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Il racconto delle CURVE ITALIANE!

Martina, Francesca e Francesca, com’è stato questo primo viaggio insieme? Bello, veramente molto bello. Ha superato di gran lunga tutte le nostre aspettative in proposito.

Tre donne curvy da sole in viaggio… a piedi. Quali sono state le reazioni delle persone che incontravate per strada? Riteniamo sia stata abbastanza positiva. Nel senso che eravamo troppo impegnate a camminare, soprattutto a non cadere, per renderci conto di reazioni varie ed eventuali. Scherzi a parte, il cammino più consistente è stato su strade isolate e in aperta campagna. Dunque, incontri veramente pochi. Ma a Perugia sì, soprattutto nell’ultimo tratto, c’è stato chi ci ha offerto un passaggio fino alle porte della città. Vedendoci stanche e affaticate, hanno avuto pietà di noi. Ma dovevamo farcela da sole, arrivare fino in cima solo grazie ai nostri sforzi.

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Quanto è stata dura – a livello fisico – questa esperienza? Sicuramente non è stata un’impresa titanica, impossibile da portare a termine, ma nemmeno una passeggiata spensierata. Alcuni sentieri sono stati molto più impegnativi di altri, ma ne siamo uscite. Abbiamo incontrato del fango, un fiume impossibile da attraversare e strade che definire poco agevoli è un eufemismo. Eppure, siamo qui a raccontarlo a tutti.
Avete mai pensato di mollare? No, mollare mai. Altrimenti tutto questo non avrebbe avuto senso. Probabilmente, c’è stato un po’ di sconforto, abbiamo risentito della fatica, soprattutto nei tratti più difficili, ma davvero niente d’impossibile. Ma se non ci fossimo fatte forza l’una con l’altra, sia con battute esilaranti sia con foto decisamente buffe, sarebbe stato molto più difficile portare a termine quest’avventura nel modo migliore.
L’incontro con i gestori dei Ristoranti/B&B/Alberghi che vi hanno ospitate, come è stato? Meraviglioso. L’accoglienza non è stata semplicemente bella, ma davvero eccezionale. C’è chi ci ha letteralmente recuperato da una situazione difficile, c’è chi ci ha condotto in luoghi che pensavamo di non riuscire a visitare, chi ci ha accolto come persone di famiglia e chi, ancora, ci ha dedicato del tempo prezioso pur essendo indaffarato con il proprio lavoro. Decisamente, il nostro primo viaggio a piedi, non sarebbe potuto essere migliore.
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Come sono le località che avete visitato… viste all’alba? Sappiamo benissimo che la perfezione non esiste, eppure non riusciremmo a spiegare diversamente l’atmosfera magica che pervade questi luoghi prima che il sole faccia capolino dalla nebbia. Osservare borghi e città che si risvegliavano lentamente, i primi lavoratori mattinieri che ci salutavano lasciando le proprie abitazioni e quell’intenso aroma di croissant e crema pasticcera che si diffondeva nell’aria, rendeva davvero imperdibile questo “quadro”. E mentre il sole sorgeva, in un attimo, si dimenticavano le levatacce notturne e i chilometri percorsi nella più fitta oscurità.
Cosa è cambiato nel vostro rapporto personale? Sicuramente è maturato, è cresciuto. E’ diventato più forte. Del resto, era la prima volta che trascorrevamo tutte e tre del tempo insieme.
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Avete mai litigato? Litigato proprio no. Certo, qualche incomprensione c’è stata, soprattutto visti i nostri caratteri forti. Ma niente di insuperabile, ovviamente.
Immaginiamo pianti e risate durante il viaggio. Il ricordo più “faticoso” e quello più divertente? Più faticoso? Beh, di sicuro il tratto che ci ha portate al fiume Orcia. Ce l’avevano descritto come un fiumiciattolo, quasi un ruscelletto facile da attraversare. Dopo aver percorso oltre 7 chilometri su strada dissestata, in compagnia di un cagnolino che poi ci ha abbandonate presagendo, forse, il pericolo, ci siamo trovate davanti un fiume gonfio, limaccioso e con il guado crollato. E perciò, impossibile da attraversare. Con un colpo di fortuna, siamo riuscite a tornare su in cima, ma il timore di dover fare tutta quella strada a ritroso, un po’ ci ha frastornate. Tra i più divertenti, l’aver camminato nel fango, anche se la situazione era veramente grottesca a tratti, e aver dato da mangiare a un asinello sardo. Che meraviglia!
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Qual è il “souvenir” più prezioso che ognuna di voi ha riportato con sé a casa propria? Di sicuro, una nuova consapevolezza. Una forza d’animo non indifferente che può portarci veramente lontano. E poi ci sono i ricordi, i video, le fotografie e i racconti di vita dei nostri ospiti. Questi li porteremo dentro per sempre.
Avete redatto un “pacchetto Curve Italiane” per coloro che avessero intenzione di replicare il vostro stesso itinerario (anche in auto!)? Da buone “terrone”, siamo decisamente scaramantiche. Qualcosa in programma c’è ma, al momento, è ancora top secret.
Il prossimo viaggio in programma? Stiamo valutando di scoprire la Puglia, soprattutto un tratto dell’Appia Antica da Gravina di Puglia a Brindisi. Anzi, se c’è qualche struttura sul territorio che intenda ospitarci, si faccia pure avanti. Noi siamo qui per questo!
Cosa vuole diventare “Curve Italiane”? Quello che è nato quasi per scherzo, si propone di diventare un progetto davvero ambizioso. In modo particolare, infatti, Curve Italiane vuole essere un vero proprio punto di riferimento nell’attività di monitoraggio turistico sul territorio. Scegliendo di percorrere a piedi quegli itinerari poco noti, ancora non intaccati dal turismo di massa, non solo cerchiamo di promuovere questi luoghi inesplorati ma aiutiamo le strutture a farsi conoscere anche all’esterno, grazie al nostro reportage continuo, costituito da foto, interviste e video. Inoltre, a tutte le strutture ospitanti, proporremo la nostra attività di gestione dei canali social, per aumentare visibilità e web reputation. Un pacchetto completo, insomma, targato Curve Italiane.
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Un consiglio alle amiche e agli amici dell’Associazione Curvy Pride? Non abbiate paura di mettervi in gioco. Se avete un progetto da realizzare, buttatevi a capofitto. Spesso, le imprese all’apparenza più ardue, sono quelle che regalano le maggiori soddisfazioni. Il progetto Curve Italiane è nato così, per caso e chissà, adesso, dove ci condurrà. Noi siamo fiduciose, poi si vedrà.

 

 

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Per contattarle scrivete a curveitaliane@hotmail.com

 

 

 

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CURVE ITALIANE: TRE RAGAZZE CURVY ALLA SCOPERTA DELL’ITALIA… A PIEDI!

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  • Presentatevi, chi siete?

Martina: Sono Martina, ho 33 anni, praticante avvocato e vengo da Napoli. Proprio come la mia città, sono forte e vulcanica, a tratti pensierosa e malinconica. Insomma, un fiume in piena.

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Francesca Salvatore: Francesca 30 anni, nata a Taranto e vivo a Lecce. Metà accademico, metà scrittrice. Due cose che assieme fanno “la ragazza con la valigia”, come mi chiamano tutti.

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Francesca Galici: sono Francesca, ho 28 anni, nata a Cagliari ma vivo a Como. Il mio mondo è fatto di parole e di fotografie.

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  • Come vi siete conosciute?

Martina, Francesca S. e Francesca G.: Ci siamo conosciute grazie a Travelweare, il magazine di viaggio con cui collaboriamo.

  • Come nasce il progetto “CURVE ITALIANE”?

Martina, Francesca S., Francesca G: Curve Italiane nasce dalla nostra comune passione per i viaggi, maturata lavorando insieme per circa due anni e, soprattutto, dall’amore per la storia e la cultura di un Paese incredibilmente ricco di tesori, spesso anche nascosti, come l’Italia.

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  • Quali obiettivi si prefigge?

Martina, Francesca S., Francesca G:  Il viaggio a piedi, da sole e a costo zero delle Curve Italiane si propone di raccontare l’Italia nella sua veste più spontanea e genuina. In parole povere, più vera. Lontane dalla modernità e dal caos delle grandi città cercheremo di respirare un’aria nuova, raccontando un’Italia efficiente e operosa, quella degli agricoltori, dei viticoltori e degli artigiani. Racconteremo di un’Italia differente, vista attraverso gli occhi di chi ha lasciato tutto per inseguire un sogno e di chi ha fatto del turismo ecosostenibile una ragione di vita. E’ questo il Belpaese di cui vogliamo parlare.

  • Il prossimo viaggio quando inizia?

Martina, Francesca S., Francesca G: Il primo viaggio delle Curve Italiane partirà il 19 settembre e terminerà il 26 settembre a Perugia. Il nostro punto d’incontro sarà a Firenze: due delle “Curve” partiranno da Napoli, l’altra da Milano. Insieme prenderemo il treno che ci porterà prima a Siena, poi in Val d’Orcia, prima vera tappa del viaggio.

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  • Qual è l’itinerario?

Martina, Francesca S., Francesca G: Dovendo percorrere circa 150 km il nostro viaggio non poteva che essere suddiviso in tappe, con giorni in cui cammineremo per circa 20 chilometri. Saranno in tutto sei le tappe, che ci condurranno da Castiglione d’Orcia a Perugia, attraversando Montepulciano, Pienza, Paciano, Panicale, Magione, Corciano e Resina. Ogni tappa sarà raccontata nel dettaglio, come un minuzioso diario di bordo, corredato di fotografie e filmati.

  • Quanto costerà?

Martina, Francesca S. e Francesca G.: Praticamente nulla. Il nostro, infatti, sarà un viaggio a piedi, da sole ma, soprattutto, a costo zero. Saremo ospitate da osterie, aziende vinicole, bed & breakfast e agriturismi che, accogliendo con gioia il progetto, metteranno a disposizione delle Curve Italiane le proprie strutture.

  • Tre “Donne” “Curvy” “A Piedi”: una sfida contro i pregiudizi?

Martina: Questo sì, sicuramente. Soprattutto negli ultimi tempi, si è radicata forte la convinzione che una ragazza non possa viaggiare da sola. Ma perché? Per quale motivo? I pericoli si annidano ovunque, è ovvio. Ma questo non può e non deve essere un limite. La voglia di viaggiare, di incontrare nuove persone e scoprire nuovi luoghi deve essere superiore a qualsiasi paura.

Francesca S.: certo. Innanzitutto per dimostrare che per fare un viaggio a piedi e andare lontano non serve essere degli atleti; poi, per promuovere uno stile di vita ed un modo di viaggiare salutare di cui beneficeremo noi stesse in primis. E poi perché, nell’immaginario collettivo, il viaggatore zaino in spalle è tradizionalmente uomo. Noi vogliamo promuovere la cultura delle backpakers donna.

Francesca G.: Senza alcun dubbio. Purtroppo è radicata l’idea che una persona con un fisico più tondo non possa essere capace di grandi imprese, e noi nel nostro piccolo dimostreremo il contrario. Inoltre, c’è la comune convinzione che per raccontare un viaggio epico si debba necessariamente valicare il confine: niente di più sbagliato! L’Italia ha un patrimonio straordinario che aspetta solo di essere scoperto e valorizzato.

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  • A chi dedicate questo viaggio?

Martina: Sicuramente a me stessa. E non per orgoglio o vanità. Ma perché questo viaggio rappresenta la prima, grande sfida della mia vita. E voglio goderne ogni istante. E poi lo dedico a loro, alle mie compagne di loro, perché senza la nostra sinergia, tutto questo non sarebbe stato possibile.

Francesca S.: A tutti quelli che ci hanno creduto, comprese noi stesse. Perché quello che era il sogno di una vita grazie al lavoro costante, alle notti insonni e ad un pizzico di follia, sta diventando realtà!

Francesca G.: Lo dedico a me stessa e a quelli che non hanno creduto possibile la realizzazione di questo progetto. In tanti hanno pensato fosse solo un modo “furbo” per fare una vacanza, ma dovranno ricredersi. Sono convinta che saranno numerosi quelli che fino a pochi giorni fa non pensavano possibile tutto questo o lo consideravano come un capriccio, una volta concluso questo primo viaggio faranno in modo di contattarci.

  • Qual è il vostro sogno più grande?

Martina, Francesca S., Francesca G.: I sogni personali, li teniamo chiusi all’interno di un cassetto. E, per scaramanzia, non li sveliamo a nessuno. Del resto, che sogni sarebbero? Come Curve Italiane, invece, ne abbiamo tanti. Se dovessimo pensare ad un unico sogno da realizzare, vorremmo far crescere ancora di più questo progetto, dargli una visibilità continua. Solo in questo modo, infatti, potremmo raccontare ogni angolo d’Italia e nel nostro piccolo contribuire a diffonderne la bellezza.

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Le foto sono state realizzate da Francesca Galici.

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