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POVER(P)ANZA. QUANDO DISUGUAGLIANZE, POVERTÀ E OBESITÀ VANNO A BRACCETTO

La nostra Caterina Argentieri ci sottopone un nuovo tema come spunto di riflessione e di confronto. Per spingerci oltre la superficie e aprire un dibattito. Voi cosa ne pensate?

Stai sciupato a nonna” tra poco potrebbe diventare il miglior complimento che tua nonna possa mai farti.

L’obesità, come ben sappiamo, è una patologia che va affrontata sotto diversi aspetti; tra questi quello medico, nutrizionale, e psicologico. Soprattutto. E, per quanto possa sembrare strano, anche economico. Non sono pochi gli studi condotti nel mondo, con finanziamenti più o meno importanti e “blasonati”, come l’OMS, in cui viene sottolineato il legame tra reddito e obesità. Senza scomodare il coefficiente di Gini, usato in statistica per misurare la diseguaglianza del reddito o della ricchezza, l’obesità va a colpire proprio le fasce più deboli della popolazione: i cibi sani hanno un costo mediamente più elevato di quelli considerati poco salubri (per modalità di conservazione, dovuta ad additivi non sempre salutari), o per le modalità di preparazione (non sempre si sa cucinare), il  basso livello di istruzione, la precarizzazione e la parcellizzazione del lavoro concorrono a dipingere un quadro non esattamente a tinte vivaci.

Dici obesità e pensi agli Stati Uniti: errore. Tali ricerche sono state fatte un po’ in tutto il mondo, anche in Italia, patria della dieta mediterranea: tanto per fare un nome, possiamo citare il progetto  “Cuore”, dell’osservatorio epidemiologico cardiovascolare dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che ha preso in esame un campione di popolazione nel periodo 1998/2012, arrivando a constatare un aumento dei casi di obesità nel campione in oggetto.

In genere, il leitmotiv “mangia meglio – fai sport” delle tradizionali campagne di informazione non ha prodotto risultanti incoraggianti, proprio perché , secondo “The Lancet”, si trascura il fattore economico dietro l’obesità, si offrono «soluzioni da ricchi a problemi da poveri».

L’articolo in oggetto, oltre ad analizzare i fattori economici che si celano dietro l’ascesa dell’obesità, pone dei punti importanti utili per combattere l’obesità, quali: 1) rendere accessibili economicamente i cibi considerati più salutari; 2) ridisegnare concretamente e con convinzione le politiche attive del lavoro e del welfare.

Spesso si accusano gli obesi di essere pigri, lamentosi e di essere la causa della loro stessa disgrazia. Ad analizzare i dati economici la verità sembrerebbe essere invece un’altra. O almeno una parte di essa.

Caterina Argentieri

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Chi è Caterina: sognatrice come i Pesci, inarrestabile come il Capricorno, che è il mio ascendente. E che panorama che si vede da quassù! Dopo mille e una battaglia, riapro il cassetto dei miei sogni, li tiro fuori, e mi preparo a realizzarli. Uno ad uno. 

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