MyCurvyPride: GEORGIA DE OLIVEIRA

Chi sei? Sono Georgia de Oliveira, ho 28 anni, sono Brasiliana ma vivo a Roma.

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Che cos’è per te Curvy Pride? Curvy Pride per me è la voce delle vere donne stanche di essere giudicate da altre persone solo per la loro esteriorità e rotondità… È il far valere il nostro diritto di essere belle così come siamo.

Ti sei mai sentita discriminata per la tua fisicità? Tantissime volte.

Come hai reagito? Ho sempre reagito con l’ironia. Ho capito che prendermi in giro da sola… fare qualche battuta sui miei difetti o anche dar ragione a ciò che dicevano era una ottima forma di autodifesa. Accertarmi così come sono e trasmettere questa cosa a chi mi giudicava o faceva battute infelici sul mio fisico li sconcertava e non avevano più spunti per ferirmi.

Come hai imparato ad accettarti e ad amarti? Da quando ho vinto nel 2014 Miss Bella in Carne, ho iniziato ad apprezzarmi… a guardarmi con altri occhi..

Che cos’è la bellezza? E che peso ha nella tua vita? La bellezza ha tante sfumature, quindi non so dirti per certo cosa sia… è più un stato d’animo che un dettaglio fisico. Nella mia vita conta tanto, tengo alla mia immagine e so che il primo passo per farmi vedere bella è accettare ciò che ho di fronte quando mi guardo allo specchio.

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Qual è la figura maschile o femminile che più rappresenta il tuo ideale di bellezza e perché? Sono da sempre innamorata della intramontabile eleganza di Dita Von Teese, mi piace il suo modo di essere delicata e femminile, sexy non essendo mai volgare.

Se potessi esprimere un desiderio cosa vorresti cambiare attraverso la Curvy Revolution? La mentalità delle persone. Vorrei che le nuove generazioni capissero che si può essere felici indipendente dal loro fisico.

Qual è la curva che ami di più del tuo corpo? Perché? Amo tutto il mio corpo, ho una certa stima per il mio sedere… ahahahah!! Potrei anche essere banale la curva che amo di più è il sorriso, il mio sorriso è sempre sincero e anche le persone lo notano.

Se ti dico Curvy Pride qual è la prima cosa che ti viene in mente? L’amore proprio e la voglia di cambiare.

Una frase che ti rappresenta? “Le cose belle insegnano ad amare la vita, quelle brutte a saperla vivere.”

 

NON TUTTE LE BIMBE SONO BELLE

5-13 ANNI… Milla Luna

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La più grande disgrazia di una bimba in carne è andare a scuola dalle suore.
Per carità non generalizziamo, ci sono suorine adorabili ma quelle che mi hanno accompagnato durante le elementari e le medie non appartengono a questa categoria. Durante le recite il mio ruolo fisso era il coro, potevano far fare l’angioletto a una bambina grassa? Assolutamente no! E Maria nel presepe vivente? Macchè! Maria era bionda e con gli occhi azzurri lo sanno tutti! E stai attenta a correre, che se cadi con quanto sei cicciona ti massacri, non scavalcare la ringhiera che non sei agile! E nelle foto scolastiche, impeccabilmente in divisa, sempre dietro a tutti perchè sei alta e ingombrante.

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Non so se fu per il continuo essere messa al centro dell’attenzione per la mia statura o le mie misure extra-ordinarie (a 10 anni ero 1 e 67 per non so quanti kg e 39 di piede), per il mio mento pronunciato a causa di un progenismo congenito, fatto sta che dalla terza elementare i miei compagni di classe mi presero in odio tale da rendere impossibile la mia vita scolastica, nonostante fossi intelligente, non rendevo e avevo paura di andare a scuola visto che non sapevo mai quali cattiverie e umiliazioni mi attendevano.

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Sognavo a occhi aperti di svegliarmi un giorno magra, bionda e con gli occhi azzurri con tutti i miei compagni di scuola che finalmente mi volevano bene. Cercavo di assentarmi da scuola il più possibile, adducendo mal di testa o mal di pancia, mia madre credeva che fossero scuse per non fare il mio dovere e spesso c’erano litigi e pianti. Quando presi la licenza di terza media, ricordo che feci di volata tutti i piani dell’istituto che mi aveva tanto fatto soffrire, chiusi di schianto la porta alle mie spalle senza salutare nessuno, e non tornai più, mai più.

Milla Luna

Milla Luna condividerà con noi le sue emozioni, i suoi ricordi, parte della sua vita. Un gesto generoso, il regalare se stessi agli altri per aiutare ed essere aiutati.

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