi direi di raccomandazione e non di curve.

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Che cos’è per te Curvy Pride? Curvy Pride è essere uniti, in modo che la bellezza e la considerazione della donna, specie curvy torni ad essere quella di prima, ai tempi della Loren quando tutti amavamo tutti.

Ti sei mai sentita discriminata per la tua fisicità? Sì ho sempre sofferto di bullismo a scuola sia per il mio fisico che per la mia bontà.

Come hai reagito? Inizialmente male, poi man mano mi sono fortificata e rispondo a tono chi mi critica capendo che sono ignoranti.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Col tempo, sono diventata forte e vedendo la società, ho capito che non sono io o il mio fisico il problema, ma l’ignoranza.

Che cos’è la bellezza? E che peso ha nella tua vita? La bellezza per me è essere in sintonia con la tua mente e corpo, un riflesso, per me anche essere acqua e sapone è essere belle, perché se ci sentiamo bene vale.

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Qual è la figura maschile o femminile che più rappresenta il tuo ideale di bellezza e perché?  Beh direi che Sophia Loren le batte tutte, ancora oggi, perché con il suo portamento e la sua fierezza è una regina.

Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? Cambierei la considerazione del corpo delle donne, e l’ideale della moda, tutte le taglie in passerella.

Qual è la curva che ami di più del tuo corpo? Perché? I fianchi, perché mi fanno sentire armoniosa .

Se ti dico Curvy Pride qual è la prima cosa che ti viene in mente? Tante belle ragazze fiere del proprio corpo che urlano giustizia.

Una frase che ti rappresenta? Post fata resurgo, risorgo dalle mie ceneri.

CURVY PRIDE POINT ANCHE A BOLZANO! DA MAXFORTSTORE!

Francesca, da quanto tempo lavori nel settore dell’abbigliamento? Da circa 20 anni. E’ un settore che adoro!

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Francesca Donegà con Claudia, una meravigliosa cliente… da 10 anni!!

Ci saranno delle novità “fashion” in questo autunno? Per quanto riguarda le novità il nostro team è  sempre attento e scrupoloso nella ricerca continua di novità. Nel nostro negozio se ne possono trovare sempre molte perché oltre ad avere le nostre aziende italiane ed europee leader di settore ci adoperiamo a comprare anche sul pronto, certi di poter trovare sempre nuovi modelli e nuovi colori di tendenza! Molto interessanti sono le proposte di Sophia Curvy, una nuova linea che abbiamo inserito all’interno del nostro negozio da 2/3 stagioni. Ci sta dando tante soddisfazioni perché piace molto alle nostre clienti. E’ una linea giovane e brillante che sta crescendo ogni giorno di più. Il nostro non è un negozio monomarca, all’interno si trova una vasta gamma di prodotti di varie aziende.

 

3 “consigli d’oro” per una Curvy alla ricerca di un outfit? Una donna con le forme deve osare! I miei consigli sono di essere sempre alla moda, di scegliere abiti colorati e di divertirsi con gli abbinamenti!!! Una donna deve sempre e ripeto sempre sentirsi a suo agio nei vestiti che indossa siano essi più formali o spiritosi.

Cosa non deve mai mancare nell’armadio di una Curvy? Non deve mai mancare la magia di un abito nero abbinato al suo accessorio.

Cosa ami del tuo lavoro? Del mio lavoro amo far sentire bene le mie clienti … adoro quando riesco a soddisfare pienamente le loro richieste e soprattutto il loro sorriso stampato sul volto!

La soddisfazione più grande da quando hai iniziato questa attività? La soddisfazione più grande da quando ho iniziato questo lavoro è aver visto crescere poco a poco il nostro negozio e la nostra clientela… e sicuramente aver intrapreso con loro questa “nuova avventura” segnata anche da una grande amicizia nata tra noi che si protrae da ormai ben 10 anni!

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Francesca, Renata (collega) e Claudia (cliente da una vita!!!)

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Francesca, Renata (collega) e Piero (affezionatissimo cliente)

Offrite anche soluzioni per la cerimonia? Sì, abbiamo dei bellissimi outfit da cerimonia.

Perché avete deciso di diventare un Curvy Pride Point? La decisione di entrare a far parte nel Curvy Pride l’abbiamo presa perché ci sentiamo perfettamente in sintonia con questa filosofia di pensiero e speravamo di tutto cuore che questo prima o poi potesse accadere… e grazie a voi siamo dei vostri!!!             

Se dico DONNA? Se dico donna dico bellezza in ogni sua forma!!!

se_curvy_pride_LucaINAUGURAZIONE   IL     01/10/2016

MAXFORTSTOREVia Milano, 99 BOLZANO

Non mancate. Tantissime soprese ci attendono!!!

 

 

 

 

#MyCurvyPride: GAIA MOSCHETTI

Chi sei? Mi chiamo Gaia, ho 23 anni, lavoro nel negozio di calzature di famiglia, studio Scienze della Moda e del Costume a La Sapienza, collaboro con giornale, infatti un’altra delle mie più grandi passioni è la scrittura oltre che la lettura, ho ripreso dopo 4 anni a fare teatro, mi piace viaggiare e di tanto in tanto lavoro come modella o hostess.

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Che cos’è per te Curvy Pride? Curvy Pride è quasi uno stile di vita, non racchiuso solo nell’evento in sé per sé, ma nelle vita di tutti i giorni. Ogni giorno dovrebbe essere un Curvy Pride nel nostro piccolo, ogni giorno mi metto in prima linea per difendere la bellezza genuina delle donne, sincera, non malata.

Ti sei mai sentita/o discriminata per la tua fisicità? Anni fa ero molto più magra, appena misi qualche kilo, mi è stato quasi vietato di partecipare a concorsi o che perché “erano magre e dovevo dimagrire, se no erano brutte figure” e così abbandonai la moda. Per la pallacanestro, invece, avere un fisico “importante” serviva, ma in realtà non mi sono mai sentita molto a disagio, è la concezione sbagliata degli altri che me ne provocava.

Come hai reagito? Ma nulla, la mia vita andava avanti, piccole soddisfazioni me ne toglievo e poi ho perso quasi 10 kg senza accorgermene, iniziando a limitare alcolici, a mangiare più sano, a fare sport di nuovo (lasciai la pallacanestro per un problema al ginocchio).

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Il parere altrui spesso così come ti distrugge ti può far risalire a galla. Alta 1,83 con una taglia 46/48, iniziai a notare che le persone mi guardavano e non facevo schifo, anzi ero apprezzata. Il problema era, ripeto, le persone di questo mondo strano “moda” e di quelle che se ne lasciano influenzare, così ho ripreso a volermi bene.

Che cos’è la bellezza? E che peso ha nella tua vita? La bellezza spesso aiuta, inutile negarlo, ma nessuno è brutto, tutti abbiamo qualcosa che ci rende unici e quindi belli. Ma con una buona faccia ci vuole anche una buona testa, se non hai quella arrivi poco lontano. Nella mia vita, ha contato molto in alcune occasioni, ma in tutto quello che mi sono guadagnata poco. Ho studiato,(e studio), mi sono sempre data da fare al 101%, senza mai credere di essere migliore di altri, anzi, spesso ho cadute di autostima!

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Qual è la figura maschile o femminile che più rappresenta il tuo ideale di bellezza e perché? Non ne ho uno in particolare potrei citarne milioni. Sophia Loren, puteolana come me; Nicole Kidman perché mi ha fatto sognare con l’interpretazione in “Moulin Rouge!”; la Sandrelli perché la stimo e apprezzo che a differenza di molti attori e attrici non sia super rifatta e continui a mantenere una bellezza unica. Per i maschili ce ne sono alcuni ma preferisco i tratti mediterranei, magari capelli ricci, occhi verdi..

Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? Vorrei abbattere tutte le barriere, vorrei che per una volta fossimo guardate in fila da una taglia 40 a una 60 con gli stessi occhi senza pregiudizi, ma ricchi di ammirazione.

Qual è la curva che ami di più del tuo corpo? Perché? Ma non saprei, credo le gambe lunghe però!

Se ti dico Curvy Pride qual è la prima cosa che ti viene in mente? Mi viene in mente la frase “al mio segnale, scatenate l’inferno” con tutte pronte per correre per le piazze e lanciare palloncini in aria con la scritta “CURVY PRIDE”…

Una frase che ti rappresenta?Si vive una sola volta e viviamocela bene“.

 

#MyCurvyPride: CARMEN MASTRANGELO

Chi sei? Sono Carmen, ho 25 anni e sono una regista e sceneggiatrice Molisana con la passione per la fotografia. Amo anche il buon cibo, la moda, ridere e divertirmi, ecco perché ho voluto unire tutte queste cose aprendo un blog. Sono creatrice di Beautyandcurvy, dove racconto di chi come me dopo aver avuto problemi sia a livello alimentare che sociale riguardo il proprio peso, ha mandato tutte le ansie e le paure all’aria e si è messo in gioco. Ho iniziato così ad organizzare servizi fotografici nella mia città usando come modelle un gruppo di ragazze non professioniste, che ormai chiamo “curveSquad” che mi hanno dato la giusta carica per continuare con il blog, che presto parlerà anche di cibo e segreti di bellezza. Unica regola  di tutto questo enorme gioco è mai prendersi sul serio.

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Ti sei mai sentita discriminata per la tua fisicità? Da piccola ero l’oggetto di scherno di ogni classe che frequentavo ed ogni gruppo con il quale uscivo, avevo degli amici che sono rimasti nel tempo, ma quando si è piccoli è difficile sia per te che per chi ti sta accanto gestire determinate situazioni e così sono cresciuta con i complessi che però, grazie al mio carattere, non hanno mai preso il sopravvento ed ora, per assurdo, mi permettono di prendermi persino in giro.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Devo essere sincera, un po’ gli anni, un po’ la maturità hanno contribuito ad accrescere la mia autostima,(che non sfocerà mai in vanità, giuro!) ma l’amore, l’amore ha chiuso tutto in una botte di ferro in cui la paura di non essere accettata non può entrarci. Quando si ha l’amore ed una persona accanto che lo alimenta tutto è vano, si affrontano le cose facilmente e con il sorriso sulla bocca ed io ne ho avuto la prova.

Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? Il mio desiderio più grande sarebbe quello di aiutare i bambini, gli adolescenti, le donne e gli uomini ad accettarsi a non aver paura del giudizio altrui ma soprattutto vorrei sensibilizzare ancora di più le persone, chi non accetta “il diverso”, vorrei alleviare se non distruggere ogni discriminazione per il peso e per le forme come si fa per il colore della pelle e per l’orientamento sessuale.

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Che cos’è per te Curvy Pride? Curvy Pride è per me il mezzo per fare tutto ciò, uniti riusciremo a dare aiuto a chi ne ha bisogno, voce a chi vuole sfogarsi, se avessi avuto io questo aiuto da adolescente avrei affrontato le cose più facilmente e più velocemente senza fare tanti errori, anche se servono quelli, e come se servono.

Se ti dico Curvy Pride qual è la prima cosa che ti viene in mente? Curvy Pride per me è sinonimo di solidarietà, dovremmo farne tutti parte, perché la bellezza esteriore è sempre soggetta a cambiamenti ma la bontà d’animo è immutabile.