SCUOLA, BULLISMO E GRASSOFOBIA

Nel Curvy Pride Blog sono stati pubblicati in 1o anni più di 500 articoli. Un caleidoscopio di argomenti, punti di vista, storie di vita, di amore, di amicizia. Alcuni li trovo particolarmente interessanti e mi ispirano pensieri e approfondimenti in un’ottica da Coach.

Milla Luna ha scritto alcuni articoli che sono stati pubblicati nel 2016. Ha raccontato di sé, della sua vita e di alcune caratteristiche che l’hanno resa un po’ speciale, possiamo dire unica. Ma come sempre, la condivisione delle esperienze, per quanto sia personale, trova sempre il modo di toccare qualche corda anche nostra. C’è sempre una similitudine, un pensiero, un vissuto anche nostro, in cui ci ritroviamo. Per questo le storie di vita ci piacciono tanto: sono le storie di tutti e dai cui tutti possiamo imparare qualcosa di nuovo.

Il bullismo a scuola, una realtà sempre troppo attuale 

“La più grande disgrazia di una bimba in carne è andare a scuola dalle suore.
Per carità, non generalizziamo! Ci sono suorine adorabili, ma quelle che mi hanno accompagnato durante le elementari e le medie non appartengono a questa categoria. Durante le recite il mio ruolo fisso era il coro, potevano far fare l’angioletto a una bambina grassa? Assolutamente no! E Maria nel presepe vivente? Macché! Maria era bionda e con gli occhi azzurri lo sanno tutti! E stai attenta a correre, che se cadi con quanto sei cicciona ti massacri, non scavalcare la ringhiera che non sei agile! E nelle foto scolastiche, impeccabilmente in divisa, sempre dietro a tutti perché sei alta e ingombrante.

Il bullismo nei miei confronti era insopportabile

Non so se fu per il continuo essere messa al centro dell’attenzione per la mia statura o le mie misure non ordinarie – a 10 anni ero alta 1,67 per non so quanti kg e 39 di piede- o per il mio mento pronunciato a causa di un progenismo congenito, fatto sta che dalla terza elementare i miei compagni di classe mi presero in odio tale da rendere impossibile la mia vita scolastica. Nonostante fossi intelligente non rendevo e avevo paura di andare a scuola perché non sapevo mai quali cattiverie e umiliazioni mi attendevano. Sognavo a occhi aperti di svegliarmi un giorno magra, bionda e con gli occhi azzurri con tutti i miei compagni che finalmente mi volevano bene. Cercavo di assentarmi da scuola il più possibile, adducendo mal di testa o mal di pancia, mia madre credeva che fossero scuse per non fare il mio dovere e spesso c’erano litigi e pianti. Quando presi la licenza di terza media, ricordo che feci di volata tutti i piani dell’Istituto che mi aveva tanto fatto soffrire, chiusi di schianto la porta alle mie spalle senza salutare nessuno, e non tornai più, mai più“.

La nostra amica Milla Luna ci racconta una realtà che è ancora oggi all’ordine del giorno in moltissime scuole. Chi non è mai stato preso in giro, canzonato o addirittura bullizzato alzi la mano! Sono situazioni talmente comuni che quasi ce le aspettiamo, le viviamo come qualcosa che è normale che succeda. Ma è davvero impossibile creare un ambiente inclusivo? È davvero così impensabile insegnare ai nostri figli che siamo tutti diversi e che abbiamo caratteristiche che ci distinguono e che non andiamo giudicati per questo?

Personalmente conosco molto bene queste dinamiche perché sono sempre stata una bambina più o meno cicciottella. Alcuni miei compagni mi chiamavano mucca, cicciobomba e in altri meravigliosi modi che ora non ricordo, ma che erano sempre legati al mio peso. Mi dava fastidio, ma tutto sommato eravamo una piccola comunità e avevo molti amici che mi difendevano e, in qualche modo, ho retto. Non posso certo dire che non mi abbia fatta star male ma l’affetto di chi mi voleva bene ha fatto da cuscinetto, attutendo il colpo. Chi invece ha intorno a sé solamente solitudine sprofonda nell’abisso della disperazione e comincia a mettersi in discussione: “Sono io ad essere sbagliata, ho qualcosa che non va, dovrei cambiare per essere accettata, sono una perdente, una povera sfigata”. E questi pensieri ce li portiamo appresso; con gli anni diventano un peso che grava su di noi come un macigno, inquinando anche i rapporti futuri.

Allora, come fare? Da dove cominciare per riprenderci la nostra autostima?

Ti lascio il link di un paio di articoli che ho scritto per questo blog, credo potranno aiutarti!

Nel prossimo articolo troveremo Milla Luna alle prese con l’adolescenza. A presto! Fabiana

Questo articolo è stato scritto dalla socia e staff Fabiana Sacco che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog. Un grazie a tutte le socie e i soci che che credono nell’Associazione Curvy Pride – APS impegnandosi nel volontariato.

Fabiana Sacco è stata consulente di bellezza per più di 25 anni nei quali ha raccolto le confidenze, le paure e i sogni di centinaia di donne. Il suo cammino di crescita l’ha portata a diventare una Coach e il suo lavoro è aiutare tutte le donne a ri-trovare la loro autostima e sviluppare i loro talenti, indipendentemente dalla fisicità.
“Curvy Pride rispecchia alla perfezione i miei valori ed esserne membro è per me un onore, tutte insieme cambieremo il mondo!”
MAIL info@fabianasacco.it FB 
https://www.facebook.com/fabianasaccocurvycoach
e su IG https://www.instagram.com/faby_the_curvy_coach/?hl=it
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Autore: Fabiana Sacco Curvy Coach

Consulente di bellezza per più di 25 anni, conosco profondamente il mondo femminile. Il mio percorso di crescita personale mi ha portata a diventare una Coach, la mia professione è aiutare le donne a trovare, sviluppare e usare i propri talenti, a guardarsi finalmente con occhi nuovi per crearsi una vita più felice e ricca di significato. Adoro cantare e ho una fissazione per le sopracciglia perfette, sono la prima cosa che guardo in una donna!

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