Etichettato: pregiudizi

#MyCurvyPride: ALESSANDRA PARASOLE

Chi sei? Sono Alessandra, ho 22 anni e vengo da Catania dove ho preso la laurea in Scienze Erboristiche lo scorso ottobre, ma da poco trasferita a Pisa per iniziare la magistrale in Scienze della Nutrizione Umana iniziando una nuova avventura da fuori sede. Molti mi descrivono “pazza” e “rompi scatole”, si effettivamente lo sono e mi piace esserlo.

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Che cos’è per te Curvy Pride? Curvy Pride è uno stile di vita, una religione, un orientamento politico. Curvy pride è un modo per non sentirsi mai soli e stare ancora meglio con se stessi.

Ti sei mai sentita discriminata per la tua fisicità? Si, soprattutto nei primi anni di liceo.

Come hai reagito? Mi coprivo, non badavo al mio corpo. Reagivo male a qualunque tipo di commento su di me.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Iniziando a curarmi e iniziando a piacermi di più, scoprendo ciò che mi rende unica. Prendendomi in giro anche davanti a sconosciuti. E questo mi ha portato a farmi accettare, è bellissimo quando le tue amiche ti stimano e direi anche ti “invidiano” per la tua sicurezza.

Che cos’è la bellezza? E che peso ha nella tua vita? Prima non era niente, era il classico modello da manichino. Adesso la bellezza sono io, sono gli occhi di mia madre che mi guarda fiera (anche con i rotolini in più). Sono io che mi guardo allo specchio sentendomi bella e sensuale.

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Qual è la figura maschile o femminile che più rappresenta il tuo ideale di bellezza e perché? mmmmmh bella domanda, sarà banale ma io mi infatuo di quegli Uomini pieni di interessi e passioni (che non sia la playstation e il calcio), che non stanno mai fermi (un po’ come me). Quindi la bellezza è relativa ma onestamente da Donna bionda con gli occhi azzurri sono attratti da Uomini barbuti e scuri e fisicamente onestamente non lo so, se non mi attrae il suo cervello c’è poco da prendere con me.

Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? I soliti schemi per cui tutte ci battiamo. Ma soprattutto far capire che avere una taglia 48-50-52 non significa trascurare il proprio corpo e non fare una vita sana, ma al contrario forse siamo le prime che cercano di stare bene fuori e dentro.

Qual è la curva che ami di più del tuo corpo? Perché? Ovviamente i miei occhi, cioè anche io mi innamorerei di me guardandoli, e amo i miei polpacci (si anche io mi sto chiedendo cosa ci sia di bello, ma mi piacciono). A parte gli scherzi, il mio fondo schiena e il seno. Comunque mi piaccio perché credo di essere ben proporzionata anche nella mia 48 😉

Se ti dico Curvy Pride qual è la prima cosa che ti viene in mente? Delle pazze scatenate che si amano e si riempiono di foto senza preoccuparsi del doppio mento o del braccio cicciottello.

Una frase che ti rappresenta?La vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare

 

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NON TUTTE LE BIMBE SONO BELLE

5-13 ANNI… Milla Luna

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La più grande disgrazia di una bimba in carne è andare a scuola dalle suore.
Per carità non generalizziamo, ci sono suorine adorabili ma quelle che mi hanno accompagnato durante le elementari e le medie non appartengono a questa categoria. Durante le recite il mio ruolo fisso era il coro, potevano far fare l’angioletto a una bambina grassa? Assolutamente no! E Maria nel presepe vivente? Macchè! Maria era bionda e con gli occhi azzurri lo sanno tutti! E stai attenta a correre, che se cadi con quanto sei cicciona ti massacri, non scavalcare la ringhiera che non sei agile! E nelle foto scolastiche, impeccabilmente in divisa, sempre dietro a tutti perchè sei alta e ingombrante.

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Non so se fu per il continuo essere messa al centro dell’attenzione per la mia statura o le mie misure extra-ordinarie (a 10 anni ero 1 e 67 per non so quanti kg e 39 di piede), per il mio mento pronunciato a causa di un progenismo congenito, fatto sta che dalla terza elementare i miei compagni di classe mi presero in odio tale da rendere impossibile la mia vita scolastica, nonostante fossi intelligente, non rendevo e avevo paura di andare a scuola visto che non sapevo mai quali cattiverie e umiliazioni mi attendevano.

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Sognavo a occhi aperti di svegliarmi un giorno magra, bionda e con gli occhi azzurri con tutti i miei compagni di scuola che finalmente mi volevano bene. Cercavo di assentarmi da scuola il più possibile, adducendo mal di testa o mal di pancia, mia madre credeva che fossero scuse per non fare il mio dovere e spesso c’erano litigi e pianti. Quando presi la licenza di terza media, ricordo che feci di volata tutti i piani dell’istituto che mi aveva tanto fatto soffrire, chiusi di schianto la porta alle mie spalle senza salutare nessuno, e non tornai più, mai più.

Milla Luna

Milla Luna condividerà con noi le sue emozioni, i suoi ricordi, parte della sua vita. Un gesto generoso, il regalare se stessi agli altri per aiutare ed essere aiutati.

Leggete anche l’articolo MANGIA PICCINA MANGIA

 

 

Irene, il suo sogno nel cassetto…

Ciao sono Irene dalla provincia di Lecce ho 40 anni indosso una 48-50 altezza 1.72 …

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Vi scrivo un po’ per gioco un po’ per togliermi un desiderio che ho sempre tenuto ben nascosto perché condizionata dai canoni di bellezza che rappresentano modelle molto magre.

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Fin da piccola sognavo di posare per servizi fotografici o fare l’indossatrice ….chissà  ho pensato… ora che ho conosciuto voi potrebbe anche avverarsi il mio sogno!

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Con affetto Irene

 

 

 

Il racconto delle CURVE ITALIANE!

Martina, Francesca e Francesca, com’è stato questo primo viaggio insieme? Bello, veramente molto bello. Ha superato di gran lunga tutte le nostre aspettative in proposito.

Tre donne curvy da sole in viaggio… a piedi. Quali sono state le reazioni delle persone che incontravate per strada? Riteniamo sia stata abbastanza positiva. Nel senso che eravamo troppo impegnate a camminare, soprattutto a non cadere, per renderci conto di reazioni varie ed eventuali. Scherzi a parte, il cammino più consistente è stato su strade isolate e in aperta campagna. Dunque, incontri veramente pochi. Ma a Perugia sì, soprattutto nell’ultimo tratto, c’è stato chi ci ha offerto un passaggio fino alle porte della città. Vedendoci stanche e affaticate, hanno avuto pietà di noi. Ma dovevamo farcela da sole, arrivare fino in cima solo grazie ai nostri sforzi.

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Quanto è stata dura – a livello fisico – questa esperienza? Sicuramente non è stata un’impresa titanica, impossibile da portare a termine, ma nemmeno una passeggiata spensierata. Alcuni sentieri sono stati molto più impegnativi di altri, ma ne siamo uscite. Abbiamo incontrato del fango, un fiume impossibile da attraversare e strade che definire poco agevoli è un eufemismo. Eppure, siamo qui a raccontarlo a tutti.
Avete mai pensato di mollare? No, mollare mai. Altrimenti tutto questo non avrebbe avuto senso. Probabilmente, c’è stato un po’ di sconforto, abbiamo risentito della fatica, soprattutto nei tratti più difficili, ma davvero niente d’impossibile. Ma se non ci fossimo fatte forza l’una con l’altra, sia con battute esilaranti sia con foto decisamente buffe, sarebbe stato molto più difficile portare a termine quest’avventura nel modo migliore.
L’incontro con i gestori dei Ristoranti/B&B/Alberghi che vi hanno ospitate, come è stato? Meraviglioso. L’accoglienza non è stata semplicemente bella, ma davvero eccezionale. C’è chi ci ha letteralmente recuperato da una situazione difficile, c’è chi ci ha condotto in luoghi che pensavamo di non riuscire a visitare, chi ci ha accolto come persone di famiglia e chi, ancora, ci ha dedicato del tempo prezioso pur essendo indaffarato con il proprio lavoro. Decisamente, il nostro primo viaggio a piedi, non sarebbe potuto essere migliore.
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Come sono le località che avete visitato… viste all’alba? Sappiamo benissimo che la perfezione non esiste, eppure non riusciremmo a spiegare diversamente l’atmosfera magica che pervade questi luoghi prima che il sole faccia capolino dalla nebbia. Osservare borghi e città che si risvegliavano lentamente, i primi lavoratori mattinieri che ci salutavano lasciando le proprie abitazioni e quell’intenso aroma di croissant e crema pasticcera che si diffondeva nell’aria, rendeva davvero imperdibile questo “quadro”. E mentre il sole sorgeva, in un attimo, si dimenticavano le levatacce notturne e i chilometri percorsi nella più fitta oscurità.
Cosa è cambiato nel vostro rapporto personale? Sicuramente è maturato, è cresciuto. E’ diventato più forte. Del resto, era la prima volta che trascorrevamo tutte e tre del tempo insieme.
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Avete mai litigato? Litigato proprio no. Certo, qualche incomprensione c’è stata, soprattutto visti i nostri caratteri forti. Ma niente di insuperabile, ovviamente.
Immaginiamo pianti e risate durante il viaggio. Il ricordo più “faticoso” e quello più divertente? Più faticoso? Beh, di sicuro il tratto che ci ha portate al fiume Orcia. Ce l’avevano descritto come un fiumiciattolo, quasi un ruscelletto facile da attraversare. Dopo aver percorso oltre 7 chilometri su strada dissestata, in compagnia di un cagnolino che poi ci ha abbandonate presagendo, forse, il pericolo, ci siamo trovate davanti un fiume gonfio, limaccioso e con il guado crollato. E perciò, impossibile da attraversare. Con un colpo di fortuna, siamo riuscite a tornare su in cima, ma il timore di dover fare tutta quella strada a ritroso, un po’ ci ha frastornate. Tra i più divertenti, l’aver camminato nel fango, anche se la situazione era veramente grottesca a tratti, e aver dato da mangiare a un asinello sardo. Che meraviglia!
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Qual è il “souvenir” più prezioso che ognuna di voi ha riportato con sé a casa propria? Di sicuro, una nuova consapevolezza. Una forza d’animo non indifferente che può portarci veramente lontano. E poi ci sono i ricordi, i video, le fotografie e i racconti di vita dei nostri ospiti. Questi li porteremo dentro per sempre.
Avete redatto un “pacchetto Curve Italiane” per coloro che avessero intenzione di replicare il vostro stesso itinerario (anche in auto!)? Da buone “terrone”, siamo decisamente scaramantiche. Qualcosa in programma c’è ma, al momento, è ancora top secret.
Il prossimo viaggio in programma? Stiamo valutando di scoprire la Puglia, soprattutto un tratto dell’Appia Antica da Gravina di Puglia a Brindisi. Anzi, se c’è qualche struttura sul territorio che intenda ospitarci, si faccia pure avanti. Noi siamo qui per questo!
Cosa vuole diventare “Curve Italiane”? Quello che è nato quasi per scherzo, si propone di diventare un progetto davvero ambizioso. In modo particolare, infatti, Curve Italiane vuole essere un vero proprio punto di riferimento nell’attività di monitoraggio turistico sul territorio. Scegliendo di percorrere a piedi quegli itinerari poco noti, ancora non intaccati dal turismo di massa, non solo cerchiamo di promuovere questi luoghi inesplorati ma aiutiamo le strutture a farsi conoscere anche all’esterno, grazie al nostro reportage continuo, costituito da foto, interviste e video. Inoltre, a tutte le strutture ospitanti, proporremo la nostra attività di gestione dei canali social, per aumentare visibilità e web reputation. Un pacchetto completo, insomma, targato Curve Italiane.
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Un consiglio alle amiche e agli amici dell’Associazione Curvy Pride? Non abbiate paura di mettervi in gioco. Se avete un progetto da realizzare, buttatevi a capofitto. Spesso, le imprese all’apparenza più ardue, sono quelle che regalano le maggiori soddisfazioni. Il progetto Curve Italiane è nato così, per caso e chissà, adesso, dove ci condurrà. Noi siamo fiduciose, poi si vedrà.

 

 

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Per contattarle scrivete a curveitaliane@hotmail.com

 

 

 

Perché se lo fai per gli altri non sarai mai abbastanza …

Sono contenta di poter condividere la mia storia, con persone cosi speciali …

Ciao mi chiamo Estela Regina e non sono mai stata una ragazza magra, fin da bambina avevo i rotolini e le gambine morbide (a mia mamma piacevano tantissimo dato che le mordeva in continuazione) … 

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Fin da piccola non avevo mai dato importanza a questo fatto perché correvo giocavo e ridevo, a 4 anni ballavo la samba (sono brasiliana) ero una bambina moooolto felice
Iniziai le elementari in Brasile, e li iniziarono i miei problemi, i compagni non volevano giocare con me perché ero “grassa”, buttavano a terra la merenda che mia nonna mi preparava con tanto amore perché mi dicevano che dovevo mangiare di meno senno scoppiavo …
Mi buttavano addosso i sassi perché dicevano che rimbalzavano ….
A 9 anni mi sono trasferita in Italia, dato che mio papà era qua già da un po’ …
Pensavo che qua avrei ricominciato e nessuno mi avrebbe preso in giro ma così non fu …
Un giorno un ragazzo mi spinse giù dalle scale dicendo che ero una palla e dovevo rotolare , oppure durante la ricreazione nascosti dalle maestre mi calciavano la pancia e le gambe …
Mia mamma dopo un po’ si ammalò (oggi sta meglio per fortuna) e dovette tornare in Brasile per operarsi con urgenza. I 40 giorni che lei è stata in Brasile mi è successo di tutto e sono ingrassata 25 chili …
Nemmeno alle medie le cose cambiarono e venivo presa di mira anche dagli insegnanti che mi davano della cicciona davanti agli altri che ridevano e si prendevano gioco di me …
Per anni mi sono tagliata per esternare il dolore che avevo dentro, dolore che gli altri mi avevano causato…

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Dopo un po’ mi è stata diagnosticata la depressione e di conseguenza l’obesità grave dato che il cibo era la mia consolazione ed ogni boccone che facevo piangevo tantissimo ma per me era l’unica ancora di salvezza. 
Mi sentivo uno schifo, sporca, grassa  e un peso per i miei genitori che nonostante tutto mi sono sempre stati accanto (soprattutto mia mamma) …
Alle superiori le cose sono cambiate ho fatto amicizia, uscivo , ho trovato persone che mi volevano davvero bene e non mi giudicavano per quello che ero fuori .
Io però ancora non mi amavo perché non mi accettavo per paura del giudizio degli altri ….
Ora sono molto più felice con me stessa, penso che comunque dovrei dimagrire qualche chilo non per un fattore estetico (perché mi accetto benissimo così ora), ma per la mia salute non per compiacere agli altri …
Non riesco a mandare giù il fatto che qualcuno giudichi una persona con qualche chilo in più una persona sedentaria o che non fa nulla, una persona obesa è così perché l’unica cosa che in quel momento aveva per sfogarsi era il cibo …
Quando mangiavo per annegare le mie sofferenze ogni parte del mio corpo faceva male , ma il male e il dolore che avevo nel cuore e le brutte parole che avevo in testa facevano ancora più male ….
Ma oggi sto bene , ho un buon rapporto con il cibo e mi piacciono le mie forme sono curvy e ne vado fiera …

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E penso che qualsiasi persona che in questo momento sta passando per qualcosa di simile non si deve arrendere e chiudersi in casa come facevo io. Le capisco so quanto fa male sentirsi una nullità ma quando ti scopri e vedi che in te non esiste nessun marciume e che sono stati gli altri a fartelo credere dimagrisci di 50 chili …
Quindi credete in voi stesse, nelle vostre qualità e capacità nulla è impossibile e se proprio si vuole dimagrire lo si deve fare per se stessi e per la salute …

Perché se lo fai per gli altri non sarai mai abbastanza …

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Chiara Travaglione: quanto le parole possono ferire…

Ciao sono Chiara e sono un membro dell’Associazione Curvy Pride.

Ho deciso di pubblicare un mio sfogo per cercare di essere vicina a quelle persone che, come me, sono state e/o vengono derise per il loro peso.

Non lasciatevi influenzare dalle parole altrui, non lasciatevi condizionare. Cercate la serenità dentro di voi… e amatevi, coccolatevi e godetevi la vita! Alla faccia loro!

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Non mi hanno mai torturata fisicamente, ma il dolore che le persone mi hanno inflitto quasi tutti i giorni per 24 anni, solo ed esclusivamente per il mio peso, è stato tantissimo.
Fin dalle elementari, ai doposcuola, ai campi estivi, alle scuole medie e a quelle superiori …  e in ogni posto in cui avessi il piacere di andare le persone ridevano di me e mi prendevano in giro.

Ho sempre avuto un carattere forte che mi faceva entrare da un orecchio le offese e subito dopo le faceva uscire dall’altro, ma le parole e le occhiatacce feriscono tanto quanto i gesti.
Ora ho perso più di 30 Kg, ma agli occhi della gente, quella gente secondo il quale la perfezione è solo e non oltre i 50 Kg, sono ancora una “grassona”!

Siete la rovina della serenità di chiunque sia diverso, ma vi devo ringraziare perché oggi, grazie a voi, non mi fa male più un bel niente!
Io posso dimagrire, se voglio, e diventare “perfetta” secondo i vostri canoni, ma voi farete sempre e solo una gran pena per la vostra pochezza d’animo.

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Chiara Travaglione

proprietaria del Curvy Pride Point FORTISSIMO INTIMO di Bologna

 

#MyCurvyPride: FEDERICA FIORENTINO

Chi sei? Federica Fiorentino.

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Che cos’è per te Curvy Pride? Un’opportunità per sentirmi speciale, bella e fiera di me anche se diversa dal classico canone estetico italiano.

Ti sei mai sentita discriminata per la tua fisicità? Molto spesso, anche per lavori banali.

Come hai reagito? Con profonda delusione e un pizzico di rabbia perché vi è troppa superficialità e in Italia non si danno mai occasioni né si dà importanza alla persona ma solo all’aspetto.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Non l’ho ancora imparato in maniera logica ma è solo ancora qualcosa di interiore che non riesce a concretizzarsi a causa della società.

Che cos’è la bellezza? E che peso ha nella tua vita? Ogni cosa che dà gioia e pace, che fa stare bene e dà emozioni in maniera soggettiva.

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E che peso ha nella tua vita? Non sempre conta perché per me è essenziale l’animo.

Qual è la figura maschile o femminile che più rappresenta il tuo ideale di bellezza e perché? Ve ne sono molti, ogni personaggio ha qualcosa di bello…l’ideale sono una donna e un uomo veri, concreti, con un volto che esprima emozioni e un fisico proporzionato e sano che non significa sempre e solo taglia 42, tanto spirito, cultura e sensibilità. Esempi: Charlize Theron, Julia Roberts, Melissa McCarthy, Marylin Monroe, Adele, Kelly Brook – Ryan Goslin, Justin Timberlake, Will Smith, Danzel Washington.

Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? Far capire al Mondo che ognuno, se sano, può e deve potersi sentire bello e fiero di sé, aver opportunità di sentirsi libero come chiunque senza giudizi estetici.

Se ti dico Curvy Pride qual è la prima cosa che ti viene in mente? Libertà e serenità.

Una frase che ti rappresenta? Non si vive per accontentare gli altri, alza la testa, sii la migliore versione di te stesso e cammina come se il Mondo stesse aspettando solo te! Passa il tuo tempo con persone che ti stimano e meritano le tue attenzioni, apri gli occhi e la mente alle scoperte e fatti domande, senza mai smettere di essere curioso, aggiungendo ricordi alla tua vita perché un giorno tutto questo ti servirà per non smettere di sognare mai!