LA BOLLA DELLA PAURA

Non respiro. Mi sento quasi in una bolla d’acqua. Faccio fatica a capire cosa dicono le persone intorno a me… Voglio andare via… scappare. Ma andare, dove?

Inizio così questo articolo. Descrivendo un momento, uno stato d’ansia particolarmente pesante che mi è capitato di provare. Ero bloccata dalla paura. Una come me, organizzata, super attiva, positiva, che non sapeva improvvisamente cosa fare se non “scappare”, ma le gambe, tremanti, non riuscivano nemmeno a muoversi! Con l’ansia spesso ci si convive, ma gli attacchi di panico sono un’altra cosa.

Purtroppo, la vita, la realtà, ci insegnano che non si può scappare dai problemi. Dalle preoccupazioni. E questo periodo ne è maestro. E allora, ti prendi un attimo. Quello che serve per capire chi siamo. Mettere in ordine le idee e tentare di capire cosa fare. Non sempre ne capiremo i “perché”, ma ci siamo. È il momento di scoppiare quella “bolla” e nuotare nel mare, prima che il panico ci “inghiotta”.

Come si fa?

Non credo ci sia un manuale. Ognuno affronta la paura come riesce. Io ho iniziato con la respirazione. Respirare quando si è in crisi è davvero difficile. A volte parlo da sola, quasi mi dessi “due schiaffi metaforici”, mi calmo effettuando una respirazione profonda e lenta tentando di svuotare la mente concentrandomi proprio sul respiro. Poi mi focalizzo sugli aspetti positivi della vita e quando ti trovi lì, tra la paura e la consapevolezza, vai avanti. Credo sopraggiunga una forza interiore che nessuno crede di avere fino a quando tocca il fondo. E poi ci sono i pianti liberatori, le camminate e le corse in solitudine. La musica nelle orecchie e l’esplosione nel cuore.

Nei momenti difficili ci sentiamo spesso circondati da persone che dicono: “Non ti preoccupare, passerà!” o “Tanto tu sei forte, riuscirai a superare anche questa!“, ancora: “È la vita, è successo anche a me...”. Poche persone stanno in silenzio. Ti prendono la mano e ti accompagnano. Ma ne basta una, basta il sorriso di un figlio per donare forza. Basta l’abbraccio di un amore che sia compagno, genitore o amico. Basta poco eppure sembra così tanto. L’anno appena finito ci ha fatto capire quanto tutto possa essere relativo. Il 2020, iniziato sotto tutti i soliti buoni propositi, poi, si è rivelato diverso per la maggior parte di noi. Ma se c’è una cosa che ci ha lasciato e, credo sia un dono fondamentale, è l’IMPORTANZA DELL’ALTRO. Di un abbraccio, di un sorriso sincero e spontaneo. L’IMPORTANZA DEL TEMPO.

La paura troppo spesso ci blocca se non ne usciamo fuori con la respirazione, con lo yoga, le camminate, le corse e tutto quello che ci permette di sfogarci. A volte, si impossessa di noi, non ci rende lucidi, ci isola.

E allora penso… “Non respiro, è vero”. Ma se non riesco a scoppiare io stessa la “bolla della paura”, ci sei tu che lo fai con me perché l’amore penetra qualunque dolore. Qualunque incertezza. Qualunque inquietudine. E di amore ne siamo circondati, basta guardarci intorno: dalle persone care alle associazioni di volontariato che offrono tempo ed esperienza. La forza deve venire principalmente ed inevitabilmente da noi, ma condividere e non respingere la mano protesa verso noi aiuta molto e “puff..” la bolla magari scoppia!

Il presente articolo è stato scritto dalla socia e blogger Elisabetta Giordano che dedica parte del suo tempo alla crescita del Curvy Pride Blog.

Un grazie a tutte le socie e soci che credono nell’Associazione CURVY PRIDE – APS impegnandosi nel volontariato.

Elisabetta Giordano, 39 anni. E’ mamma di una bimba di 7 anni, fotomodella curvy per hobby. Ha studiato Giurisprudenza ed è appassionata di fotografia. Impegnata nel sociale, crede molto nella pluralità della bellezza. “Amo la vita e le sfide… Sono una donna con i piedi nel presente e lo sguardo rivolto al futuro. Sempre alla ricerca della bellezza dell’essere. Curiosa, creativa. Insomma… Viva!” https://www.instagram.com/curvelybeth/

Autore: Elisabetta Giordano

Mi chiamo Elisabetta, ho 37 anni. Ho studiato giurisprudenza. Sono sposata ed ho una bimba di nome Benedetta che ha 5 anni. Amo la fotografia e da poco mi sono lanciata come "modella" curvy.

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