BODY SHAMING, CAPIAMO DAVVERO DI COSA SI TRATTA

95246299_854088638392628_3474646570119521249_n(1)

Guardando questa foto sfido chiunque a trattenere un commento, un giudizio, una critica.
Al giorno d’oggi, più che mai, è difficile astenersi dal giudicare, dal dire la propria opinione sugli altri. Diventiamo sempre di più giudici spietati degli altri ma anche di noi stessi senza soffermarci a pensare.

Ma riguardiamo attentamente questa foto.

Soffermiamoci a guardare non due corpi ma due donne. Entrambe in guerra. Con loro stesse, col mondo circostante, col passato, col futuro.

Ognuno di noi dovrebbe non giudicare, non sentenziare, non criticare ma comprendere, ascoltare, se possibile aiutare.

Siamo tutti diversi ma perfettamente e magnificamente unici. Stiamo combattendo tutti una battaglia e nelle guerre di tutti i giorni non abbiamo bisogno di giudici ma solo di affetto.

Educhiamoci all’amore. E questo che dovremmo fare.

In questo articolo voglio provare a fare un po’ di chiarezza su questo e su un fenomeno dilagante del nostro tempo: il body shaming.
L’espressione inglese body shaming che, ormai da qualche tempo, è usata anche nel linguaggio comune di noi italiani, è composta dal sostantivo body ovvero corpo e dal verbo shaming che letteralmente vuol dire “il far vergognare qualcuno”. Ebbe sì, si tratta proprio di, come parafrasa il vocabolario Treccani, “deridere qualcuno per il suo aspetto fisico e per come appare esteriormente”.

1
Per quanto questo possa sembrare un comportamento ai limiti dell’umano, offendere l’altro, giudicarlo, deriderlo, è un’usanza talmente diffusa e praticata oggigiorno da prevederne addirittura la creazione di un’espressione di riferimento, appunto body shaming e di coniare un termine per coloro che praticano ciò verso gli altri: haters, letteralmente “ODIATORI”.
Il perché questo avvenga in maniera sempre più accentuata nasconde significati profondi e latenti, che vanno ben oltre il semplice beffeggiare l’altro in maniera goliardica, come avviene da tempi immemori.


Ormai è noto che i canoni estetici imposti dalla società̀ siano diventati sempre più̀ rigidi e, spesso, quando non  rientriamo tra questi, viviamo una sorta di disagio causato dal confronto tra noi e gli altri. Ai continui conflitti che l’essere umano mette in atto quotidianamente contro se stesso e il proprio aspetto fisico dai quali, il più delle volte, esce sconfitto finendo così per ammalare il corpo, si aggiungono, dunque, anche gli altri a contribuire ad ammalare il corpo.
Ci si ritrova, infatti, se diversi, ad essere etichettati, giudicati, offesi con insulti o frasi che ci fanno sentire sbagliati e provare vergogna per noi stessi. Il body shaming è una pratica che ha il fine di far, appunto, vergognare una persona del proprio corpo, ferendone l’autostima e può essere messo in atto attraverso i social, con commenti e prese in giro ad una foto, ma anche nella vita non virtuale, tra i banchi di scuola o nei luoghi di lavoro. È rivolta sia ad uomini che a donne, ma con maggior influenza su queste ultime. Si può considerare una vera e propria sorta di bullismo.
Esistono molti tipi di body Shaming; tra i più diffusi vi è il  Fat Shaming, che prende in giudizio le persone con qualche chilo di troppo o che hanno vere e proprie malattie, come l’obesità̀.
In questo caso, non si parla solo di insulti come, ad esempio, possono essere “cicciona” o “sembri una balena”; ma anche frasi che apparentemente possono sembrare innocue, del tipo “dovresti mangiare meno”, possono gravare sulla psiche e sull’autostima di una persona che soffre di un disagio.
Opposto al Fat Shaming vi è il Thin Shaming che, al contempo giudica le persone considerate troppo magre, fissate per lo sport, attenti alla dieta che, anche in questo caso, talvolta presentano già veri e propri disturbi alimentari e indi per cui i giudizi altrui contribuiscono ad accentuare il disagio.


E’ considerato body shaming, qualsiasi tipo di commento, frecciatina, constatazione fatta verso l’altro con lo scopo di accentuare e far provare vergogna per un lato esteriore.
Basti pensare a chi ha parti del corpo considerate non consone ai canoni estetici e a quante volte ci è capitato di sentire espressioni come “orecchie a sventola”, “che nasone”, “sembri una rana” volte a giudicare parti del corpo particolarmente pronunciate di un individuo.
Talvolta, quindi, ignari delle sofferenze e dei disagi che attraversa l’altro, pratichiamo body shaming non intenzionalmente, non curanti che frasi apparentemente innocue o beffarde possano ferire l’altro.
Il body shaming, quello mirato e volto a ferire l’altro, è un fenomeno molto diffuso, soprattutto sul web. Coloro che praticano ciò, gli haters, molto spesso soffrono essi stessi di particolari disagi e sfogano la rabbia repressa verso gli altri, senza tenere conto della sofferenza altrui.
Non vi è, purtroppo, un metodo specifico per porre fine a questo meccanismo ma possiamo educare fin da piccoli ad una piena consapevolezza di sé stessi e degli altri, educare al rispetto delle diversità, attuare tecniche per accrescere l’autostima e cercare, cosi, da grandi di non essere trascinati in certi circoli viziosi.
Possiamo imparare quindi a proteggerci da certi commenti e a scindere il giudizio altrui dalla realtà oggettiva consapevoli che tutti possono esserne “vittima” e che, molto spesso, i giudizi e le critiche pervengono da persone poco empatiche e che, talvolta, non si rendono conto realmente di ciò che stanno valutando, definendo o giudicando ma giudicano per il mero ed unico fatto di parlare e mettersi in mostra e prevaricale sull’altro. Questo atteggiamento, come detto molto diffuso sul web, volto a giudicare chi si espone mostrandosi attraverso foto o video, dice molto non di chi subisce il giudizio ma su chi giudica. Dietro gli haters, o qualsivoglia i cosiddetti “leoni da tastiera”, ma anche i bulletti del quartiere, molto spesso si nascondono persone sofferenti, ferite, vittime loro stesse di disagi e bisognose d’aiuto.

Nel mio immaginario ideale, vorrei che tutto ciò non fosse più messo in atto. Vorrei che ognuno fosse libero di vivere il proprio corpo e il proprio essere, di mostrarlo e di accettarlo per quello che è, nella propria unicità.

Ahimè, per quanto mi piaccia sognare, so che la strada verso questo mondo utopistico non giudicante, senza haters, aperto alle diversità e senza stereotipi è ancora lunga e tortuosa ma Associazioni come la nostra Curvy Pride che offrono anche community dove ritrovarsi e sentirsi accolti, movimenti di bodypositive e tutte le piccole rivoluzioni messe in atto negli ultimi anni mi fanno ben sperare in un domani migliore verso un mondo “accogliente” e non più giudicante.

 

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Santa Pentangelo che dedica del suo tempo alla crescita del Curvy Pride blog.

Un grazie a tutte le socie e i soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

 

Trentenne single, eterna sognatrice. Innamorata dell’amore e della vita che secondo lei merita di essere vissuta al meglio.
Ci mette sempre il cuore e cerca il lato positivo in tutto ciò che accade!
mail santapentangelo27@gmail.com
@misssemplicementecurvy

Autostima, il regalo più bello che possiamo farci

Capita spesso, soprattutto ultimamente, di sentir parlare di AUTOSTIMA. Ma  cosa è realmente? Dove si trova? La possiamo comprare? Si può ordinare su Amazon? Ovvio che no… ma ognuno di noi dovrebbe averne tanta!

Se cerchiamo di definire cosa sia l’autostima, magari ricavandone il significato googlandone la parola su internet, viene fuori che, questa tanto nominata autostima, non sia altro che, per citare le parole esatte “…il processo soggettivo che porta un individuo a valutare e apprezzare se stesso tramite l’auto-approvazione del proprio valore personale fondato su autopercezioni”. Ed è proprio qui che, come si suol dire, casca l’asino. Definiamo il nostro valore mediante la stima e la percezione che abbiamo di noi stessi e, da che mondo e mondo, si sa che ognuno di noi sia il peggior critico di se stesso e se a questo sommiamo che, al giorno d’oggi, ci troviamo a vivere in una società che vuoi o non vuoi, è sempre pronta a puntare il dito e a giudicare, emarginare, svalutare. Come fare, quindi, ad avere un’ottima percezione di sé? Da cui far scaturire un’alta autostima che ci permetta di promuovere il nostro valore ed affrontare al meglio qualsiasi sfida il mondo che ci circonda ci proponga?

Per molto tempo me lo sono chiesta e nel mio piccolo credo che la risposta più semplice sia AMARSI.

images

Ognuno di noi dovrebbe amare il proprio essere, il proprio corpo, il proprio carattere. Accettare le proprie sfaccettature, imparare a trarre il meglio da quello che ha e valorizzarsi. Tanto semplice a dirsi ma, ahimè, non altrettanto semplice a farsi.

Ognuno di noi, per natura, tende a notare in primis i propri aspetti negativi, i propri difetti o quello che manca e molto spesso nemmeno facciamo caso al potenziale che abbiamo, alla nostra unicità e a quanto ognuno di noi sia speciale. In più, il contesto che ci circonda, non ci aiuta, anzi contribuisce in senso contrario. Non importa che tu sia basso, grasso, alto, magro. La bassa autostima può colpire chiunque. Dal più timido al più estroverso: di gente che non crede nel proprio potenziale ne possiamo trovare ovunque. Cresciamo ignari che, se non prendiamo consapevolezza del nostro valore, otterremo risultati mediocri nello studio, nel lavoro ma anche nelle relazioni amicali e amorose.

Da qualche parte ho letto che “solo credendoci grandi, faremo cose grandi“. Ma quanto è difficile applicare al nostro quotidiano tutto questo? E’ davvero possibile cambiare la propria vita, il proprio status, le proprie relazioni migliorando la propria autostima?

untitled1

Non sono nessuno per dare la risposta a questa domanda ma tanto vale provare, cosa abbiamo infondo da perdere?

Oggi è un buon giorno per iniziare a guardarsi allo specchio con occhi diversi, guardare il nostro riflesso e pensare che siamo abbastanza, che non ci manca nulla e che abbiamo molte cose positive e belle su cui puntare.

Sicuramente a colpo d’occhio stonerà quel kg di troppo, il naso a punta, i fianchi troppo larghi, le gambe storte, le cosce grosse o che ne so qualsiasi difetto ma provate ad andare oltre, iniziate a sorridere, guardatevi ancora e sorridetevi.

a

Nello specchio c’è la persona più importante delle vostra vita. Tutto quello che di fondamentale avete e in quella persona che vedete sono racchiusi tutti gli strumenti che vi occorrono per vivere la vita che volete. Iniziate oggi a essere la versione migliore di voi stessi, iniziate ad amarvi e ad ascoltarvi. Cominciate ogni giorno a notare ciò che di voi stessi più vi piace e i vostri punti di forza. Giorno dopo giorno, passo dopo passo, sarà sempre più facile imparare ad apprezzarsi e amarsi per quello che siamo e riscopriremo anche lati di noi stessi davvero inaspettati.

imaqges

Con l’avvento di settembre che è anche tempo di nuovi inizi, nuove consapevolezze, nuove scelte… scegliamo di amarci di più, di imparare a volerci più bene. Credendo in noi stessi e nel nostro potenziale e guardando al mondo che ci circonda con un pò di positività in più anche le piccole sfide che prima ci sembravano impossibili diverranno possibili. Basta volerlo!

untitled

Non ci resta che provare a farci questo bel regalo. Buon autostima a tutte! Santa Pentangelo, ormai quasi trentenne. Eterna sognatrice innamorata dell’amore e della vita che merita sempre di essere vissuta al meglio delle nostre possibilità, mettendoci sempre il cuore.01C10939-44FE-4415-8B5F-02D732C065AE.jpeg